Pietro Mennea: "Olimpiadi a Roma?
Puro calcolo elettorale"
L'ex olimpionico e recordman nei duecento metri, spiega a Paese Sera il perché delle sue perplessità sulla candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2020
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La sua intervista al Corriere ha sollevato un polverone. Sostanzialmente è passato il messaggio per cui lei è contrario alla candidatura di Roma per le Olimpiadi. E’ veramente così?
Ma quale contrario. Io sono stato un olimpionico. Ho partecipato a diverse edizioni dei giochi olimpici. Per me sarebbe un onore averli in casa. Le polemiche sollevate dalle mie dichiarazioni sono strumentali a nascondere probabilmente la verità. L’unica cosa che dico è che il nostro Paese è messo male. L’economia è disastrata e credo sia delittuoso andare a pescare ancora nelle tasche degli italiani per sostenere le spese dei giochi a Roma. Sarebbe bene sistemare le casse e poi ripartire.
Il dossier presentato dal comitato olimpico però parla di una edizione a costo zero grazie anche alla partecipazione di molti privati nei progetti.
E’ una cavolata. Dalla prima edizione ad oggi nessuna Olimpiade è stata mai a costo zero. Nessuno ha mai rispettato i budget previsti, a partire dall’ultima edizione che si svolgerà a Londra nel 2012 dove il budget iniziale è già quadruplicato. Pechino nel 2008 ha vinto l’edizione con una previsione di 20 miliardi e alla fine ne ha spesi 43. Atene era partita con 3 miliardi e poi ha superato i 13. Questi sono dati, non mie invenzioni.. Da sempre le Olimpiadi hanno creato problemi economici ai Paesi ospitanti.
Non pensa che invece possano essere un’ occasione per dare nuovo lavoro, far ripartire l'economia
Il lavoro creato dalla macchina organizzatrice delle Olimpiadi è lavoro a tempo, legato alla costruzione di quell’impianto o di quella struttura non credo si possa mettere in moto un meccanismo virtuoso. Con gli stessi soldi che si spenderanno si potrebbe invece creare lavoro vero e duraturo.
Il sindaco di Gianni Alemanno la pensa diversamente, così come Mario Pescante presidente del comitato organizzativo
Perché hanno bisogno di una vetrina da spendersi in campagna elettorale. Ovviamente quanti riceveranno beneficio da questa cosa, e parlo soprattutto delle imprese, se lo ricorderanno al momento del voto.


