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Il reportage

Porta Portese, il mercato nel caos
e lo spettro della speculazione

Porta Portese, il nuovo palazzo

A un mese dalle delibere per la nuova organizzazione regna l'incertezza fra gli operatori. Mentre i banchi più vecchi già si preparano al cambiamento, gli altri annaspano. E non si placa la polemica sulle licenze DI M. CARTA

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Porta Portese resta nel caos. A solo un mese dalle tre delibere di giunta approvate lo scorso agosto con cui il Comune sperava di riordinare al più presto il  mercato, limitandone i confini e il numero di operatori, continua a regnare l'incertezza fra i banchi. In pochi sanno veramente quale sarà il loro futuro, dopo anni di illegalità tollerate che hanno trasformato il mercato più imponente di Italia in una matassa burocratica di difficile soluzione, dove fra legali, abusivi, affittuari ognuno crede di aver diritto a qualcosa.

IL GURU - Per capire cosa accadrà realmente nel mercato più popolare di Roma occorre andare da Maurizio. Sono gli stessi vigili ad indicarlo, quasi fosse un'autorità. “Vai da lui, ne sa più di noi. Lo vedi, è quello che vende un cannocchiale”. Da oltre trenta anni lavora qui con il suo banco di oggetti usati e  in qualità di presidente dell'associazione operatori di Porta Portese, che raggruppa al suo interno oltre 500 banchi di usato a anticaglie, Maurizio Cavalieri ha seguito da dentro il percorso che ha portato  alla delibera di riordino del mercato.

UNA LICENZA COLLETTIVA - “Per dicembre speriamo di spostarci nella nuova area. Già per la settimana prossima abbiamo intenzione di organizzare un'assemblea con tutti gli operatori”. Per loro, i cosiddetti frequentatori abituali,  la prossima scadenza è il bando attraverso cui il comune affiderà ad una associazione  degli operatori la gestione in via sperimentale del mercato dedicato all'usato per due anni: in questo modo  non avranno una licenza individuale, bensì collettiva, attraverso cui provvederanno anche al pagamento delle tasse.

I BANCHI STORICI - “Il comune ha avuto il grande merito di mettere mano a questa situazione che durava da più di trenta anni e in cui molti facevano come gli pare”, afferma.  Se qualcosa si poteva fare meglio, secondo Cavalieri, è sulle licenze cosiddette regolari: “ne sono state date troppe”. D'altronde il censimento del 2008 registrò la presenza di 1091 operatori, fra regolari e non. Considerando gli oltre 535 frequentatori abituali, quasi tutti appartenenti alle categorie considerate storiche dalla delibera del 2000, gli altri fra autorizzati e autorizzabili, sarebbero dovuti essere circa 500,  mentre la nuova delibera ne prevede 719.

GLI OPERATORI - Nonostante questo c'è chi, come Biagio Curatella, presidente dell'Associazione ambulanti, continua a ritenerlo un numero insufficiente: “Tutte le delibere sono viziate da una irregolarità, gli operatori di Porta Portese avevano una licenza rilasciata dal sindaco, ma nel 1980 il comune con un semplice verbale di commissione privo di ordinanza del sindaco, trasforma, come poi accertato dall'avvocatura,  le licenze in permessi di posteggio validi solo se accompagnate da altro titolo. In questo modo 530 vennero classificati regolari, e altri 227 illegittimi”.

L'INTERROGAZIONE AL SENATO - Biagio nel 2010 scrisse una lettera  a tutte le istituzioni  per denunciare la situazione delle licenze, sostenuto dal senatore Idv Stefano Pedica, che addirittura presentò un'interrogazione in senato l'8 giugno 2011 cui, ancora oggi, non è stata data risposta.“La verità è che hanno chiamato storico il mercato, nel momento in cui lo hanno ucciso. Noi ancora oggi rischiamo di essere spostati da un momento all'altro.  Il comune deve fare un bando per le nuove licenze a ampliare l'organico a 950 operatori, così come era previsto”.

LA POLEMICA - La polemica sul numero delle  licenze, il cui valore di mercato supera le 30mila euro, però è solo una delle tante e forse solo la più appariscente. Basta pensare alle misure obbligatorie dei banchi, stabilite con la nuova delibera in 12 metri quadrati. “Io già la rispetto questa norma – racconta Gabriele, che, forte di una licenza del 59, è uno dei pochi ad esercitare nella piena legalità - ma qui è pieno di operatori che nonostante abbiano la licenza per dodici, da anni pagano la Tosap per 20 metri quadrati”. E' così che in molti si sono arricchiti a Porta Portese, allargando il proprio banco a dismisura e subaffittandolo a diverse persone contemporaneamente.  “Il comune ora che farà? Darà un'autorizzazione più grande o restituirà i soldi indietro?”.  Il rischio, quindi,  è che in realtà la questione non sia per nulla chiusa con il riordino prospettato dal comune, anche perché ora vanno studiate le nuove postazioni. “Se mi spostano faccio la guerra”, dichiara, scherzosamente, ma non troppo, Paolo Valentini, abusivo da più di dieci anni.

LA SPECULAZIONE IMMOBILIARE - “Il comune deve capire che noi veniamo qui per lavorare e dare da mangiare ai nostri figli e non per speculare. Se mi spostano o mi mandano via perdo tutta la clientela fidelizzata in questi anni”.  Lui, come molti altri, addossa il giro di vite sul mercato alla nuova costruzione che fa angolo fra via Ettore Rolli e  via Niccolò Bettoni, un edificio di otto piani in piena architettura balneare, recentemente realizzato sulle ceneri dell'ex pastificio Costa, dove vennero girate anche alcune scene del celebre film “Ladri di Biciclette”. Circa 180 case che aumenterebbero di valore con lo spostamento del mercato, che ora “imprigiona” l'edificio ogni domenica . “Il mercato viene spostato per una valorizzazione immobiliare. Da quando ci sono loro, le pressioni per farci andare via sono aumentate. Io non ho problemi a dirlo, se mi cacciano faccio la guerra”, ribadisce.

Marco Carta

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