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La protesta

Presidio a Giulio Agricola
I cittadini a oltranza contro il Pup

Pup, presidio viale Giulio Agricola

I cittadini e i membri del coordinamento che lottano contro i Piano urbano parcheggi sono al quarto giorno consecutivo di manifestazione. Determinati a percorrere tutte le strade per evitare l’espianto dei platani, operazione che la ditta responsabile dei lavori ritiene indispensabile per procedere con i rilievi archeologici

LA PROPOSTA L'assemblea "Il sindaco blocchi i lavori"
LA PROTESTA I manifestanti contro le ruspe
IL SIT IN Pup, fischietti per difendere i platani dal cemento
L'INCHIESTA Pup, il gigantesco piano parcheggi

In presidio permanente per salvare viale Giulio Agricola dal Piano urbano parcheggi (Pup). I cittadini e i membri del coordinamento che lottano contro i Pup sono al quarto giorno consecutivo di protesta. Determinati a percorrere tutte le strade per evitare l’espianto dei platani, operazione che la ditta responsabile dei lavori ritiene indispensabile per procedere con i rilievi archeologici.

L'OCCUPAZIONE - Stamattina hanno anche occupato l’ufficio di Alessandro Vannini, delegato ai Pup, con il sostegno della consigliera municipale Cristiana Cortesi e del suo collega in Campidoglio Andrea Alzetta. "Un’azione – spiegano dal coordinamento – per chiedere lo stop di un’opera inutile. Senza dimenticare che occorre verificare alcune procedure che a prima vista non sembrano del tutto corrette". Un altro gruppo di manifestanti ha invece continuato il presidio del cantiere. Per impedire il passaggio dei camion e delle ruspe, i cittadini hanno dato il via a un “momento di lotta intelligente”: attraversamento continuo delle strisce pedonali, evitando così di essere anche accusati per occupazione di suolo pubblico.

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LE IPOTESI - Tante le ipotesi messe in campo per cercare di contrastare un progetto che in molti non vogliono. C’è chi suggerisce di studiare tutte le carte per dimostrare che nella concessione delle autorizzazioni c’è più di una lacuna. "Ho provato a fare dei controlli – spiega un cittadino – sulla Ecopark. Ma alla Camera di commercio di Roma non risulta l’iscrizione di questa azienda. Sul web ho trovato solo una ditta denominata Ecopark Italia, che ha tra l’altro un capitale sociale risibile, ma non sono riuscito a capire se sia la stessa che ha il compito di eseguire i lavori". "Non è tanto importante capire quale ditta effettuerà i lavori – risponde un anziano signore – quanto se i permessi sono regolari".

"DOVE SONO LE INFORMAZIONI?" - In realtà la prima cosa che risalta sono quei cartelli, apposti all’ingresso del cantiere, su cui è difficile capire delle informazioni che solitamente le aziende hanno l’obbligo di specificare. Ma intanto ci sono e, anche se non specificano il direttore dei lavori, il responsabile del cantiere e il numero preciso di lavoratori impiegati, sono affissi anche i permessi concessi dai dipartimenti alla ditta. Sembra un punto di non ritorno.

LA SICUREZZA NEL CANTIERE - Un cittadino prova a chiedere ai funzionari della polizia municipale delle spiegazioni riguardo la validità dei cartelli esposti. La risposta a qualche insistente domanda si trasforma in una immediata identificazione di chi prova a capire. C’è chi suggerisce di puntare sulla mancanza di sicurezza del cantiere: "Non c’è adeguata illuminazione e a occhio le transenne che delimitano il cantiere non mi sembrano a norma. Potremmo puntare su questo", suggerisce una ragazza. Perché ogni dettaglio può rivelarsi decisivo per vincere questa battaglia.

Santo Iannò

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