L'incontro con Camila per guardarci allo specchio
Incontrare Camila, per noi, sarà un po’ come guardarci allo specchio. Diverso il palcoscenico, diversi i nomi che accompagnano le nostre storie, ma la sceneggiatura troverà inevitabilmente numerosi punti di contatto: storie collettive di giustizia e di studenti, di assemblee fino a tarda notte e di cortei, di cariche e di speranza. Camila è parte di noi, come lo sono tutte quelle studentesse e tutti quegli studenti che hanno scosso il Cile di Pinera. Siamo tutti parte della stessa vita . Una generazione globale consapevole che una buona percentuale del futuro ce la giochiamo a partire dal diritto allo studio e dalla formazione pubblica. La stessa generazione consapevole che non si possa più affrontare il tema del sapere senza affrontare i nodi che legano il mondo del lavoro. Insieme stiamo costruendo i primi tasselli per liberarci dalla precarietà.
Camila è cresciuta nella provincia di Santiago, luogo che rimane esotico forse solamente nei romanzi del secolo passato. Oggi Santiago racconta la stessa storia che potremmo sentire a Milano, a Roma, a Napoli, a Palermo, o in qualunque altra città di Italia. Camila studia geografia all’Università del Cile, ma già dai primi anni di università ha iniziato ad intraprendere un impegno politico che piano piano è diventato sempre più centrale nella sua vita: una storia in cui molti di noi rivedranno la propria esistenza. La sua storia personale si è presto unita a quelle di altre migliaia di ragazzi che dal Giugno 2011 hanno iniziato ad occupare le strade del Cile per difendere il diritto allo studio, la scuola e l’università pubblica. La stessa onda che nel 2008 e nel 2010 ha attraversato l’Italia. Noi c’eravamo. Nella storia di Camila e degli studenti cileni rivediamo le nostre: incontrarla significherà per noi scoprirci davvero globali, capire che nella storia di ognuno di noi rivive il racconto di una generazione intera. La ribellione degli studenti cileni ha fatto calare il consenso del Presidente Pinera in pochi mesi dal 70% al 35%: la solidarietà di un paese intero verso gli studenti non può non ricordarci come le onde italiane sono state, a detta di tanti, il primo vero colpo inferto al Governo Berlusconi.
C’è dell’altro: Camila ha ricevuto minacce di morte a causa del suo impegno. La mente corre veloce ad una storia simile, quella di Giovanni Tizian, giovane giornalista precario costretto a vivere sotto scorta dopo aver ricevuto minacce di morte per aver denunciato il potere della mafia in centro Italia.
Un filo rosso unisce le nostre storie, non solo quelle dei giovani italiani e cileni, ma anche quelle di un’intera generazione che sta prendendo la parola in tutto il mondo: nord Africa, Stati Uniti d’America, Europa. Incontrare Camila sarà come guardare la nostra generazione dall’alto, la nostra voglia di ribellione, il nostro bisogno di cambiamento.
Per noi è significativo che su quel palco siederanno anche Nichi Vendola e Maurizio Landini. Abbiamo voglia di parlare a tutti, alla sinistra politica e sindacale, a chi vuole costruire un’alternativa di governo per questo paese ed a chi ogni giorno difende il lavoro. Sinistra, diritto allo studio, diritto al lavoro: un percorso che va ben oltre i confini di questo paese e che in tempi di crisi assomiglia sempre più ad una necessità.
La lingua spagnola assomiglia molto alla nostra, ma sabato parleremo davvero il linguaggio della globalità: l’esperanto? No, in Italia la chiamiamo speranza, in spagnolo di dice esperanza.
*portavoce nazionale Tilt
PROSSIMA FERMATA: ESPERANZA
Sabato 11 febbraio, ore 19
Caffé Letterario, viale Ostiense, 95 Roma
CAMILA VALLEJO - leader studentesca cilena
MAURIZIO LANDINI - segretario generale FIOM CGIL
NICHI VENDOLA - presidente Sinistra Ecologia Libertà
MAPI PIZZOLANTE - portavoce TILT
e tanti/e altre/i protagonisti dei movimenti


