Emergenza casa, i movimenti
tornano in Campidoglio
L’appuntamento è alle 16 per mettere sotto pressione il sindaco Alemanno e fargli accettare il Piano straordinario per l’emergenza casa, che sarà presentato in concomitanza con la manifestazione convocata dagli attivisti di S. IANNÒ
LO SGOMBERO Ducento famiglie occupano stabile alla Montagnola
IL VIDEO "Tarzan" si arrampica per protesta sulla statua di Giulio Cesare
PROTESTE Blitz di "Tarzan" e sit-in dei movimenti per la Casa
COMUNE Approvato il Piano casa
IL VIDEO Sit-in dei senza-casa sotto il Campidoglio LE FOTO
L'INTERVISTA Alzetta: svendite ai privati e rischio mafia di SANTO IANNO'
IL SIT-IN I movimenti: un piano per l'emergenza abitativa di S.I.
Continua la protesta dei “Movimenti per il diritto all’abitare”. L’appuntamento è per oggi (alle 16) in piazza del Campidoglio per mettere pressione al sindaco Gianni Alemanno e fargli accettare il Piano straordinario per l’emergenza casa, che sarà presentato in concomitanza con la manifestazione convocata dagli attivisti.
LO SGOMBERO ALLA MONTAGNOLA - Un incontro che arriva dopo un mese vissuto ad alta tensione: occupazione di stabili dismessi, sgomberi e manifestazioni. L’ultimo episodio è quello di sabato scorso, quando la polizia ha portato via circa 200 occupanti di un padiglione di ex uffici in via Castiglione (alla Montagnola). Uno sgombero nel giorno della neve. Un’azione che non poteva non suscitare la protesta del presidente del municipio XI, Andrea Catarci, che ha parlato di “militarizzazione del quartiere” e di “follia nell’usare il pugno di ferro su persone che non hanno una casa”. Prima ancora c’era stato lo sgombero del deposito Atac di San Paolo, dove vivevano 20 famiglie.
L'ENNESIMA COLATA DI CEMENTO? - Episodi su cui i militanti dei “Blocchi precari metropolitani”, “Coordinamento cittadino di lotta per la casa” e “Comitato obiettivo casa”, chiedono di non chiudere gli occhi. Un progetto, il Piano casa regionale, che non convince Paolo Di Vetta, membro dei movimenti, “perché si parla di aumento di cubature, cambi di destinazione d’uso facili e dismissione del patrimonio pubblico, senza alcun accenno all’edilizia residenziale pubblica”. Una strategia che rischia di trasformarsi nell’ennesima colata di cemento che specula su Roma.
IL RISCHIO DELLA SPECULAZIONE EDILIZIA - A tinte più fosche le previsioni di Andrea Alzetta, consigliere capitolino di Action e sospeso dall’Aula per una plateale protesta contro il piano casa (incatenandosi alla statua del Giulio Cesare). Per Alzetta la minaccia “è che tante imprese, che hanno i loro capannoni sulla Tiburtina, licenzino gli operai per lanciarsi in un'operazione di speculazione edilizia. E assisteremo all'arrivo della mafia, italiana e cinese, che con valigette piene di soldi punterà a fare rendita”. Senza dimenticare che gli affitti calmierati non sono neppure in agenda.
IL CONTROPIANO - Tutte motivazioni che hanno spinto i movimenti a stilare un contropiano. Quattro punti per risolvere l’emergenza: centri assistenza domiciliari; edilizia residenziale pubblica, con l’utilizzo del patrimonio da dismettere; moratoria per due anni che blocchi gli sfratti; rottura del patto di stabilità imposto dal governo centrale, per utilizzare le risorse bloccate nella costruzione di nuovi alloggi. Richieste di spesa in contrasto con la politica del rigore. E che spingono Alemanno a trasformarsi in portavoce con l’esecutivo guidato da Mario Monti, per avere quei poteri di commissario straordinario che gli permettano di aprire i rubinetti. Ma questa è la fase due. Prima c’è l’incontro di oggi.


