Sanità, i medici del Lazio revocano lo sciopero
La Regione ha stanzito il finanziamento relativo alle forme associative della Medicina Generale. I camici bianchi rimangono in stato di agitazione
"La Regione Lazio ha stanziato il finanziamento relativo alle forme associative della Medicina Generale (apertura degli studi medici associati h 12), la validità annuale della ricetta specialistica, la fornitura delle linee adsl e dei software per gli studi di medicina generale. Motivo per cui è stato revocato lo sciopero dei camici bianchi indetto dal Sindacato dei Medici Italiani del Lazio (Smi) per il 3 giugno". Lo rende noto Smi Lazio.
"Il Decreto firmato dal Subcommissario ad acta, è giunto il 31 maggio, mentre era in corso la conferenza stampa durante organizzata dallo Smi-Lazio, durante la quale venivano rese note le modalità e le cause dello sciopero. Lo Smi-Lazio – dichiara Cristina patrizi, responsabile area convenzionata dello Smi-Lazio - esprime la propria soddisfazione per il risultato conseguito come coronamento degli sforzi organizzativi per la giornata di sciopero che era stata indetta per il prossimo 3 giugno. Ringraziamo tutti i medici di medicina generale e che hanno sostenuto l'iniziativa, dando forza alle legittime richieste del Sindacato". "Rispetto ai protocolli firmati in precedenza, questo è l'unico atto amministrativo reale che prevede un impegno di spesa e che verrà pubblicato sul Bollettino della Regione Lazio – aggiunge Pina Onotri, Segretario organizzativo regionale Smi-Lazio e responsabile nazionale del servizio di Continuità Assistenziale - Si tratta, infatti, di un documento molto atteso dalla categoria e di cui abbiamo sempre lamentato la mancanza. Una mancanza e che ci ha indotto a non firmare il Protocollo di Intesa sulle Unità di Cure Primarie (UCP) nel 2009. La revoca dello sciopero è, pertanto, un atto di responsabilità di fronte ad un'apertura, seppur forzata, della Regione Lazio nei nostri confronti. La delegazione aveva annunciato chiaramente che, qualora non fosse stato firmato il Decreto, saremmo andati avanti per la nostra strada. Stavolta gli organismi regionali hanno mantenuto gli impegni e questo ci impone un atto di coerenza e correttezza".


