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Il Parkour sbarca a Roma per una iniziativa sociale

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Il Parkour sbarca in Italia con una iniziativa sociale promossa dalla Provincia di Roma e che vede coinvolti quattro giovani atleti palestinesi della striscia di Gaza

SPORT ESTREMI: la nuova passione "romana"

GAZA PARKOUR Il Parkour sbarca in Italia con una iniziativa sociale promossa dalla Provincia di Roma e che vede coinvolti quattro giovani atleti palestinesi della striscia di Gaza. "Gaza Parkour", questo è il nome del progetto finanziato dalla giunta Zingaretti a sostegno della Cooperativa sociale "Eureka Primo" e di un cartello di associazioni della società civile (Un ponte per…, Assopace, Jalla Onlus, ACS e Provincia di Benevento). Il Parkour è una disciplina sportiva metropolitana nata nelle bancielue parigine ed esportata ormai in tutto il mondo, arrivando fino ai territori palestinesi.Gaza Parkour, che coinvolgerà appunto quattro giovani atleti originari della Striscia di Gaza girerà l'Italia facendo tappa a Roma, Bologna, Milano, Bergamo e Palermo fino al 5 marzo. Tutto sarà accompagnato da  eventi e incontri in scuole, università e centri sociali.

FUORI DALLA "PRIGIONE" DI GAZA “Questi quattro ragazzi   - ha spiegato Meri Calvelli, coordinatrice del progetto e cooperante nella Striscia di Gaza – non sono dei professionisti, sono autodidatti in questa disciplina; hanno iniziato qualche anno fa osservando le pratiche di Parkour su internet. Si allenano (o giocano, come si dice in gergo), tutti i giorni dopo il loro lavoro. Dallo scorso anno fanno anche allenamento ad alcuni ragazzi della zona che amano questo sport. Il loro sogno era uscire dalle mura della prigione di Gaza, per incontrare loro coetanei che praticano il Parkour in diverse città”.

SPORT E CULTURA  Il viaggio di scambio è solo una parte del progetto complessivo che la Provincia di Roma e la cordata ha sostenuto – ha proseguito Gianluca Peciola, consigliere della Provincia di Roma – Le altre attività del progetto, realizzate e in corso, con il sostegno della popolazione civile della Striscia di Gaza sono il sostegno ad aree verdi e agricole, con la realizzazione di orti domestici, la costituzione di un Centro di Interscambio Culturale e Sportivo tra Italia e Palestina, già aperto ma che verrà inaugurato ufficialmente ad aprile ed intitolato a Vittorio Arrigoni e lo scambio di atleti e artisti. Vogliamo far conoscere ai ragazzi romani le esperienze umane e le attività sportive dei loro coetanei di Gaza. Ragazzi che hanno diritto ad un futuro in uno Stato indipendente e in pace con Israele. Due popoli e due Stati capaci di collaborare al loro sviluppo reciproco, questo l’obiettivo che la comunità internazionale deve perseguire”. Nel finale della conferenza è stata data la parola ai ragazzi, Mohammed J. M.I. Aljakhbir, Abdallah M.M. Inshasi, Ibrahim M.M. Aburahal e Jehad M.M. Abusulttan, che visibilmente emozionati hanno ringraziato per l’opportunità che è stata loro concessa  e hanno spiegato come questo sport li aiuti a superare le difficoltà che vivono quotidianamente nella striscia di Gaza, da cui mai si erano potuti allontanare in precedenza. La mattinata è terminata con una brave esibizione degli atleti palestinesi nei giardini di Piazza San Marco.

Giuliano Corridori

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