Sei in: Home - Società - Piazza San Pietro, missionari in preghiera per l'acqua pubblica
Referendum

Piazza San Pietro, missionari in preghiera per l'acqua pubblica

San Pietro preghiera

Si è svolto senza collaborazione delle forze di polizia né accoglienza da parte delle gerarchie cattoliche l'incontro di preghiera in difesa dell'acqua organizzato ieri in piazza San Pietro dai missionari Alex Zanotelli e Adriano Sella

“Dio aiutaci a salvare l'acqua” è il ritornello che accoglie ognuna delle singole preghiere espresse dai sacerdoti, suore, missionarie e missionari accorsi ieri pomeriggio in piazza San Pietro su invito del missionario comboniano Alex Zanotelli e del missionario saveriano Adriano Sella. 

Un raduno di religiosi come in piazza San Pietro non se ne vedevano da molto tempo, per le sue caratteristiche di apertura, coinvolgimento in prima persona, interesse per le questioni concrete dell'esistenza. C'era la parte buona della Chiesa, quei religiosi che si calano nel mondo, cercando lo spirito del divino in ogni cosa. A cominciare dall'acqua. Non si parla di animismo, è ovvio, ma di una profonda coscienza del valore simbolico dell'acqua per il nostro pianeta; una coscienza etico-filosofica che è allo stesso tempo consapevolezza del potere che nell'acqua è racchiuso.

“Come possiamo privatizzare la vita?” si chiede con ecumenica energia un padre francescano venuto dalla Toscana. In una missione in Congo ha visto i preti bere della Coca Cola e non riesce a dimenticarlo, visto che il paese è sempre in allarme siccità e per fare 1 litro di Coca Cola servono 9 litri di acqua. L'autocritica è il primo passo, dice. “Visto il valore assoluto dell'acqua, gli economisti lo definiscono 'oro blu', non stupisce che la base americana a Vicenza sia stata progettata proprio sopra la seconda più grande falda acquifera d'Europa. In più, oltre al posizionamento economicamente strategico, la base americana sta mettendo in pericolo la sicurezza ambientale del territorio vicentino, dal momento che sono state conficcate le fondamenta, degli enormi piloni di cemento armato, proprio dentro la falda, bloccando da un lato la fuoriuscita dell'acqua e scatenando dal lato opposto, per un fenomeno geofisico, una emersione eccessivamente violenta, che tra l'altro è ritenuta la causa dell'inondazione di qualche mese fa” dice Adriano Sella, nato in provincia di Vicenza.

“Acqua pubblica significa democrazia” dice una suora che subito timidamente si risiede. Man mano le voci trovano coraggio e ognuno aggiunge un pensiero che grazie all'accoglienza degli altri diventa subito preghiera: “L'acqua è come lo spirito, entra dentro tutti gli interstizi facendo emergere la vita”. “L'acqua è desiderio, e dono”. “Dio aiutaci a salvare l'acqua”. “Chiediamo piuttosto all'acqua di salvare noi” replica ironicamente un altro. “Sul Rio Xingu, affluente del Rio delle Amazzoni, stanno progettando da tempo, anche con il beneplacito della nuova presidente Dilma Rousseff, una diga che bloccherà l'acqua inondando un larghissimo territorio, per costruire una centrale idroelettrica” informa i presenti un ex missionario in Brasile, che ora vive in un accampamento rom a Bologna ma ha ancora contatti con alcuni indios brasiliani: “La riserva di indios kajapò è in gravissimo pericolo, l'acqua inonderebbe il territorio dove hanno vissuto per decenni, vi prego di pregare per loro”.

La Chiesa cattolica non ha espresso una posizione ufficiale in merito a questo referendum, anche se Ratzinger, nella sua enciclica Caritas in Veritate del 2009, ha affermato che “è necessario che maturi una coscienza solidale che consideri l’alimentazione e l’accesso all’acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni”; e nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa si afferma che “l'acqua, per la sua stessa natura, non può essere trattata come una mera merce e il suo uso deve essere razionale e solidale ... il diritto all’acqua è un diritto universale e inalienabile”.

Alex e i suoi colleghi spirituali avrebbero voluto essere accolti dal Papa, avrebbero voluto rendere partecipi più religiosi a questo incontro, ma gli è stato opposto un rifiuto. Il loro incontro è stato giudicato dalle alte gerarchie cattoliche un parteggiare politico e quindi non gli è stato nemmeno concesso di aprire gli striscioni con scritto acqua bene comune. Una voce nell'accolita di religiosi seduti in cerchio sul selciato di piazza San Pietro si augura “che l'acqua scenda su tutti e aiuti noi della Chiesa a togliere le barriere che impediscono a chi non si conforma ai formalismi dei vescovi di avvicinarsi alla Dio”.

Il problema più grave della spiritualità è la religione, sostiene padre Gabriele, della stessa congregazione di Zanotelli. “Li imbriglia e li costringe a pensare solo ai piccoli problemi della propria parrocchia, senza vedere il mondo intorno a sé”. Alcuni religiosi incontrati intorno a piazza San Pietro non sapevano niente dell'incontro. Secondo uno di loro “non l'hanno detto su Famiglia Cristiana, altrimenti l'avremmo saputo”.

Francesca Santarelli

Social networks