Sei in: Home - Politica - San Camillo, emergenza pronto soccorso. Pd: "Mai visto tanto degrado"
Sanità

San Camillo, emergenza pronto soccorso. Pd: "Mai visto tanto degrado"

Ospedale San Camillo facciata

Decine di pazienti stipati uno accanto all'altro. Barelle nei corridoi. Ambulanze ferme. E medici costretti a fare massaggi cardiaci sul pavimento. Così è ridotto quello che viene (veniva?) considerato un centro sanitario d'eccellenza. Esterino Montino (Pd) ha incontrato i medici, da giorni in stato di agitazione. E adesso sfida la Polverini: "Intervenga prima che lo faccia la magistratura"

GUARDA LE FOTO

Decine di pazienti stipati in sala emergenza. Al centro della stanza, un ragazzo con la bombola d’ossigeno, messo lì a intralciare il “traffico”. Sale d’attesa per il codice verde trasformate in “stanze di degenza”, in attesa che si liberi un posto letto in reparto (magari tra 3 o 4 giorni). Malati sulle barelle schiacciate contro il muro nei corridoi. Oppure costretti a condividere il proprio dolore con quello degli altri, così vicini che basta allungare la mano per toccarsi. Infermieri che incespicano nelle piantane delle flebo. Ambulanze ferme all’esterno per ore, perché le barelle del 118 sono tutte occupate all’interno. E il diritto alla privacy (e alla dignità) ridotto a concetto lontano e astratto.

Ecco come si presentava stamattina il Pronto Soccorso dell’ospedale San Camillo, considerato uno dei centri d’eccellenza della Capitale. Un caso? Niente affatto. Anzi, “siete capitati in un momento tranquillo”, avvertono i medici che si sono offerti di fare da guida al capogruppo Pd alla Regione Lazio, Esterino Montino, e ad alcuni giornalisti. Come testimoniano alcune immagini consegnate dai sanitari (e qui pubblicate), all’interno della struttura è capitato (più d’una volta e anche recentemente) che i malati vengano curati su materassi appoggiati in terra. E che i medici siano costretti a fare massaggi cardiaci sul pavimento. “A questo livello di degrado e abbandono - commenta Montino - la sanità del Lazio non era mai arrivata”.

Una “diagnosi” largamente condivisa anche dai medici del San Camillo. Che infatti da giorni sono in stato di agitazione. E che, se non saranno presi provvedimenti immediati, sono decisi a presentare una denuncia alla Procura della Repubblica per interruzione di servizio pubblico d’emergenza, omissione di atti d’ufficio e disastro colposo. 

P1040118

Montino dopo la visita al Pronto Soccorso

340 POSTI LETTO TAGLIATI DAL 2008 - L’emergenza del San Camillo ha radici lontane. “Le criticità del pronto soccorso – spiega Carlo Parola della Fials-Medici – sono cominciate nel 2008. Da allora abbiamo perso ben 340 posti letto. Col risultato paradossale che la spesa, anziché diminuire, è aumentata. E oggi il diritto alla salute dei cittadini è messo seriamente a rischio”.

Il picco dell’emergenza si manifesta in inverno: i mesi da dicembre a marzo sono cruciali per i malati fragili. E le conseguenze più pesanti le soffrono proprio i casi più gravi: i cosiddetti codici rosso, giallo e verde. I codici bianchi, infatti, devono esser pazienti, sì. Ma, una volta visitati, vengono mandati a casa. Il problema si pone per chi resta in osservazione, per chi ha bisogno di cure, per chi finisce sotto i ferri: i posti letto nei reparti non bastano e così scatta il classico circolo vizioso del “collo di bottiglia”. “La priorità - spiega Francesco Medici, team leader al pronto soccorso e segretario aziendale della Federazione Veterinari e Medici - è trovare un luogo per ricoverare i malati e toglierli dalle barelle. Una sorta di reparto cuscinetto”: 50 posti letto “sarebbero un gran sollievo”.

MEDICI E INFERMIERI: POCHI E PRECARI - A mancare però non sono solo i letti. Al San Camillo oggi c’è anche un problema di carenza di organico (si parla di 15 persone in meno tra il Pronto soccorso e il reparto di Medicina d’urgenza), che si riverbera nella necessità di esporre gli operatori sanitari a “turni di lavoro massacranti”.

“Come se non bastasse - denuncia Francesco Medici - in questi anni l’azienda si è vista costretta a far ricorso a contratti atipici. Una vera ignominia che significa medici e infermieri sottopagati e privati di ogni tipo di tutela”.

MONTINI: “LA POLITICA INTERVENGA” - Gli allarmi si ripetono inascoltati da mesi, anni. Ma “adesso - dichiara Esterino Montino - abbiamo toccato veramente il fondo: i tagli dei posti letto e il blocco del turn over, decisi dalla Regione, hanno mandato in tilt anche le strutture di eccellenza”. Come il San Camillo. “Non c’è tempo da perdere. La politica deve assumersi le proprie responsabilità e mettere in campo soluzioni d’emergenza, prima che la disperazione dei medici costringa la magistratura a intervenire”.

Per bocca del suo capogruppo alla Pisana, il Pd si impegna dunque a “chiedere a questa maggioranza, tanto sorda quanto responsabile dello sfascio in atto, di convocare un Consiglio straordinario sulla sanità”. E rilanciare le proposte che arrivano da medici e operatori sanitari. A partire dalla possibilità di recuperare “almeno 20 posti letto” attraverso la riapertura del reparto che è stato utilizzato per accogliere i feriti della guerra in Libia.

Ambra Murè

Social networks