Polverini sul piano sanitario: riforma del 118 e parti casalinghi
La Polverini nel corso di un incontro con i cittadini a Sora ha parlato dei progetti della Regione su 118, piano di rientro e reparti maternità. La risposta di Claudio Di Berardino segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio: "Se siamo di fronte a un piano di rilancio come mai le tasse sono aumentate?"
"Da qui a qualche giorno metteremo mano al 118 e al sistema d'emergenza". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Renata Polverini durante la sua visita all'ospedale di Sora. "Nella vita non mi è mai piaciuto mettere pezze e bisogna dare risposte strutturali che risolvano i problemi", ha aggiunto. Poi, nel corso dell'incontro con i cittadini e il personale è tornata sull'argomento: "Per l'estate stiamo cercando di spostare sul litorale l'iniziativa degli ambulatori aperti il sabato e la domenica e magari consentire nelle città di fare la diagnostica o le visite dalle 18 in poi". Ha continuato dicendo: "Quest'anno con il 118, d'intesa con tutti gli ospedali dei litorali metteremo medici a bordo delle ambulanze".
La Polverini si è poi dilungata a spiegare le intenzioni della giunta sul piano sanitario: "Da oggi la smetterei di chiamarlo piano di rientro, ma lo chiamo piano di rilancio. Noi vogliamo rimettere i conti in pareggio e valorizzare le eccellenze. Il piano di rientro non è la Bibbia, è un qualcosa di mutabile nel tempo. Tra due anni probabilmente le nostre esigenze saranno diverse e sul piano di rientro ci saranno cambiamenti continui. Abbiamo fatto un piano sulla carta, convinti che ci sarebbero stati degli aggiustamenti. Ho mandato poi i miei collaboratori sul territorio e già in quell'occasione abbiamo modificato il piano ma senza modificarne l'impatto finanziario. In seguito, riorganizzazione valida o no, sulla base del primo passaggio abbiamo modificato il nostro piano senza cambiare l'impianto economico e continueremo ad andare avanti così. Avevamo la necessità di passare per un momento di difficoltà apparente, ora stiamo passando nella fase concreta di riorganizzazione nella quale avremo diverse opportunità".
"Ho fatto una forzatura perché sapevo che se avessi aperto un dibattito prima della presentazione del piano di rientro non saremmo qui con tutte le cose che abbiamo avuto, come il mutuo, la possibilita' di usare i fondi Fas. Questo spirito e' quello giusto: siamo tutti insieme a curare l'interesse generale dei cittadini", ha concluso.
Si è espressa infine riguardo alle ipotesi di numero minimo di parti annuo affinché gli ospedali possano avere un reparto di maternità. Il parametro viene dettato a livello nazionale ed è fissato ora a 500 parti l'anno."Si sta ragionando di portare a 900 i parti minimi annui per struttura. Ci stiamo opponendo ma bisogna fare in modo che si partorisca in casa propria. Faremo su questo importanti campagne di comunicazione".
Un'opinione del tutto diversa è quella espressa in merito alla questione da Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio: "Se non siamo più in presenza di un piano di rientro, ma di "rilancio", la Presidente Polverini dovrebbe spiegare come mai non siano venute meno anche le conseguenze del piano di rientro e cioè l'aumento delle tasse, l'introduzione di nuovi ticket, il commissariamento. Il risanamento e la riorganizzazione - continua - non stanno procedendo come dovrebbero. Non si colpiscono i punti nevralgici negativi del sistema e con esso i poteri forti che li rappresentano, si attaccano invece in modo indiscriminato i punti più deboli come ad esempio i presidi ospedalieri di provincia, spesso unico punto sanitario per migliaia e migliaia di cittadini". E conclude: "Il solo taglio dei posti letto, se non accompagnato da nuove e diverse modalità nell’erogazione dei servizi sanitari non produce né risparmi né riorganizzazione, ma solo disservizi per le persone e la riduzione dell’intervento del servizio sanitario pubblico. Serve ben altro soprattutto la partecipazione e la condivisione di più soggetti a un progetto di risanamento e di riorganizzazione del servizio sanitario regionale. Serve una svolta radicale che rimetta al centro del sistema salute le persone mediante un'azione che parta dal territorio. Diversamente non vi potrà essere né risanamento, né alcun miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi sanitari".


