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Cartellopoli, le associazioni:
Affissioni del Comune "abusive"

Cartellopoli

“Roma è la nostra casa. Rispettiamola”. È questo il messaggio che si legge su un cartellone per la campagna sul decoro, lanciata in questi giorni dall’amministrazione capitolina. Peccato però che il manifesto sia collocato su un impianto che viola il codice della strada. La denuncia arriva da Roberto Crea dell’associazione Cittadinanzattiva, che chiede un’inchiesta interna al dipartimento Affissioni Tra l'altro l’amministrazione è costretta, in questi casi, a pagare aziende per una pubblicità che potrebbe fare sugli impianti che sono di proprietà del Comune, senza gravare sul bilancio DI SANTO IANNO'

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“Roma è la nostra casa. Rispettiamola”. È questo il messaggio che si legge su un cartellone per la campagna sul decoro, lanciata in questi giorni dall’amministrazione capitolina. Peccato però che il manifesto sia collocato su un impianto che viola il codice della strada. Proprio così, la battaglia proposta dal Comune si porta avanti infrangendo le regole che si chiede di rispettare. E cartellopoli continua. Così com’era successo la scorsa estate per l’iniziativa antiabbandono dei cani, il Campidoglio sceglie di affidare l’affissione a ditte private, senza porre attenzione nell’assegnazione degli appalti. E i cartelloni finiscono sugli impianti sbagliati.

LA DENUNCIA - La denuncia arriva da Roberto Crea dell’associazione Cittadinanzattiva, che chiede un’inchiesta interna al dipartimento Affissioni per capire come sia possibile che nel giro di pochi mesi un ente pubblico possa commettere lo stesso errore. Senza dimenticare che l’amministrazione è costretta, in questi casi, a pagare aziende per una pubblicità che potrebbe fare sugli impianti che sono di proprietà del Comune, senza gravare sul bilancio. Sono quelli con la scritta Spqr e sono 2.764, che spesso però sono occupati. Da chi? Dai partiti, naturalmente. L’associazione BastaCartelloni afferma che l’affissione avviene senza passare dal dipartimento. Quindi senza sborsare un euro. «Abbiamo le copie del registro degli ordini fino a ottobre 2011 – scrivono sul sito i membri dell’associazione – e questi soggetti non hanno pagato nulla, a dispetto delle centinaia di manifesti con cui hanno invaso la città». Mancato incasso: 500mila euro. Ma all’appello mancano anche le sanzioni, per un perdita, sempre secondo le stime di BastaCartelloni, che si attesta sui 2 milioni di euro al mese.

I RESPONSABILI - Ma chi è il responsabile? Secondo un’ “indagine” effettuata dal generale Antonino Torre, consigliere capitolino della Lista civica per Alemanno, i colpevoli non sono né l’assessore all’Ambiente Marco Visconti, né il responsabile del dipartimento Comunicazione Luigi Di Gregorio. Il dipartimento avrebbe infatti affidato l’affissione a una ditta in regola. Evidentemente però, l’azienda è in regola con i pagamenti ma non con gli impianti, come dimostrano le denunce dei cittadini che lottano contro i manifesti selvaggi.

LE VIOLAZIONI - Ma non è tutto. BastaCartelloni denuncia anche che due ditte radiate dall’elenco delle aziende del settore, Gip e Studio Zeta, continuano ad installare impianti. Per questo i comitati chiedono controlli preventivi e maggiore attenzione nell’assegnazione degli spazi. Perché le violazioni continuano e a Cartellopoli nessuno riesce a dire di no.

Santo Iannò

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