Sei in: Home - Rubriche e opinioni - RESISTENTE
#LaNostraRoma

RESISTENTE

Bianca Bracci Torsi

Bianca Bracci Torsi ha più di ottant'anni è stata partigiana, giornalista, dirigente politico e ha ancora tanta voglia di resistere, raccontare e lottare. Da quest'anno fa parte anche del nuovo direttivo dell'Anpi provinciale di Roma e con lei parliamo della Roma che resiste e di quella della Resistenza, ma anche della storia di Paese Sera...
Il nuovo Anpi - Questo è il primo anno dell'Anpi di Roma senza Massimo Rendina come guida autorevole e indiscussa. La mancanza di Massimo si sente, la sua figura umana ma soprattutto la sua autorevolezza come comandante partigiano, è stato lui a guidare la liberazione di Torino per le Brigate Garibaldi, si sente ma devo dire che il nuovo gruppo dirigente per quanto più variegato e composito per età e provenienza politica sta cominciando a fare un buon lavoro coinvolgendo sempre di più gli iscritti e le sezioni, discutendo molto ma sempre in maniera produttiva. Quello che ci ripromettiamo di fare è oltre a raccontare le storie della Resistenza è essere vicini a chi resiste ancora oggi denunciando con forza il razzismo e i fascismi che ritornano, purtroppo, nella nostra città.
Ricordare Sasà - Quest'anno abbiamo poi perso Sasà, come affettuosamente veniva chiamato Rosario Bentivegna, che è stata la vera e propria storia della resistenza romana, la sua anima. Ricordarlo vuol dire soprattutto portare avanti la sua battaglia sulla verità su via Rasella e sulle Fosse Ardeatine, non permettere a nessuno, come accaduto all'indomani della sua morte di chiamarlo "assassino" o "terrorista". Non solo l'attentato di via Rasella è stato riconosciuto come "atto di guerra" legittimo, ma anche i tribunali hanno ormai stabilito come i partigiani non potevano sapere della rappresaglia terribile, ovvero le Fosse Ardeatine, che stavano per compiere i nazi-fascisti. Sempre più presenti nelle scuole - Si è molto parlato in questi mesi in riferimento all'Anpi della contestazione da parte dei fascisti di Forza Nuova del partigiano Mario Bottazzi, e del diniego fatto all'Anpi di entrare a parlare al Liceo Righi dove speriamo di poter andare nelle prossime settimane come promesso dalla preside, che per fortuna è tornata sui suoi passi. Ci siamo ripromessi di andare sempre più spesso nelle scuole a raccontare la Resistenza e i suoi valori, farlo è fondamentale fin dalle scuole elementari.
Ancora sul 25 aprile - Non siamo "pentiti" nonostante le polemiche di non aver invitato le istituzioni locali alla manifestazione del 25 aprile, che tra l'altro è stata partecipatissima e molto bella. Molte figure istituzionali, e che quindi dovrebbero rappresentare i valori della resistenza e dell'antifascismo così come sancito dalla Costituzione, in questi anni hanno patrocinato le iniziative e preso i voti da molte organizzazioni di estrema destra, mentre Alemanno si appresta ad acquistare la sede di Casa Pound, perché stupirsi se molti cittadini avrebbero contestato la loro presenza al 25 aprile? In ogni caso la scelta di non venire è stata una loro scelta. Purtroppo non basta essere eletti per essere coerenti con la nostra Costituzione.Raccontare la resistenza romana - La resistenza in Italia è stata diversa da città a città, da zona a zona a secondo del contesto bellico in cui si è sviluppata. A Roma è stata intimamente "romana" ma soprattutto popolare, una resistenza fatta da migliaia di uomini e donne che con piccoli gesti quotidiani hanno aiutato ebrei e partigiano e resistito all'occupazione nazista. Protagoniste sono state poi le donne negli assalti ai forni e i quartieri popolari, le borgate, con la loro solidarietà. Raccontare queste storie, quelle piccole e quotidiane, quelle che non sempre si trovano sui libri è la maniera migliore di raccontare la resistenza e trasmetterne i valori.Paese Sera, un giornale popolare -  La mia storia è legata intimamente a quella di Paese Sera dove ho lavorato come cronista tra gli anni '50 e '60. Segui soprattutto la cronaca nera, compresi fatti importanti che segnarono la cronaca di quegli anni: giovani morti in carcere per colpa delle condizioni di detenzione, la storia di bambini venduti dalle loro madri per colpa della povertà, quella di ragazze rinchiuse in un convento per aver avuto un figlio fuori da un matrimonio o perché stuprate vennero in redazione una volta scappate a raccontarci le loro storie. Ma poi ancora le storie delle borgate e dei baraccati, della Roma degli ultimi. Casi di cronaca certo che riuscivamo però sempre a trattare , con una spiccata sensibilità politica e sociale, cercando a fondo la ragione degli eventi e non con facili titoli sensazionalistici, Paese Sera è stato un giornale si popolare, ma al contempo d'informazione e denuncia, spero possa esserlo ancora.(testo raccolto da Valerio Renzi)

Bianca Bracci Torsi

Social networks