Il X municipio festeggia
le unioni di sei coppie gay
Ieri hanno celebrato la propria unione al centro sportivo Garden, in via delle Capannelle, nell'ambito della terza edizione della manifestazione Yellow Week, il torneo a cui partecipano 350 atleti omosessuali, eterosessuali e transessuali provenienti un po’ da tutto il mondo. “Lo facciamo soprattutto per Lara, la nostra bambina", raccontano Francesco e Luca di Veronica Altimari
Sono sei le coppie gay che ieri hanno celebrato la propria unione al centro sportivo Garden, in via delle Capannelle, nell'ambito della terza edizione della manifestazione Yellow Week, il torneo a cui partecipano 350 atleti omosessuali, eterosessuali e transessuali provenienti un po’ da tutto il mondo.
Un registro conservato in X municipio, un attestato di unione, tanti fiori ed anelli, sono stati gli ingredienti di questa serata che per molti, dovrebbe essere “il primo grande passo verso un riconoscimento legale ed istituzionale a queste famiglie di fatto”.
“Lo facciamo soprattutto per Lara, la nostra bambina – raccontano Francesco Paolo e Luca, al termine della celebrazione che li vede uniti per la seconda volta – ci siamo sposati legalmente in Canada sei anni fa, dove non esistono i limiti legali presenti in Italia, e dove è stato possibile far nascere nostra figlia attraverso una madre surrogato”. “Per noi è importante ribadire ogni giorno il nostro diritto di esistere e di essere riconosciuti come famiglia, quindi questa è stata un’occasione da non perdere per ribadire questo concetto a Roma, la nostra città”, spiegano. Tommaso e Gianfranco, mentre firmano e ritirano l’attestato della celebrazione, raccontano di come malgrado sia già il loro terzo “matrimonio”, siano emozionati: “stiamo insieme dal 95 e abbiamo due bambini di cinque e tre anni, che vivono serenamente e per i quali noi andiamo avanti in questa battaglia – spiegano – vorremmo essere considerati famiglia anche qui in Italia”.
Una manifestazione richiesta a gran voce, alla quale Sandro Medici, presidente del X municipio che permette questo tipo di riconoscimento già da sei anni, non ha saputo dire di no: “è davvero una gioia per me vedere tutta questo entusiasmo e questa felicità – e spiega – credo che gli altri municipi della capitale dovrebbero fare lo stesso, malgrado le difficoltà culturali presenti perché è un diritto necessario, una questione di civiltà”.
Presente anche Paola Concia del Partito democratico, la quale parla di un “modello Medici” che dovrebbe essere preso d’esempio da tutta la sua parte politica. “Negli ultimi tre anni Roma è peggiorata sotto moltissimi punti di vista, quindi è fondamentale ripartire dai diritti dei cittadini per restituire fiducia – ed aggiunge – credo che il Partito democratico debba riflettere su questa opportunità e provare a creare un programma politico importante per riprendere il controllo di questa città e dell’Italia”.
La serata prosegue con buffet e musica. Tra congratulazioni e, in un certo senso, con spirito di libertà e orgoglio.


