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La protesta

Pup Da Vinci, quattrocento
firme per dire no ai box

Pup da vinci, raccolta di firme

Sabato pomeriggio in poche ore i manifestanti di viale Da Vinci hanno raccolto le prime 400 firme in calce alla richiesta di spostamento del parcheggio sotterraneo e per un esposto che sarà presentato alla Procura della Repubblica a metà novembre. Sottoscrive la denuncia anche l’ex magistrato ed ex parlamentare di centro-sinistra Ferdinando Imposimato: “Opporsi ai Pup contestati dai cittadini per validi motivi significa fare una battaglia per la legalità” di ALESSANDRO TESTA

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Sabato pomeriggio in piazza per gli Indignati contro il progetto che vuole realizzare 77 box sotterranei al centro di via Leonardo Da Vinci, espiantando per questo molti alberi di alto fusto. Sacrificando il ponte di Ognissanti, in poche ore gli attivisti contrari al Pup hanno raccolto 381 firme per una petizione che chiede a Roma Capitale di spostarlo altrove, mentre addirittura 390 sono stati i cittadini che hanno sottoscritto un esposto-denuncia che a metà novembre sarà presentato alla Procura della Repubblica ed inviato in copia al Presidente della Repubblica, alle Camere, alla Corte dei Conti e alle forze dell’ordine.

I FIRMATARI - Se erano scontate le firme di molti amici ormai ‘storici’ degli Indignati di San Paolo, che da tempo si oppongono insieme a loro al progetto, come Nando Bonessio (Verdi del Lazio), Franco Moretti (SEL del confinante XV Municipio), e Gabriele Contenti (Rete Sociale Roma XI), oltre a quelle di molti esponenti del vicino comitato No Pup ‘gemellato’ di via Fermi, a sorpresa ha partecipato al sit-in di San Paolo anche l’ex magistrato ed ex parlamentare, oggi in pensione, Ferdinando Imposimato.

L'OPINIONE - “Sono qui al vostro fianco – ha annunciato ai presenti dopo aver firmato – per ribadire la mia contrarietà a parcheggi che distruggono l’ambiente e mettono in pericolo i cittadini, violando gli articoli 9 e 32 della Costituzione, che proteggono il paesaggio e la salute. Inoltre qui non è stata rispettata la legge 267 del 2000, che per le opere pubbliche prevederebbe sempre l’obbligo di consultare le popolazioni interessate dai cantieri. Il fatto che, come mi è stato riferito, in questo caso così controverso siano già state concesse tutte le autorizzazioni previste dalla normativa è una vera e propria vergogna, che offende tutti i romani, non soltanto i residenti del quartiere”. “Come cittadino – ha concluso l’ex magistrato – vi dico che opporsi a simili progetti significa fare una battaglia per la legalità, senza demagogia e del tutto aliena da fini elettorali; per questo ho lanciato un appello a tutti i miei amici su Facebook affinché vengano qui a firmare e vi prometto che vi accompagnerò quando presenterete le carte in Procura ed al sindaco Alemanno. Un altro appello l’ho lanciato anche a tutti gli amministratori locali perché in futuro non consentano più simili speculazioni selvagge, e mi dispiace molto che qui a Roma la sinistra ne sia corresponsabile”.

Visibilmente soddisfatti gli organizzatori, che all’ora di cena, contando i fogli firme, hanno tracciato un bilancio più che positivo del lancio dell’iniziativa, confermando che la raccolta delle adesioni proseguirà anche nei prossimi giorni, con l’obiettivo di presentarsi fra un mese in Campidoglio e a piazzale Clodio con alcune migliaia di firme di cittadini ‘indignati’ di fronte al progetto di costruire un parcheggio interrato così vicino alle loro case e contro il parere dei residenti.

Alessandro Testa
DA VINCI, PUP

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