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Come curare lo sport italiano? Giovani sulle poltrone

Deputato che dorme

L'età media dei presidenti delle federazioni sportive supera spesso i 60 anni. In molti casi non si tratta neanche di ex sportivi

Si sente parlare spesso di ricambio generazionale, della nuova classe dirigente che stenta ad emergere, dei “vecchi” attaccati alla loro poltrona dopo una lunga (forse troppo) carriera. Questo accade in politica, ad ogni livello delle istituzioni, accade negli Enti pubblici, nel settore economico, in quello legale. Può per una volta lo sport rappresentare la novità, la spinta verso il cambiamento? Che domanda banale, certo che no!

Anche in ambito sportivo la lista dei Presidenti delle Federazioni “over 60” è molto lunga e, cosa forse ancor più grave, il fenomeno colpisce TUTTE le discipline più praticate nel Belpaese.

Iniziamo dall’organo sportivo per eccellenza, il Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano): la poltrona da presidente è saldamente occupata da Giovanni Petrucci, classe 1945, che al momento ricopre il quarto mandato consecutivo (è in carica dal 1999!!!). Dal 1977 saltella da una federazione all’altra, da un incarico all’altro.

Il Coni a sua volta riconosce per ora 45 Federazioni Sportive, loro possono essere da meno? Assoltamente no. E allora iniziamo: Figc (Federazione Italiana Giuco Calcio), presidente attuale Giancarlo Abete, classe 1950. Deputato della DC dal 1979 al 1992, presidente dell'Unione Industriali Roma e Lazio dal 1994 al 2000 e di Federturismo dal 1999 al 2003. Dopo aver ricoperto diverse cariche all’interno della Federzione, ne diventa presidente nel 2007, succedendo al Commissario Luca Pancalli. Come se non bastasse l’impegno e la responsabilità di Presidente FIGC, il 22 marzo 2011 viene eletto anche vicepresidente UEFA. Una carriera decisamente gratificante ma ha mai indossato maglia e scarpini?

Cambiamo categoria: basket, Fip (Federazione Italiana Pallacanestro), presidente Dino Meneghin, anche lui classe 1950. Ad onor del merito almeno è stato un cestista, ha giocato con Varese, Milano e Trieste oltre che per la Nazionale Italiana. E’ stato eletto Presidente il 7 febbraio 2009, ben quindici anni dopo il suo ritiro avvenuto nel 1994. Perché aspettare tutto questo tempo?

Dal Basket al Volley: Carlo Magri, presidente della Fipav (Federazione Italiana Pallavolo), classe 1940. Dirigente della Libertas Parma negli anni 70 e successivamente Presidente della Parma Pallavolo, ricopre la sua attuale carica (attenzione, attenzione), dal 1995. Nel suo cv, oltre alla laurea in economia, non figurano presenze come giocatore o allenatore.

Adesso Arriva il meglio, il tanto amato rugby del terzo tempo, dell’agonismo, del vero spirito sportivo. Giancarlo Dondi, attuale presidente della Fir (Federazione Italiana Rugby), ex giocatore di Fiamme Oro e Parma negli anni ‘50. Classe 1935, ricopre anch’esso l’incarico da più di dieci anni, dal 1996.

L’elenco potrebbe continuare: Fidal, Fit, Cip e via dicendo, ma a questo punto credo il messaggio sia passato forte e chiaro. Le conclusioni sta a voi tirarle. Cosa credete sia meglio per lo sport italiano? Il sistema attuale è pronto per l'innovazione, il cambiamento e soprattutto per andare oltre agli scandali che puntualmente lo colpiscono?

Roberto D'Amico

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