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Lo sciopero

Piano assunzioni del Comune, Usb sul piede di guerra

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L’Unione sindacale di base (Usb) ha indetto, per lunedì 30 maggio, lo sciopero metropolitano. Le ragioni della mobilitazioni le hanno spiegate nel corso dell’assemblea cittadina di ieri pomeriggio al Palazzo dei musei.

I dipendenti comunali bocciano il piano assunzioni proposto dalla Giunta capitolina. L’Unione sindacale di base (Usb) ha indetto, per lunedì 30 maggio, lo sciopero metropolitano. Le ragioni della mobilitazioni le hanno spiegate nel corso dell’assemblea cittadina di ieri pomeriggio al Palazzo dei musei.

“La madre di tutte le battaglie”, come la definisce il rappresentante Usb Roberto Betti, quella del reintegro del personale degli asili nido, si trasforma questa volta in un conflitto generale contro la precarietà. Fenomeno che per Betti non sarà risolto dal piano assunzioni targato Alemanno. E lo dimostrano le oltre 300mila domande presentate per le selezioni di poco meno di 2mila dipendenti comunali.

Nel progetto sono coinvolte quattro categorie di cittadini: i lavoratori che scalano le posizioni interne all’ente, gli assistenti amministrativi, gli insegnanti della scuola dell’infanzia e i gli idonei dei concorsi banditi prima del 2010. Sempre nei limiti delle compatibilità finanziarie però, come ha spesso sottolineato l’assessore al Personale Enrico Cavallari. Tradotto: le assunzioni devono avvenire a costo zero, in base al decreto 78/2010 varato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Quindi nessun trattamento economico aggiuntivo per i dipendenti che scalano le posizioni dell’amministrazione, ma anche poche possibilità di ottenere l’agognato posto fisso per 87 insegnanti della scuola dell’infanzia e per 120 educatori degli asili nido (che dovevano essere assunti nel 2010).

Due le ipotesi della giunta capitolina. La prima prevede lo scorrimento di tutte le graduatorie, sempre nei limiti del bilancio cittadino. Quindi solo il 20 per cento dei pensionamenti si trasformerà in nuovi posti di lavoro; considerando le mille cessazioni di quest’anno, solo 200 saranno i nuovi fortunati che percepiranno uno stipendio. La seconda si muove lungo tre direttrici: quest’anno nessuna assunzione negli asili nido; contratto di lavoro part time che prevede una retribuzione pari al 70 per cento rispetto a quella classica; deroga da chiedere al dipartimento della Funzione pubblica, che fa capo al ministro Renato Brunetta, per lo scorrimento delle graduatorie degli assistenti sociali. Senza dimenticare che è impossibile prevedere per il prossimo anno nuovi “ingaggi”.

Per l’Unione sindacale una parte del problema potrebbe essere risolta con il tesoretto ricavato dai mille pensionamenti di quest’anno. Infatti il Comune si ritrova nelle casse, secondo le stime del sindacato, circa 30milioni di euro. Di questi, il 20 per cento previsto dal piano assunzioni, poco più di 6milioni, potrebbe essere utilizzato per stabilizzare i lavoratori precari. Ma potrebbe non bastare. Ed è per questo che hanno deciso di incrociare le braccia.

Santo Iannò

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