Fondazione Migrantes: i rom
non sono ladri di bambini
E' quanto emerge da uno dei due studi commissionati dall'ente. Nel ventennio preso in esame su 40 casi analizzati, nessuno porta la condanna di persone appartenenti alla comunità Rom quali colpevoli di rapimento di minore di V. ALTIMARI
I DATI Lazio al secondo posto per numero di immigrati di E. FARNISI
I Rom non sono “ladri di bambini”. Questo è quanto emerge da uno dei due studi commissionati dalla Fondazione Migrantes. “Visto che i non zingari dicono che gli zingari rubano i bambini, e visto che sinti e rom dicono invece che sono i non zingari che si appropriano dei loro figli”, attraverso le due ricerche sull’adozione e l’affidamento dei minori rom ai servizi sociali e sui rapimenti da parte dei rom di minori gagé, si riesce ad offrire una visione più chiara ed ampia del fenomeno in questione.
LO STUDIO - Nel ventennio preso in esame – dal 1986 al 2007 – su 40 casi analizzati, nessuno porta la condanna di persone appartenenti alla comunità Rom quali colpevoli di rapimento di minore. Lo studio condotto dalla dott.ssa Sabrina Tosi Cambini, ha confrontato i fatti più importanti presenti nell'archivio Ansa in questo periodo storico, con le indagini svolte dalle forze dell'ordine. Di questi, solo sei hanno avuto una procedura penale, tra cui il caso di Minturvo in provincia di Latina del 1997, chiuso con una archiviazione del caso, e quello di Roma del 2001 chiuso con una sentenza di colpevolezza per “delitto tentato”.
Emerge una tendenza consolidata da parte delle madri di “individuazione del tentato rapimento quando nei pressi del proprio bambino, vi sono persone Rom”. Grande è la responsabilità dei giudici che risultato in quasi tutti i casi presi in esame, soggetti a questo tipo di stereotipo, ma anche dei media che accendono molto spesso i riflettori sugli “zingari” non appena si verifica un fatto di cronaca che riguarda la sottrazione o sparizione di minore (è stato fatto anche l'esempio della vicenda di Marilù Pipitone). “Esiste una forzatura delle motivazioni di reato da parte di chi si trova a giudicare il fatto – spiega Cambini – e addirittura malgrado vi siano dei riferimenti chiari sul domicilio di chi è imputato, viene classificato come nomade, il quale diviene per la maggior parte dei casi una aggravante”.
IL TRIBUNALE - Sempre nel medesimo periodo storico, la dott.ssa Carlotta Saletti Salza, ha riportato che in Italia sono oltre 200 i minori Sinti e Rom affidati ai servizi sociali e considerati adottabili. Il Tribunale dei minori di Roma non ha voluto offrire alla ricercatrice i propri dati, malgrado un numero consistente di queste pratiche, nasce proprio nella Capitale. Questo fenomeno appare in aumento e le motivazioni ricadono prevalentemente sulla condizione di vita di queste famiglie.
“L'emergenza Rom”, nata nel 2008 con l'elezione di Silvio Berlusconi e di Gianni Alemanno quale sindaco di Roma, ha permesso l'elaborazione del “Piano nomadi”, il quale prevede l'istituzionalizzazione dei campi e lo sgombero di quelli abusivi senza tener conto dei nuclei familiari.
IL PRESIDENTE - “In questa condizione molti bambini vivono per davvero in condizioni disumane e gli operatori si trovano in difficoltà perchè, secondo il protocollo, dovrebbero sottrarli tutti ai genitori – dice Carlo Stassola, presidente dell'associazione 21 luglio – c'è chi ha subito almeno 30 sgomberi negli ultimi 3 anni e che nel corso del tempo ha visto peggiorare la propria condizione, ma non sempre l'allontanamento di un bambino dalla propria famiglia è la scelta giusta”.
GLI STEREOTIPI - E mentre le condizioni richieste ai genitori Rom per ottenere nuovamente l'affidamento di un figlio sottratto dai servizi sociali sono quelle di avere un lavoro ed una casa, il piano nomadi delle principali città italiane – tra cui Roma - prevede l'istituzionalizzazione ed allargamento dei campi. Dove le condizioni in alcuni casi, sono addirittura peggiori di quelli abusivi. Da questi studi, si evince quindi, che il continuo attacco e l'imposizione di stereotipi riguardo la comunità Rom sono da cancellare. L'opinione pubblica li dipinge ancora come “ladri di bambini”, ma nella realtà delle carte giudiziarie questo è falso. Inoltre, troppo spesso i minori Rom vengono sottratti dalle proprie radici familiari perchè vi è una difficoltà, anche da parte degli operatori, di riconoscere l'esistenza di una cultura Rom. Nel frattempo a Roma, tutto è pronto per l'apertura del mega campo Rom de La Barbuta.


