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Parcheggi

Pup Fermi, i cittadini temono la beffa: “Lunedì nuova mobilitazione”

Protesta Pup Fermi

Grande scontento e nervosismo a viale Marconi per la decisione a metà del sindaco Alemanno, che vieta l’espianto degli alberi in attesa di nuove indagini sul sottosuolo, ma nel frattempo ne autorizza l’accorciamento delle radici e una robusta potatura. I cittadini si sentono presi in giro e lunedì mattina scenderanno di nuovo in strada. Le richieste del comitato No Pup di ALESSANDRO TESTA

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Rischia di trasformarsi in un boomerang la visita di venerdì del sindaco Gianni Alemanno nel quartiere Marconi per rendersi conto di persona della reale utilità e fattibilità del contestatissimo progetto per realizzare un grande parcheggio interrato al centro di viale Enrico Fermi. Se inizialmente la disponibilità mostrata dal primo cittadino con la sua presenza e, il suo impegno a prendere una decisione in tempi brevissimi, aveva suscitato gratitudine, apprezzamento e speranza, la nota diffusa ieri – rispettando in pieno la promessa di rispondere in 24 ore – dall’ufficio stampa del Campidoglio ha invece spiazzato tutti.

CAMBIO DI ROTTA - Inizialmente la decisione del sindaco di vietare l’espianto preventivo degli alberi per effettuare i sondaggi archeologici, e di sospendere i lavori del cantiere vero e proprio fino allo svolgimento delle indagini idrogeologiche, era stata salutata molto favorevolmente nel quartiere. Con il passare delle ore, però, i cittadini hanno riletto bene il comunicato stampa e si sono accorti che la ditta interessata è stata però autorizzata fin da subito a svolgere i lavori preliminari: la ‘zollatura’ degli alberi (cioè il loro isolamento mediante taglio delle radici oltre un raggio di 2-5 metri), che necessariamente deve precedere di alcuni mesi l’espianto vero e proprio; e la conseguente potatura del 30% delle chiome per evitare che, con minore appoggio a terra, gli alberi possano inclinarsi e cadere.

LA NUOVA MOBILITAZIONE - La tensione è ora alquanto palpabile nell’aria, perché i residenti temono di essere stati rabboniti con belle parole allo scopo di aggirare poi più facilmente la loro opposizione al progetto. Inoltre, già da un paio di giorni erano stati notati in via Fermi dei vigilantes privati – probabilmente di una società indipendente non direttamente coinvolta nel cantiere, e incaricati semplicemente di sorvegliare il gabbiotto prefabbricato e i pannelli informativi della ditta costruttrice – e anche questa novità non ha certamente contribuito a rasserenare gli animi. Per questo, già lunedì mattina i cittadini di viale Marconi scenderanno nuovamente in strada per impedire che gli alberi di via Fermi vengano in alcun modo mutilati prima dello svolgimento dei sondaggi chiesti dallo stesso Sindaco e della conseguente decisione definitiva. “Invochiamo il rispetto della legge 267 del 2000, che prevede l’obbligo di recepire preventivamente il parere dei cittadini – attacca Caterina Turato, presidente del Comitato di quartiere Marconi – E questo parere, negativo, i cittadini di viale Marconi lo hanno già espresso la scorsa primavera, quando in 5.500 hanno firmato la petizione che abbiamo inviato al Sindaco per chiedere di cancellare il parcheggio di via Fermi dal piano PUP cittadino”.

LA PERIZIA DI PARTE - Lo conferma a Paese Sera anche Marzia Marcotulli, appassionata vicepresidente dello specifico ‘Comitato No Pup in via Fermi’: “Siamo certamente felici per l’interessamento personale del sindaco – ci spiega – e siamo soddisfatti che la raccolta fondi effettuata faticosamente tra di noi e tra tutti i condomini della zona per effettuare una nostra perizia di parte abbia finalmente portato ad un primo risultato, ma c’è ancora molto da fare. Innanzitutto bisogna capire quanto dureranno queste indagini idrogeologiche: la ditta vorrebbe cavarsela con due o tre mesi, ma i manuali di geologia spiegano bene che in questi casi il terreno va esaminato per un anno intero, così da poterne valutare la caratteristiche sia nella stagione secca che in quella delle piogge”.

GLI OBIETTIVI -“Il nostro obiettivo – conclude la Marcotulli – era e rimane quello di impedire la costruzione del parcheggio interrato. Perciò siamo molto preoccupati per questi ‘lavori preliminari’ di cui si parla nella nota del Campidoglio, che sembrano tanto una beffa. Al contrario, la popolazione avrebbe bisogno di essere tranquillizzata: ormai i residenti del viale si organizzano spontaneamente con i tavolinetti per fare a turno un presidio in strada anche quando non siamo noi a suggerirlo! Venerdì il sindaco aveva acquisito un grande bonus di credibilità agli occhi dei cittadini, venendo qui e mettendoci la faccia, ma questa decisione a metà rischia di rovinare tutto e di essere anche perfettamente inutile. A che serve fare la zollatura e la potatura in attesa della decisione definitiva? Sarebbe come togliere l’appendice a qualcuno prima ancora di sapere se è infiammata…”.

Alessandro Testa

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