Cinecittà? E' l'aborto del cinema italiano
Premetto che non conosco in modo approfondito i termini della vertenza che oppone i lavoratori di Cinecittà Studios in protesta ai vertici dell'azienda, ma quello che so è che Cinecittà, che dovrebbe essere il fiore all'occhiello della nostra settima arte, è in realtà l'aborto del cinema italiano, una specie di feto mai nato. Si parla tantissimo dei problemi 'industriali' del nostro settore, ma si dovrebbe discutere del fatto che si può realizzare un rilancio grazie ai lavoratori. In Italia quando si parla di cultura ci si riferisce spesso ai privilegi degli artisti, ma non si parla mai dei lavoratori; quelli di Cinecittà, ad esempio, soffrono della mancanza di attenzione per la cultura nel Paese. La richiesta di cultura, in Italia, non è una rivendicazione borghese, ma qualcosa che riguarda le possibilità e le risorse professionali.
"ORA E' UN POSTO DEPRIMENTE" - Ultimamente ho girato negli studios della Tuscolana ed è stato deprimente. Giravo per i viali e dovevo trattenere il fiato, perché le mie aspettative su quel posto magico erano irrimediabilmente deluse. Ti aspetti di immergerti in un pezzo di storia del cinema, invece ti imbatti nel peggio della nostra televisione, con i teatri di posa che cadono a pezzi.
*Michele Riondino, attore, presente alla Mostra del Cinema di Venezia in Acciaio (Giornate degli Autori) e Bella addormentata (concorso)



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