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ELEZIONI/L'intervista

Prestipino (Pd): “L’Udc? Servono alleanze, ma rispettose dei diritti civili”

Patrizia-Prestipino

"La Capitale ha bisogno di un rilancio vero che si definisce attraverso l’offerta politica e non in base a quanto si allarga o meno la coalizione”, dice l'assessore provinciale ed esponente Pd che parteciperà alla primarie per la scelta del sindaco. Sull'Udc: "Roma ha bisogno di un’alleanza allargata" DI F. LONGO

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“Mi aspettavo che dopo le ferie estive ci fosse un ritorno a grandi passi verso l’organizzazione delle primarie, invece apro il giornale e mi accorgo che ancora si discute di alleanze, di come allargarle e di chi possa essere il candidato: non lo nascondo, sono irritata”. Patrizia Prestipino, assessore provinciale e candidata, “non di apparato” come si definisce, alle prossime primarie - dalle quali uscirà il nome di uno degli sfidanti del sindaco Gianni Alemanno - ha tutta l’intenzione di dribblare le discussioni che hanno alimentato, nei giorni scorsi, alcuni suoi colleghi di partito. Su tutti il segretario regionale, Enrico Gasbarra, e il capogruppo in Campidoglio Umberto Marroni che, aprendo uno spiraglio all’Udc, hanno fatto entrare spifferi pericolosi provenienti in particolare da Sel. 

"SULLE COALIZIONI UN BEL PASSO INDIETRO" - Per Prestipino le uscite dei due dirigenti sono “Un bel passo indietro anche rispetto alle stesse dichiarazioni fatte a luglio da Gasbarra, da Miccoli e dello stesso Zingaretti. Ho imputato il silenzio sulle primarie alla pausa estiva e invece torno e sento ancora parlare di aggiustamenti. La linea politica, la piattaforma programmatica e la persona le decideranno le primarie, anche se ritengo che certe categorie ideologiche di qualche anno fa oggi siano superate, tanto più in una città come Roma che viene fuori dall’esperienza disastrosa della giunta Alemanno. La Capitale ha bisogno di un rilancio vero che si definisce attraverso l’offerta politica e non in base a quanto si allarga o meno la coalizione”.

"UNIONI GAY TRA I PRIMI PUNTI DEL MIO PROGRAMMA" - Prestipino ci tiene a chiarire: “Non sono popolare. Ho iniziato a fare politica con Democrazia Proletaria e mi sono avvicinata all’Asinello di Rutelli diventato poi Margherita”. Una sottolineatura, quella dell’assessore, che serve a definire “la mia origine laica e riformista: le unioni gay restano uno dei primi punti del mio programma, come anche tutte le battaglie sui diritti civili. Ero una riformista laica nella Margherita e popolare non lo sono mai stata”.

"UDC? SOLO SE C'E' ACCORDO SUI DIRITTI CIVILI" -  Le alleanze per governare Roma? “Non escludo nessuno – ammette Prestipino - il problema però è quello di cosa è disposto a cedere e a dare un partito. Rispetto all’Udc non ho preclusioni, mi domando però se ha intenzione di entrare in una coalizione in cui tra i primi punti programmatici troviamo le unioni civili e i diritti inalienabili del cittadino romano. Mi posso dividere sulle questioni ma sui diritti civili no”. Sembrerebbe un’apertura, quindi, al partito di Casini, ma Prestipino ha le idee chiare e gli interrogativi restano sul piatto: “Cosa fa l’Udc in regione? Anche se si dovesse trovare un accordo sui diritti civili resterebbe la contraddizione di avere una linea politica al Comune e un’altra alla Regione, questo da sindaco mi imbarazzerebbe e mi spingerebbe a chiedere all’Udc una posizione forte. Se questo partito desse segnali forti in termini di adesione a certi principi inderogabili della laicità politica e conseguenti segnali di coerenza allora il discorso potrebbe anche funzionare. Roma ha bisogno di un’alleanza allargata formata però da forze politiche che vengano incontro a principi e diritti e che accettino di governare una città in maniera laica e condivisa". Quindi una nuova forma di alleanza? “Ecco perché servono le primarie: in questo modo a decidere saranno i cittadini, certo però la foto di Vasto a Roma non la riproporrei mai: è sbiadita, è un modello già visto e l’Idv ha dato delle prove, in questi ultimi mesi, inquietanti”.  

"UNA FORMA NUOVA E CONDIVISA" - La convivenza tra Sel e Udc però sembra essere davvero impossibile? “La forza di un modello nuovo sta nel proporre questo – spiega Prestipino - dopo l’esperienza drammatica di Alemanno pensiamo a una forma di governo nuova che sia anche la più condivisa possibile. Se si condividono i punti che ho citato prima, perché fare una politica dell’esclusione? Certo, servono segnali. Bisogna recuperare l’elettorato attraverso modelli nuovi, condivisi. Oggi le foto e i paletti, sia al centro che a sinistra,  non si possono più mettere. A Roma si può pensare di trovare una larga condivisione su temi e programmi perché il candidato lo decidono le primarie e l’elettorato. Bisogna proporre un’offerta politica precisa fatta di punti inderogabili, scrivere tutto nero su bianco e non tornare indietro nelle proprie scelte”.  

"GASBARRA E MARONI? NON POSSONO INDICARE UN CANDIDATO DIVERSO" - Prima dell’estate il quadro politico del centrosinistra capitolino sembrava abbastanza chiaro. Perché allora le uscite, quasi contemporanee, di Gasbarra e Marroni? “Secondo me - sottolinea Prestipino - hanno ritenuto di mettere in discussione un tipo di modello di governo che potrebbe avere un futuro per la città. L’apparato del partito ha da tempo deciso la candidatura di Nicola Zingaretti ed è evidente che poi sia Marroni che Gasbarra, facendo parte dell’apparato, non possano indicare un candidato diverso”. A poche ore di distanza dalle dichiarazioni di Gasbarra e Marroni sono arrivate quelle di Rutelli che vorrebbe rientrare nel Pd. Una tempistica curiosa? “Non so se ci sono trame dietro, magari si sono parlati ma a sentire quello che ha detto ieri la Finocchiaro lo escluderei. Non capisco la posizione di Rutelli, la trovo folle: che spazio potrebbe trovare oggi all’interno del Pd?"

"VOTERO' RENZI" - Cosa serve allora all’elettorato del Pd e del centrosinistra romano per orientarsi? “Bisogna decidere di fare queste primarie, sono nel dna del partito e dobbiamo dare agli elettori di centrosinistra la possibilità di partecipare liberamente a queste elezioni. Mi sono presentata a questo appuntamento con la mia storia, sono contro l’apparato, voterò Renzi, e mi collocherò all’interno di un’area di rinnovamento del partito. Ultima questione è l’election day per le nostre primarie: non si possono dividere le date, sarebbe una follia e mi auguro che i dirigenti romani ci pensino bene. Il voto nazionale è una cosa e quello romano è un’altra questione possono essere anche disgiunti”.       

Federico Longo

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