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Buon compleanno Roma Social Pride

social pride

“Per un pride del sociale – un percorso di dignità e cittadinanza”. Con questo titolo il Cnca del Lazio promuoveva, il 17 novembre del 2010, un’assemblea pubblica che, partendo dallo stato dei servizi sulle dipendenze nel territorio del Comune di Roma, rimettesse al centro della discussione pubblica il sociale, le persone e la funzione, i principi, il ruolo di coloro che in questi anni, tra le tante difficoltà, hanno reso possibile un welfare territoriale, sempre in carenza di risorse e di attenzione da parte della politica. Esplicite le intenzioni degli organizzatori, che scrivevano nel loro manifesto: “Non intendiamo arrenderci all’idea che il nostro welfare si trasformi in assistenza, magari gestito da fondazioni. Intendiamo, al contrario, restituire dignità, e ruolo politico e sociale alla cooperazione, all’associazionismo e al volontariato che incarnano, a nostro avviso, gli ideali di uguaglianza e cittadinanza contenuti nella Carta costituzionale”. La battaglia ideale iniziata il 17 novembre voleva coinvolgere non solo le organizzazioni e i lavoratori della cooperazione e dell’associazionismo, ma rendere evidente lo stato di malessere e di marginalità che ormai coinvolge tutti coloro, del pubblico o del terzo settore, impegnati a garantire un welfare universalistico: “…donne e uomini che lavorano nei servizi pubblici, nella cooperazione sociale, nell’associazionismo e nel volontariato a fianco dei più disagiati, dei più deboli, di chi ogni giorno deve fare i conti con la fatica del vivere. Bambini, ragazzi, anziani, malati, indigenti, migranti, diversamente abili, un’umanità sofferente alla quale, grazie all’intervento dei tanti operatori impegnati nel sociale, vengono garantiti dignità, diritti, integrazione”. L’assemblea di esordio di quello che diventerà il Roma Social Pride registrò un notevole successo, con la partecipazione di centinaia di operatori, quadri e dirigenti dei servizi, sia del pubblico che del privato, rappresentati delle centrali cooperative e del sindacato, esponenti dei partiti, il Roma Social Club (che raccoglie assessori ai servizi sociali dei Municipi romani governati dall’attuale opposizione in Campidoglio). Tante le adesioni: oltre il Cnca Lazio, Ass. imprese sociali Città Visibile, Coordinamento enti infanzia e adolescenza, Arci Solidarietà, Roma Social Club, Action Diritti, Lab 3 settore e tanti altri.

Ecco alcuni punti qualificanti della piattaforma del Rsp:

  • analisi puntuale dei dati di Bilancio e denuncia dei tagli reali ma negati nei documenti ufficiali;
  • mobilitazione per il recupero immediato dei ritardi e stabilizzazione dei pagamenti; 
  • controriforma dell'assistenza domiciliare costruita insieme alle famiglie dei ragazzi disabili, le RETI delle Associazioni, la FISH, il FORUM ex Art. 26, Democrazia Solidale;
  • proposta innovativa per il piano Rom e contrasto a quello della Giunta Alemanno ;
  • piano di intervento sulle dipendenze e i consumi di sostanze stupefacenti;
  • piano di intervento su minori e Giovani;
  • diritto alla casa e uso sociale dei beni confiscati alle mafie;
  • l’opposizione al ricatto e alla beffa del cosiddetto “Pro soluto”, uno strumento costruito per risolvere le inadempienze del Comune, a tutto vantaggio delle sole Banche.

Sulla scorta di queste rivendicazioni, RSP ha organizzato, dallo scorso autunno, una serie impressionante di manifestazioni, assemblee e mobilitazioni. Eccone alcune:

  • 17 dicembre, Campidoglio: manifestazione degli operatori delle dipendenze per richiedere l’immediato sblocco dei fondi e pagamento degli arretrati pretestuosamente negati dall’Act;
  • 17 febbraio, scalinata del Campidoglio: manifestazione contro le politiche sociali dell’amministrazione Alemanno;
  • 3 marzo, Assessorato: sit in contro il Piano nomadi della Giunta;
  • 8 marzo: incontro con esponenti del movimento napoletano “il Welfare non è un lusso” e assemblea cittadina;
  • 10 marzo, Campidoglio: manifestazione contro il Piano nomadi della Giunta;
  • 27 aprile, scalinata del Campidoglio: manifestazione nazionale contro i tagli alle politiche sociali del Governo e degli enti locali, per la qualità dei servizi, la dignità del lavoro sociale e i diritti di cittadinanza, in contemporanea con analoghe manifestazioni a Napoli e Genova;
  • 6 maggio: partecipazione con un proprio spezzone di corteo allo sciopero generale della CGIL;
  • 17 maggio: assemblea cittadina sul bilancio del Comune di Roma;
  • 23 giugno: partecipazione alla manifestazione nazionale davanti alla Camera del cartello nazionale “I diritti alzano la voce”;
  • 27 giugno, Campidoglio: centinaia di operatori delle dipendenze manifestano per le immediate dimissioni del Direttore dell’ACT, Massimo Canu;
  • 22 settembre, sede dell’ACT: centinaia di operatori, utenti e familiari chiedono il ritiro del bando pubblicato a metà agosto;
  • 1 ottobre: Convegno “Welfare bene Comune”.
  • Questo sino ad oggi. Per il futuro, il Roma Social Pride, continuerà a seguire le vicende del bilancio capitolino, lo sblocco dei fondi governativi della 285/97 relativi all’anno 2009 e il pagamento del lavoro fatto e le tante altre vertenze in corso, senza trascurare l’organizzazione di occasioni di analisi, confronto e riflessione comune.

*Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza del Lazio, Roma Soc!al Pr!de

Claudio Cippitelli*

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