Quando la disuguaglianza è insostenibile
Dice bene il responsabile del Centro di prima accoglienza per i minori che vengono arrestati, Angelo Mammana (vedi articolo a pag. 8): «Non si può parlare di bullismo se, per esempio, dei liceali commettono una rapina». E magari giustificare con il disagio sociale quello che è, semplicemente, un crimine. Ma la realtà che emerge dall’inchiesta di Lara Facondi è davvero da brividi: crescono sia il numero dei reati compiuti da adolescenti sia il ricorso alla violenza. Non solo: operatori e psicologi sono concordi nel denunciare una sofferenza del vivere sempre più diffusa tra i 170mila ragazzi e ragazze, dai 13 ai 18 anni, che vivono a Roma. Fino al punto che all’ospedale Sant’Andrea si decide di aprire un ambulatorio tutto per loro, dedicato ai disturbi dell’ansia e dell’umore.
Non accade solo nella nostra città e nel nostro Paese.
Quello delle giovani generazioni è un problema che investe un’Europa sempre più invecchiata. Ma in altre capitali (vedi articolo a pagina 28), si moltiplicano iniziative e attività, che spesso vedono proprio loro, gli under 18, come protagonisti. Qui da noi, invece, il disagio si diffonde, complice anche la crisi e la mancanza di prospettive per il futuro, e i progetti istituzionali, come quelli della legge 285, chiudono. Perché non ci sono i soldi.
Ma è davvero così? I dati della Guardia di finanza, che pubblichiamo a pagina 59, raccontano una realtà diversa. A Roma, nel 2011, sono stati individuati 700 evasori totali e 550 finti poveri. Che ottengono l’esenzione dalla retta per l’asilo nido o la mensa scolastica del figlio e girano in Ferrari. L’Iva evasa è stata pari a un miliardo di euro. I redditi non dichiarati, su cui non sono state pagate le tasse, arrivano a quattro miliardi. Poi ci sono i morosi eccellenti, ministeri in testa, che non versano nelle casse dell’Ama i tributi per la nettezza urbana. E quelli che non hanno mai pagato l’Ici e non vorrebbero pagare l’Imu, la tassa sugli immobili, anche se svolgono attività commerciali a tutti gli effetti, magari dietro la sigla di un ente ecclesiastico. Guai a fare semplificazioni che rischiano di non farci comprendere la realtà, complessa, in cui viviamo. Ma ci sono diseguaglianze, come quelle tra i “furbetti” della Capitale e gli adolescenti abbandonati a se stessi, che sono semplicemente insostenibili.
Post scriptum
Da questo numero il nostro mensile si arricchisce del contributo di nuove rubriche e nuove firme. Inizia, infatti, la sua collaborazione con Paese Sera, l’ideatore dell’Estate romana: Renato Nicolini, assessore alla Cultura nelle giunte di sinistra guidate, dal 1976 al 1985, da Giulio Carlo Argan, Luigi Petroselli e Ugo Vetere, parlamentare dal 1983 al 1994. Un protagonista, insomma, della vita culturale e politica della nostra città. Ha già debuttato sul paesesera.it, invece, e con grande successo, la nostra Boosta pazzesca, che cura da questo mese una particolarissima posta del cuore. Si apre, infine, nella sezione dedicata all’Economia una nuova finestra, Eco in città, affidata a Marzia Fiordaliso per raccontare prodotti e servizi eco-solidali. Buona lettura a tutte/i.



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