Referendum, Comitati incontrano dg Rai: oscurati
Continua il presidio a Montecitorio a favore dell'acqua pubblica e contro il nucleare. In piazza la leader dei Verdi giapponesi: consultazione grande opportunità per gli italiani
Un presidio a Montecitorio e una manifestazione davanti alla Rai fino a che il dg Lorenza Lai non decide di incontrarli. E' quanto organizzato in queste ore dal comitato referendario 2 Sì per l'Acqua bene comune e dal comitato Voto Sì per Fermare il nucleare".
La giornata - dopo il presidio di ieri - inizia a Montecitorio con l'arrivo della leader dei Verdi giapponesi Sakoto Watabe arrivata in Italia per portare l'esperienza di Fukushima: “Vorrei scusarmi innanzitutto per quello che è successo in Giappone. Le conseguenze di questo disastro ambientale riguarda tutti noi. Per gli italiani questo referendum è una grande opportunità, tanto importante che non può essere rinviata – ed aggiunge – i giapponesi vivevano pensando che la ricchezza era scandita anche dall'energia a disposizione nel paese, ma questa catastrofe ci ha segnato fortemente, creando la coscienza dentro ognuno di noi, della possibilità reale di sopravvivere senza nucleare ed investire sulle energie pulite. Il nostro pianeta ci offre davvero molte alternative possibili – e conclude – andate a votare al referendum, andate a votare si”. Le fa eco il numero uno dei Verdi italiani Angelo Bonelli che sottolinea “l'importanza del referendum e di una grande mobilitazione cittadina, per evitare che il Governo la faccia franca sul referendum – e spiega – ci troviamo di fronte ad una vera e propria Monarchia, dove per paura del risultato di voto, si calpestano i diritti fondamentali sanciti dalla democrazia. Se passa il decreto Omnibus, ci sarò un corpo a corpo con le istituzioni, perchè è una vergogna”.
Forte la presenza anche dei comitati dell'acqua. Antonio Gaudioso, comitato dell'acqua pubblica del Lazio, è preoccupato per il raggiungimento del quorum perchè “la disinformazione è tanta e i cittadini, nella confusione possono pensare che il voto sia inutile o addirittura annullato. Dietro la cancellazione del quesito sull'energia nucleare, si cancellerebbero automaticamente anche quelli per la privatizzazione di questo bene tanto prezioso con conseguenze allarmanti – e spiega – facciamo informazione porta e porta e ci rendiamo conto che il cittadino che è informato andrà sicuramente a votare. Quindi è importante formare le coscienze”. "In Veneto la lotta è anche contro un governatore leghista che in casa propria si pone contro il nucleare, ma che a livello nazionale si schiera dall'altra parte – così inizia il suo intervento Vilma Marzia, del comitato referendario del Veneto – la nostra lotta e per evitare il sito a Chioggia, ma anche a livello europeo vogliamo dire la nostra, protestando contro l'esistenza della centrale Krsko, in Slovenia, a soli 150 Km dal confine Italiano”. Nella piazza, tanta la tensione per il voto sul decreto Omnibus. Una votazione che potrebbe cancellare di fatto il referendum sul nucleare.
Subito dopo la denuncia dell'oscuramento del referendum da parte della Rai in una manifestazione prima e in un incontro con il direttore generale Lorenza Lai dopo. Sottolineano Giuseppe de Marzo e Marica Di Pierri dell'associazione A Sud: “Abbiamo incontrato la direttrice della Rai chiedendole di ripristinare immediatamente l'informazione nelle televisione pubblica, colmando di fatto il vuoto che c'è dal 5 aprile scorso. E di garantire quindi la giusta collocazione degli spot nella fascia di maggior ascolto,, di predisporre le tavole referendarie che ancora oggi mancano e di bloccare la censura che sta avvenendo dei talk show. È impensabile - sottolineano - che solo una grossa mobilitazione cittadina, come una vera e propria occupazione, possa ottenere un confronto. Giovedì ci sarà un'altro incontro in mattinata, per assicurarci che ci sia un riscontro effettivo alle nostre richieste”. E la giornata di protesta continua.


