Scuola, sit-in davanti al ministero
Genitori, insegnanti e bambini dalla Gelmini per dire no ai tagli
Manifestazione in corso davanti al ministero dell'Istruzione contro i tagli alla scuola. A scendere in piazza insegnanti, genitori e bambini. Al presidio autorizzato stanno partecipando circa 200 persone. I partecipanti annunciano di non voler sciogliere il loro presidio fino a che non verranno ricevuti dai rappresentanti del Ministero. "Abbiamo chiesto a tutti di portare qualcosa da mangiare per cenare qui in strada e non sciogliere il sit-in" spiega Alessandra, madre di una alunna di una delle scuole colpite dai tagli. "Volevamo fare un girotondo attorno al Ministero ma le forze dell'ordine non ci hanno dato l'autorizzazione - prosegue - ora ci siamo radunati sulla scalinata in attesa che qualcuno scenda e ci dica che ci riceveranno".
I manifestanti contestano i tagli di organico al personale docente previsti per il prossimo anno. "Abbiamo visto la composizione delle classi del prossimo anno, non e' sostenibile - prosegue - ci saranno riduzioni di personale ed accorpamenti, con classi anche da 27/30 alunni, alcuni dei quali disabili, che necessitano di maggiori attenzioni". I membri del Coordinamento sostengono che dopo le due precedenti manifestazioni "avevamo ricevuto rassicurazioni dal Ministero che tutti i tempi pieni delle elementari sarebbero stati garantiti, a quanto pare non e' così"
A sostegno della protesta interviene Paolo Masini, consigliere del Pd e vicepresidente della Commissione Scuola di Roma Capitale: "Da oggi pomeriggio alle 15 centinaia di genitori, alunni e docenti sono sotto al Ministero dell'Istruzione chiedendo di essere ricevuti da un rappresentante del ministro Gelmini. - afferma in una nota - Tanto per fare due conti, le strutture di diretta collaborazione del ministro sono: 1 capo gabinetto, 2 vicecapo gabinetto, 1 capoufficio legislativo, 1 vicecapo ufficio legislativo, 1 capo della segreteria tecnica del ministro, 1 capo della segreteria particolare del ministro, 1 portavoce del ministro". E aggiunge: "Nessuna di tutte queste figure si è resa disponibile a ricevere i genitori dopo che la manifestazione era stata autorizzata e annunciata già da una settimana. Più che un atteggiamento irrispettoso, quella della Gelmini è una vera e propria provocazione, portata peraltro nel più assordante silenzio del sindaco Alemanno e dell'assessore De Palo. Altro che diritto allo studio- conclude - l'unica cosa a cui si vuole assicurare responsabilità è la politica irresponsabile di una destra sfascista che lavora unicamente contro le famiglie romane".


