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Ricorrenze

Gianicolo, una fiaccolata in ricordo
della Repubblica romana

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Rievocata sul Gianicolo con una fiaccolata la breve ma importantissima esperienza risorgimentale della Repubblica Romana, che nel 1849 radunò nella città dei Cesari tutti i più grandi patrioti liberali dell’epoca di A. TESTA

Si è svolta ieri al tramonto sul Gianicolo l’annuale rievocazione storica della Repubblica Romana del 1849, episodio fondamentale del Risorgimento italiano, l’unico dove per cinque mesi, dopo la fuga a Gaeta di Papa Pio IX, convissero Giuseppe Mazzini, che venne chiamato a svolgere le funzioni di capo politico, e Giuseppe Garibaldi, che ne fu il capo militare.

IL PERCORSO – Organizzata dall’associazione Garibaldini per l’Italia, dal Gruppo laico di ricerca, dall’associazione Partigiani d’Italia (Anpi), dalla federazione italiana Associazioni partigiane e dalla banda nazionale garibaldina di Mugnago (Pg), con il patrocinio dei Municipi Roma I e Roma XVI – il cui presidente Fabio Bellini ha anche partecipato all’inizio della manifestazione – la rievocazione storica è partita da Villa Pamphili e si è conclusa al sacrario garibaldino vicino al Fontanone, dopo aver toccato il Vascello, Porta San Pancrazio ed il monumento a Garibaldi in cima al colle. Ad ogni tappa è stata raccontata una parte della breve storia della Repubblica e sono stati letti brani scritti dai sopravvissuti, con particolare riguardo agli eventi bellici accaduti in quei luoghi.

L’OMAGGIO AI CADUTI – “In un mese di combattimenti – ha raccontato Guglielmo Sannucci, animatore del raduno, caddero qui al Gianicolo, sulle Mura ed in altri luoghi intorno a Roma più di mille volontari: uomini e donne, militari e civili, romani, altri ex sudditi pontifici, ma anche italiani provenienti da altri Stati pre-unitari e perfino stranieri che combattevano per la libertà dove avevano l’opportunità di farlo, com’era usanza in quei tempi. Di questi, compresi alcuni che furono catturati e fucilati durante la fuga o uccisi nelle battaglie di Bologna e Ancona, oltre duecento furono poi tumulati qui nel 1941, secondo un desiderio espresso dallo stesso Garibaldi fin dopo la presa di Roma del 1870”. Tra di loro spicca senz’altro Goffredo Mameli, ferito a morte proprio sul Gianicolo a soli 22 anni, la cui tomba è collocata al posto d’onore al centro del sacrario. In suo onore, e a ricordo di tutti i caduti, dopo la deposizione di due mazzi di fiori la cerimonia si è conclusa con l’esecuzione dell’inno nazionale.

LA REPUBBLICA ROMANA – Nata nel febbraio del 1849, in coda alle illusorie rivoluzioni liberali che l’anno prima avevano spodestato dal trono i sovrani assoluti di mezza Europa, la Repubblica Romana venne abbattuta tra giugno e luglio di quello stesso anno da un corpo di spedizione militare inviato dalla Repubblica Francese, allora presieduta da Luigi Napoleone Bonaparte, che di lì a poco si sarebbe autoproclamato imperatore con il nome di Napoleone III.

“Proprio per questo – è stato ricordato durante la tappa di Porta San Pancrazio – durante le battaglie la banda della Repubblica Romana incitava i patrioti italiani al suono della Marsigliese, per ricordare ai soldati d’Oltralpe che con le loro cannonate stavano tradendo non solo la causa italiana, ma soprattutto quegli stessi ideali di libertà, uguaglianza e fraternità proclamati dalla Francia fin dal 1789”.

Alessandro Testa

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