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La protesta

Cooperative, forti ritardi del Comune nei pagamenti: senza soldi, servizi a rischio

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Diverse realtà del servizio sociale della Capitale hanno occupato gli uffici della Ragioneria generale del Comune richiedendo lo stipendio di cui "sono privati da ormai più di sei mesi"

Campidoglio, cooperative occupano ragioneria del Comune

 

“Rimborsi immediati di tutto il 2010 arretrato e un tavolo previsto per mercoledì tra Comune di Roma e banche sovvenzionatrici, per far fronte al rimborso previsto da gennaio 2011”. Questo quello che viene annunciato da Carlo De Angelis, del Social Pride, al termine dell'incontro tenutosi con la delegazione di manifestanti e Maurizio Salvi, direttore generale della ragioneria del Comune di Roma.

Una mattina movimentata in Campidoglio, dove circa 70 persone appartenenti a diverse realtà del servizio sociale della Capitale, hanno occupato gli uffici della Ragioneria generale del Comune, richiedendo lo stipendio di cui “sono privati da ormai più di sei mesi”. Stefano Reggi, presidente della cooperativa ‘Il cammino’, spiega che “da un anno a questa parte il Comune di Roma è in forte ritardo con i rimborsi nei confronti dei servizi sociali, creando orami una situazione davvero dannosa e che va contro il servizio erogato – e sottolinea – noi lavoriamo con tossicodipendenti, minori affidati al Sindaco e donne che escono da condizioni di sfruttamento. Tutte situazioni per cui occorre un servizio residenziale. Le associazioni sono costrette ad anticipare enormi somme per le utenze e le spese richieste da questo tipo di assistenza, ma da più di 6 mesi non riceviamo alcun aiuto dal Campidoglio. La situazione è davvero insostenibile”. L'unica motivazione finora offerta dalla giunta di Alemanno, è la mancanza di cassa del Comune. Proprio per questo, le associazioni chiedono “che sia data una priorità di senso, che diventino quindi una priorità dell'assemblea capitolina”. Cooperativa ‘Apriti sesamo’, che si occupa del servizio alla disabilità, denuncia il superamento del settimo mese di mancanza rimborso, e che il Comune continua a promuovere il ricorso al credito bancario per continuare ad effettuare il servizio. “Noi ci occupiamo di assistenza domiciliare. Un servizio importante soprattutto per le fasce sociali più disagiate – racconta Pina Rozzo, presidente di Città visibile –, mancano le cose essenziali, come sono essenziali i servizi che forniamo. Il Comune deve rientrare nel termine di legge dei 60 giorni per i pagamenti, mettendo le realtà sociali in priorità assoluta rispetto a qualsiasi altro fornitore”.

Intorno alle 11:30, una delegazione composta da sette elementi, riesce ad incontrare il Direttore della ragioneria generale Maurizio Salvi, il suo vice Carlo Alberto Pagliarulo e il segretario del Sindaco Giulio Nardi. Mercoledì il Campidoglio ha organizzato un incontro con alcuni istituti di credito, per siglare degli accordi e far fronte così, anche ai rimborsi delle associazioni sociali, verso le quali i rubinetti si sono chiusi già dall'ottobre 2010. Ottenuta una scadenza, si riavvolgono gli striscioni e si dà appuntamento a mercoledì.

Veronica Altimari

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