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Sabatini racconta la sua Lazio

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Prima di diventare quel “Walter Sabatini” riconosciuto da chiunque come un grande talent scout, c’è stata un’esperienza alla Lazio che né la società né i tifosi, né lo stesso dirigente, oggi dimenticano 

Calciatore giallorosso nella stagione ‘76/77, ora direttore sportivo della nuova Roma targata Thomas Richard DiBenedetto. Prima di abbracciare il progetto statunitense, prima di diventare quel “Walter Sabatini” riconosciuto da chiunque come un grande talent scout, c’è stata un’esperienza alla Lazio che né la società, né i tifosi, né lo stesso dirigente oggi dimenticano o rinnegano. Ad otto giorni dal derby il diesse giallorosso ha raccontato il suo personalissimo derby in una lunga intervista al “Corriere dello Sport”. “Ho una leggera inquietudine, non è un pensiero ma un sentimento. Perché definirla partita normale mi sembra improprio. Non lo è anche se con la Lazio mi sono già incrociato diverse volte con il Palermo. Ho perso e vinto, una certa abitudine ce l’ho, ma il derby è una circostanza diversa. Dovrei considerarla una partita da tre punti. Quando ci avvicineremo all’evento, non guarderò la classifica: sarò totalmente risucchiato dai sentimenti”.  Il passato biancoceleste non è solo nel suo curriculum, ma anche nella storia della sua fede calcistica.  “Sono stato laziale e direi anche con fede incrollabile in quel momento storico della mia vita. E’ un passato che non rinnego, non l’ho fatto quando mi sono presentato ai romanisti, non lo faccio alla vigilia della partita, anche se la Roma per me è una questione chimica. Non è stato difficile riaccendere una scintilla perché, se pur male, nella Roma ci avevo giocato, quindi è stata una sorta di immediatezza rituffarmi in quell’universo. Per la verità l’universo romanista lo devo ancora decifrare compiutamente”.  Se il passato è stato biancoceleste, il presente è quanto mai giallorosso e rilassato, come la squadra di Luis Enrique in questo momento.   “Ci arriva con una moderata tranquillità perché negli ultimi giorni alcune cose si sono aggiustate, altre si dovranno aggiustare per poter essere competitivi. La Roma la sento già fortemente mia, la sento fortemente di un gruppo di persone che sta mettendo energie, forze, idee dentro questo progetto”. Il mercato delle due squadre capitoline è stato uno dei migliori della Serie A. “La Lazio ha operato benissimo. Ha fatto delle scelte mirate e volendo puntare ad un risultato immediato, non voglio dire oggi ma per produrre risultati importanti nel giro di questa e della prossima stagione. La Roma ha cercato di integrare con un gruppo di giovani lo zoccolo duro altamente competitivo che già possedeva. Da questa sintesi tra nuovi e vecchi speriamo si produca un risultato accettabile nel presente e un grande risultato a breve termine”. Lotito e Tare hanno voluto puntare su giocatori più esperti, a differenza di Sabatini. “La Lazio ha fatto scelte importanti. A vederli oggi Klose e Cisse, due calciatori anagraficamente non giovanissimi, sembrano due ragazzini. Hanno freschezza, voglia di fare, sono propositivi: mi stanno impressionando. Anche gli altri giocatori che sono andati a prendere sono di rendimento e molto affidabili. L’unica scommessa è Lulic. Il bosniaco è contraddittorio. Tutto e il contrario, ma quando fa il tutto è impressionante in senso positivo

Lorenzo Serafini

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