San Lorenzo, una notte in sacco a pelo
insieme ai senza dimora
“Senza dimora non si nasce ma si diventa”. Questo il messaggio gridato con forza dai volontari e dalle associazioni che hanno raccolto l’invito di Terre di Mezzo a organizzare, in occasione della Giornata mondiale Onu della Lotta alla Povertà, la Notte dei Senza Dimora a Roma. L’evento che ha portato in piazza dell’Immacolata, a San Lorenzo, decine di persone a dormire, in segno di protesta, al fianco dei senzatetto per una notte. I volti e le storie della dura legge della strada di E. FARNISI
GUARDA LE FOTO I cittadini con i senza dimora a piazza dell'Immacolata
PIAZZA VITTORIO La casa dei diritti sociali contro la povertà di AMBRA MURÈ
IL VIDEO DENUNCIA
CARITAS "Il 13,8% della popolazione è povero"
LA STORIA Vivere ai margini di Roma, quando la casa è una roulotte di A. M.
FOTOGALLERY I nuovi poveri
“Informare, sensibilizzare e soprattutto condividere: sono questi gli obiettivi che per l’undicesimo anno consecutivo il coordinamento romano della Notte dei Senza Dimora si propone in occasione della Giornata mondiale Onu della Lotta alla Povertà, su invito di Terre di Mezzo”, ha spiegato Girolamo Grammatico dell’associazione La Casa di Cartone. “Essere poveri non è una colpa – ha precisato Grammatico - e di questi tempi, duri come la crisi impone, è un fatto che riguarda tutti. Il numero di persone che cadono in miseria è in continuo aumento, persone italiane e straniere che prima avevano una casa, una famiglia, affetti, un lavoro, oggi si ritrovano a vivere per strada, perché non hanno altro posto dove andare”. “Persone – ha continuato - non diverse da noi, come molti credono, ma più deboli e più sfortunate, che hanno fatto della strada la loro casa, non per volontà ma per necessità”.
Dunque, gente come noi e con gli stessi diritti, che tuttavia faticano a essere rispettati. Andrea Piquè fa parte dell’Avvocato di Strada Onlus Roma e anche quest’anno ha aderito all’appello di Terre di Mezzo per la Notte. “Siamo un gruppo di 30 avvocati – ha spiegato - che offrono assistenza legale e gratuita ai senza dimora”. Dal diritto civile a quello amministrativo e penale, ogni giovedì pomeriggio la Onlus fornisce alle persone in difficoltà la propria consulenza. “Sono tante – ha tenuto a sottolineare - quelle che si rivolgono a noi. Dal 2008 a oggi, ci siamo occupati di oltre 500 casi, la maggior parte risolti, altri ancora pendenti a causa delle lungaggini della macchina della giustizia”. In prevalenza stranieri, cittadini comunitari ed extracomunitari, “ma negli ultimi mesi sono moltissimi gli italiani che si sono rivolti a noi e questo è un dato di fatto che le istituzioni non possono ignorare”. Duro il commento di Grammatico sull’assenza dei rappresentanti dell’amministrazione capitolina all’evento. “Ancora una volta – ha accusato - il Campidoglio è assente, apprezziamo il gesto dell’assessore alle Politiche Sociali Sveva Belviso di scusarsi per la non presenza, ma questo non basta”. “La povertà – ha incalzato - deve far indignare anche le istituzioni, il cui impegno deve essere costante e continuo”. “L’assessore Belviso”, gli ha fatto eco Guido Capraro, assessore alle Politiche Sociali del III Municipio, che ha dato ospitalità alla manifestazione, “sarebbe stata la persona più autorevole a portare sostegno e solidarietà all’evento, ma la sua assenza risuona come un altro segnale di debolezza di questo Comune, a dimostrazione di come si portano avanti le politiche sociali in questa città: nel silenzio e nell’indifferenza più totale di tagli indiscriminati che colpiscono le fasce più deboli della società”.
In piazza, tanti i volti dei senza fissa dimora, protagonisti principali della manifestazione. Cinque tavolate per sedersi e condividere con gli altri la cena sociale preparata dalle associazioni del coordinamento romano della Notte. Difficilmente questi volti parlano della loro vita privata, dei motivi che li hanno condotti a vivere per strada. “L’unica cosa che vi basta sapere”, ha raccontato Pino, “è che da un giorno all’altro ci ritroviamo per strada, proprio come è successo a me”. Nella sua precedente vita Pino era un volontario del banco alimentare e operava per un’associazione di solidarietà sociale del modenese. Di origini sarde e siciliane, Pino ha girato quasi tutta l’Italia per lavoro, è stato ovunque, a Modena, Bologna, Milano, Roma, Viterbo. Poi la miseria, “quando vivi per strada – spiega - impari a farti i fatti tuoi, solo così puoi stare tranquillo nella consapevolezza che solo tu ti puoi aiutare, perché qui non ti regala niente nessuno”. Sono tanti i problemi da affrontare, a partire da quello per procurarsi da mangiare. “La Caritas – racconta con rabbia - è un postaccio, le condizioni in cui versano molte mense comunali sono al limite dell’accettabilità e non è sempre detto che arrivi a mangiare”. Per questo i senza dimora si arrangiano come possono. “Per mangiare bisogna trovare i soldi e per campare bisogna saperli gestire”, racconta Roberto, un uomo di 38 anni che vive per strada con Elizabheta, un’anziana moldava, ex badante, finita in disgrazia perché non le hanno più rinnovato il permesso di soggiorno. Insieme dicono di essere sposati, ma più semplicemente si danno una mano a vicenda. “Per vivere come facciamo noi – dice Roberto – devi darti da fare, devi arrangiarti come puoi, facendo anche i lavori più disparati”. Lui adesso fa volantinaggio, ma ha fatto anche il lavavetri. “Quando ho i soldi mi compro da mangiare, quando non li ho mi arrangio, come stasera per esempio”. E per dormire? “Mi basta una tettoia, una pensilina, l’importante è essere riparati dal freddo, dal gelo e dalla pioggia, per il resto me la sono sempre cavata”.


