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Referendum

Il trionfo dei 'Sì' non chiude la battaglia dei comitati

comitati referendari 2

Il risultato referendario è proclamato formalmente dalla Corte Costituzionale ed è vincolante per l'agenda politica del Paese. Ora i comitati chiedono nuove garanzie su acqua ed energie

Inizia con un lungo e intenso applauso la conferenza stampa organizzata dai comitati referendari per l'acqua pubblica e contro il nucleare che si è tenuta stamattina in via Sant' Ambrogio, al Rialto, sede dei promotori in tutti questi mesi di campagna referendaria. Paolo Carsetti, presidente del comitato ‘2 si per acqua bene comune’ parla di “una grande vittoria della democrazia”. “E’ stato un lavoro lungo molti mesi ed intenso - prosegue Carsetti - e il successo più grande è essere riusciti a entrare dentro il cuore e la mente della maggioranza degli italiani”. Ma il lavoro non è finito. Come primo obbiettivo, i comitati referendari per l'acqua pubblica, ricordano l'attuazione della legge popolare, depositata nel 2007 e per la quale furono raccolte 400.000 firme in tutto il paese. “Abbiamo ridato valore ad un istituto come il referendum - sottolinea Carsetti - che per quanto sia fondamentale esempio di democrazia diretta, in tutti questi anni ha sempre fallito. Quindi monitoreremo che la politica ne rispetti a pieno il risultato”.

Viene anche evidenziato che il primo significato da dare alla scelta fatta sull'acqua è la contestazione del profitto su di essa - come viene descritto dal secondo quesito, che è stato anche quello con la maggiore partecipazione - e il carattere internazionale attribuito a questa scelta referendaria va contro il ruolo delle multinazionale, le principali aziende operatrici nel settore in tutto il mondo e che, attraverso gli introiti percepiti dal servizio erogato in alcuni paesi - prevalentemente dell'occidente – pongono le basi per operare nei paesi più poveri del mondo, danneggiandoli ulteriormente. “Il quesito sul nucleare è stato il più boicottato dalla politica e dai canali di informazione, ma malgrado le tante difficoltà, capitanate dall'approvazione del decreto Omnibus, non ci siamo arresi - racconta Maria Maranò, comitato 'vota si per fermare il nucleare' -  l'energia nucleare è vecchia e superata, bisogna investire nelle energie pulite, perché il pianeta non può più aspettare. Nel 1987 era sicuramente difficile, ma adesso abbiamo tutti i mezzi per poterlo fare. C'è grande aspettativa sulle energie rinnovabili che costano meno e sono più efficaci”.

Presenti alla conferenza anche il presidente dell'Arci Lazio Alberto Giustini, Gianni Mattioli fisico nucleare, padre dell' anti-atomo italiano e padre Alex Zanordelli, acceso sostenitore dei comitati per l'acqua pubblica, che a nome di tutti i missionari italiani, esprime “grande soddisfazione per la scelta dei cittadini italiani a mantenere l'acqua pubblica perché è un bene troppo prezioso. Sono troppe le persone che ogni giorno nel mondo, perché non ne dispongono a sufficienza”. Conclude il suo intervento, ricordando che a marzo 2012, ci sarà il Convegno mondiale sull'acqua, “una tappa importante per tutto quello che è stato fatto finora, e quello che ancora si dovrà affrontare”.

Questa è la giornata in cui il risultato referendario viene proclamato formalmente dalla Corte Costituzionale rendendolo in effettivo, vincolante per l'agenda politica del Paese. Dopo i festeggiamenti di piazza, la sensazione è che il percorso per questa realtà di cittadini liberi, ma impegnati in prima linea, non sia finita. Viene più volte ricordato, come il risultato dei referendum rispecchi totalmente la linea politica di molti Paesi. La Francia, sta ultimando il processo di ri-pubblicizzazione dell'acqua dopo un periodo di forte privatizzazione. La Germania ha già annunciato un passo concreto verso la chiusura delle centrali nucleari all'interno del proprio paese con scadenza nel 2020. L'Italia sembra essere quindi, proprio sulla direzione giusta.

Veronica Altimari

1 commento presente

terri max - 29/06/2011 20:54
scusate, ma li leggete i pezzi prima di pubblicarli???
Questa mette la virgola tra soggetto e verbo. MAH!!!!!

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