Palazzo Barberini, apre la grande Galleria d'arte antica
Dieci sale con un repertorio di duecento dipinti dal seicento al settecento, dal Barocco al Neoclassicismo, che abbinati alla collezione che sfila tra piano terra e piano nobile, datata dal XII secolo, arriva ad un patrimonio mozzafiato di cinquecento lavori.
"Nell'anno dei 150 anni dall'Unita' Roma ha finalmente la sua grande Galleria nazionale d'arte antica". Cosi' la soprintendente speciale al polo museale romano Rossella Vodret presenta il restauro del secondo piano di Palazzo Barberini, che schiude dieci sale con un repertorio di duecento dipinti dal seicento al settecento, dal Barocco al Neoclassicismo, che abbinati alla collezione che sfila tra piano terra e piano nobile, datata dal XII secolo, arriva ad un patrimonio mozzafiato di cinquecento lavori. Alla cerimonia di inaugurazione stasera hanno partecipato il ministro per i beni culturali Giancarlo Galan, il direttore generale Antonia Pasqua Recchia, la direttrice regionale Federica Galloni, la direttrice della Galleria Anna Lo Bianco che ha curato l'alestimento. Presente anche la presidente della Regione Lazio Renata Polverini.
"Siamo riusciti a mantenere la promessa - dice Vodret - Solo nove mesi dall'inaugurazione delle sale al piano terra, strappate alle cucine del Circolo Ufficilia, e del piano nobile, apriamo oggi queste nuove sale che concludono il percorso espositivo della Galleria. In tutto Palazzo Barberini offre 34 sale per 500 capolavoro che raccontano la storia della pittura italiana, un unicum a Roma. Si e' arrivato al completamento dei progetti dei nostri antenati postunitari che nel 1883 avviarono la fondazione della Galleria con sede alla Corsini, continuata nel 1949 con l'acquistato di Palazzo Barberini gia' all'epoca per meta' occupato dal Circolo".
I lavori sono stati finanziati complessivamente dalla direzione regionale per i beni culturali del Lazio. "E' stato un cantiere virtuoso - dice Galloni - in 4 anni speso 18 milioni di euro, e non ci sono residui. In futuro, sono previsti cantieri di restauro da 9 milioni complessivi. I primi 3 milioni, gia' impegnati, sono per il prospetto interno e laterale, da cui emergeranno notizio stoiche di studio di interesse. Negli altri rientra anche il restauro dell'apprtamento di Costanza Barberini degli anni 40 del 700, gioiello rococo' per l'apparato decorativi dei salottini".
I numeri danno bene il senso della "rivoluzione" portata a Palazzo Barberini: da 1500metri quadrati a 12mila di oggi, da 14 sale a 34, da 120 opere a 500, di cui alcune mai state viste nella storia della galleria, come il grande "Giove e Ganimede" di Raphael Mengs, di cui dice la Vodret: "E' uno scherzo, eseguito dal grande artista tedesco imitando un affresco antico per prender in giro l'amico e collega Winckelmann e il suo amore per l'antico e i temi dell'omosessualita'". Tra i progetti futuri, avverte Vodret, anche 1700 metri quadrati al piano terra da adibire a spazio mostre temporanee da aprire a novembre con una mostra su Guercino in onore di sir Denis Mahon.
Sull'allestimento, dice Anna Lo Bianco: "Ci siamo attentuti alla cronologia, raggruppando le opere per scuole, provenienza geografica, ma facendole dialogare anche sulla base delle affinita' tematiche. Per esempio, nella Sala del 700, il Ritratto del cardinale Ottoboni sta vicino a Trevisani il suo pittore prediletto, Benefial poco noto ma caposcuola del 700, copiato da Goya, appare vicino al suo patron". Si comincia dal caravaggismo di Napoli, al Fasto Barocco romano con i Chigi, a Papa Urbano VIII del Bernini. Nella veduta si confrontano i Van Wittel con Canaletto. Chicca, la donazione di Fabrizio e Fiammetta Lemme, costituita da preziosi bozzetti delle più prestigiose committenze del 700 romano. A Costanza Pierdominici, soprintendente per i beni architettonici di Roma, il compito di illustrare i restauri: "Oggi si inaugura l'ala nord del secondo piano, dove abbiamo restaurato i soffitti cassettonati, le pareti trattate in modo differente rispetto al piano nobile, dove abbiamo scelto colori soffusi e tenui, come fondo equilibrato rispetto ai preziosi quadri dell'allestimento". In più, opera di adeguamento impiantistico (elettrico e antincendio). E si e' posto mano al superamento delle barriere architetoniche. Il tutto sotto la direzione dei lavori dell'architetto Laura Cherubini. "Palazzo Barberini non nasce come Brera ma come residenza, l'unica residena barocca di proprieta' demaniale - dice Galloni - Per questo un principio cardine ispiratore del restauro e' stato di mantenere il sapore della residenza".
"Qui si inaugura qualcosa che ha vita e storia da quando Maffeo Barberini si affeziono' al collezionismo - commenta Galan - Che svela tesori inimmaginabili, dove chi, prima di diventare il papa che condanno' Galileo, fece dipingere in una sala la concezione del sole di Galileo. Una storia che si dipana nei secoli, fino alla battaglia con i militari che friggevano nella sala della fontana".Galan ha ringraziato poi Fabrizio Lemme per la sua donazione che ha replicato "Sono contento che finalmente dopo aver donato 182 opere, il sacrifico di una vita con il pieno consenso dei miei figli, ho parole di ringraziamento da parte di un ministro".


