Tor Bella Monaca, i cittadini chiedono interventi su Sociale e Scuola
Nel pomeriggio di ieri, presso il teatro di via Duilio Cambellotti, si è tenuto un lungo e 'faticoso' confronto su servizi sociali, scuola e riqualificazione urbanistica
Se ieri al Pincio la scuola era in festa, a Tor Bella Monaca tirava tutt’altra aria. Nel pomeriggio, presso il teatro di via Duilio Cambellotti, si è tenuto un lungo e 'faticoso' dibattito su servizi sociali, scuola e riqualificazione urbanistica, moderato dalla giornalista Marta Bonafoni (Radio Popolare Roma) e organizzato da El ‘Che’ntro sociale Tor Bella Monaca in collaborazione con le scuole del quartiere. Per l’occasione era stato invitato anche il sindaco di Roma, ma Alemanno ha ceduto quella che si preannunciava essere una palla infuocata nelle mani dell’assessore alle Politiche sociali e alla famiglia del Comune di Roma, Gianluigi De Palo. Tra i relatori, il presidente dell’VIII municipio Massimiliano Lorenzotti, l’antropologo Piero Vereni e la dottoressa di Medicina Solidale Ptv Lucia Ercoli.
La riqualificazione urbanistica. “Ho il sospetto che il progetto su Tor Bella Monaca sia di sola speculazione edilizia”. Lo ha detto, numeri alla mano, l’antropologo e docente presso l’università Tor Vergata, Piero Vereni. Gli abitanti che oggi sono 28mila diventeranno 44mila. E siccome le parole sono importanti, più che di diritto alla casa, “sarebbe opportuno parlare di diritto all’abitare”, puntualizza Vereni. “Ho l’impressione che, come è già successo, sulla periferia si vogliano fare esperimenti che in altre parti di Roma sarebbero impensabili”, ha aggiunto Vereni. La pensano così anche i cittadini del comitato ‘No Masterplan’: “Chiediamo subito – hanno detto – i servizi, la manutenzione delle case popolari e del verde, una riqualificazione vera e non un ammasso di case in più”. “Bisogna parlare con Tor Bella Monaca”, ripete Vereni, che evidentemente ha percepito l’assenza di dialogo tra i cittadini e le istituzioni. E qualcuno, infatti, alza la voce perché l’occasione è imperdibile e bisogna dirle tutte insieme le cose che non vanno in periferia. Il presidente dell’VIII municipio assicura che il confronto sul Print ci sarà, “a giugno si aprirà una commissione per discutere del progetto – ha spiegato Lorenzotti –, parteciperanno le realtà associative, stiamo decidendo a chi affidare la presidenza”. Eppure, risulta che l’ultimo Piano regolatore sia stato già modificato, ma per il minisindaco si tratta solo di questioni tecniche “su cui i cittadini non possono intervenire – ha precisato –, una cosa è l’urbanistica e un’altra è la tecnica”. Secondo Lorenzotti, la ristrutturazione delle case popolari avrebbe un costo aggiuntivo rispetto alla demolizione e ricostruzione prevista dalla Giunta Alemanno. La platea non gradisce e contesta il presidente dell’ottavo con i fischi.
I servizi sociali. Il numero più alto di persone diversamente abili, una popolazione giovane e il tasso di natività sempre in crescita, la vicinanza dei più grandi campi nomadi europei e l’emergenza sanitaria. Una fotografia, non esaustiva, dell’VIII municipio. Il 70% del lavoro è svolto dalle associazioni di volontariato. Tra queste, Medicina Solidale Ptv che da più di sette anni offre servizi specialistici e di pronto soccorso. Un gruppo di medici del Policlinico Tor Vergata che è arrivato a Tor Bella Monaca “per capire quali erano i problemi del quartiere – ha raccontato la dottoressa Lucia Ercoli –, quando è nata Medicina Solidale al Policlinico Tvg non c’era il pronto soccorso, ci siamo offerti per servire i cittadini italiani e gli immigrati”. Nell’ospedale di Tor Vergata manca l’ostetricia, la sala parto, la neuropsichiatria, l’assistenza per la farmacodipendenza. Servizi che Medicina Solidale ha coperto (nonostante qualcuno abbia cercato di rendere tutto più difficile) ma con i tagli alla sanità della Regione Lazio le risorse sono state ridotte del 50%. In un anno e mezzo, Medicina Solidale ha distribuito sul territorio dell’VIII circa 20 tonnellate di cibo, la malnutrizione infantile registrata è da Paesi sottosviluppati; il 30% dei casi di malnutrizione sono gravi e oltre il 60% seri. “A causa dei tagli abbiamo sospeso alcune attività – ha continuato Ercoli –, mi pare che qui le cose si vogliano peggiorare, altro che riqualificazione. Il volontariato è portato allo sfinimento”.
L'immigrazione. Per l’antropologo Vereni è sicuramente una risorsa. Tra le righe, la dottoressa Ercoli invita i cittadini alla convivenza; negli anni Medicina Solidale, che assiste anche gli immigrati, è stata avvertita come un problema dalle forze politiche del municipio e da una parte dei cittadini. Una sorta di lotta tra ‘disperati’. In periferia, il deficit di servizi sociali ha portato a pensare l’immigrazione in negativo. Non è così per il presidente Lorenzotti: “Abbiamo attivato due sportelli municipali per gli immigrati – ha detto –, abbiamo anche un tavolo interreligioso, anzi, c’è pure una moschea, sono sicuro che molti di voi non lo sapevano, non lo sapevo nemmeno io”. La struttura cui fa riferimento il presidente dell’VIII, non è proprio una moschea, ma un luogo di culto islamico in via Toraldo a Torre Angela nei locali di un’ex palestra.
La scuola. “Non siamo mai stati convocati per discutere dei cambiamenti che interesseranno le nostre scuole secondo il piano di riqualificazione”. Lo denunciano, il dirigente scolastico dell’istituto di via dell’Archeologia e gli insegnanti delle scuole limitrofe. “Ma sono previste nuove scuole?”, chiedono i genitori. “Bisognerà guardare i progetti – risponde il presidente Lorenzotti – non so quante scuola sono previste”. Intanto, le scuole dell’VIII rinunciano all’insegnante di inglese e al tempo pieno. Si accorpano le classi per mancanza di docenti e gli edifici cadano a pezzi. Ieri, il sindaco Alemanno ha annunciato che investirà 50milioni di euro per la manutenzione scolastica per tutta Roma, ma forse l’assessore Gianluigi De Palo non lo sapeva e ha cercato di glissare: “State facendo confusione – ha detto – quelle sono questioni che riguardano i Lavori pubblici, non sono di mia competenza”. E ha ragione De Palo, che per il Comune di Roma si occupa di Famiglia e Politiche sociali, ma i cittadini vedono in lui l’unico interlocutore (intanto Lorenzotti è andato via) e gli scaricano addosso una valanga di problemi. “E i progetti educativi che fine faranno – incalzano gli insegnanti – questo deve saperlo, è di sua competenza!”. Anche qui, De Palo è in difficoltà, “mi impegno a venire una volta al mese – promette l’assessore capitolino – e di fare insieme a voi il punto della situazione”. E spiace anche per De Palo che ha rinunciato alla festa del Pincio per trattenersi a Tor Bella Monaca, così i cittadini abbassano i toni e tentano il calcio d’angolo: “Facciamolo tornare a Tor Bella Monaca – si dicono –, è al Comune da poco e non conosce i problemi, è l’unica speranza che ci rimane”. Però, ci credono poco.


