Piano Casa, "Tarzan" Alzetta sale sulla statua in consiglio
Protesta dei movimenti, martedì l'incontro con Alemanno
Azione simbolica del consigliere comunale di Roma in Action per contestare il Piano della Regione oggi all'ordine del giorno in consiglio. Proteste da parte di Pd e Sinistra ecologia e libertà. Fuori due manifestanti salgono su Marco Aurelio. In mattinata l'occupazione del Forlanini da parte di Action
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L'AZIONE Action occupa il Forlanini: nessuna speculazione
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LA FOTOGALLERY La giornata di protesta contro il Piano Casa
Blitz del consigliere comunale di Roma in Action Andrea Alzetta, detto Tarzan, oggi ad apertura della seduta di consiglio comunale. In polemica contro la delibera sul Piano casaè all'ordine dei lavori dell'assemblea capitolina, Alzetta si è arrampicato sulla statua del Giulio Cesare, alle spalle degli scranni della giunta comunale, è ha steso lo striscione con su scritto: "Alemanno, Ciocchetti e Polverini ladri di città". Si tratta di un gesto molto forte nella giornata in cui Action occupa l'ospedale Forlanini e il movimento per la casa fa un sit in molto partecipato in Campidoglio. Intanto la seduta del consiglio si è aperta al secondo appello . Andrea Alzetta, dopo avere resistito per alcuni minuti in piedi sulla statua del Giulio Cesare, è stato espulso dall'aula e accompagnato fuori dai vigili urbani. Dal centrodestra le urla contro il consigliere: "attore, attore".
DAVANTI AL CAMPIDOGLIO - Intanto fuori dal Campidoglio due manifestanti che stavano partecipando al sit-in in piazza del Campidoglio contro il Piano casa sono saliti sulla statua del Marco Aurelio. "Questa statua deve diventare il simbolo della vergogna in questa città" dice al megafono uno dei due manifestanti saliti sulla statua di Marco Aurelio. "Il Comune risolva la nostra situazione o non scenderemo dalla statua" ha aggiunto, esponendo un cartello con su scritto "Autorecupero 10 anni di attesa". E alla fine di questa lunga giornata i rappresentanti dei movimenti strappano al sindaco un incontro per martedì alle 19."Apriremo così la strada a un passaggio con il Governo". A comunicarlo ai manifestanti in piazza del Campidoglio Luca Fagiano del coordinamento di lotta per la casa, al termine dell'incontro della delegazione dei movimenti in Campidoglio. "L'amministrazione ci ha detto che sta tentando di fare parte sua, ma gli sforzi sono insufficienti nei numeri nei tempi - ha aggiunto - La nostra battaglia va avanti e ne faremo vedere di tutti i colori in questa cittá nei confronti del Comune, della Regione e del Governo". "Noi non ci fermeremo, faremo scoppiare il problema della casa - sottolinea Paolo Divetta - Stiano attenti a quello che fanno. La partita con il Governo inizia oggi". Sotto la statua del Marco Aurelio alcune manifestanti si sono simobilicamente incatenate. "Rimaniamo incatenate finchè non incontreremo l'assessore Ghera per la questione dell'autorecupero", dicono.
LA POLITICA - "Questa sera, scadono i termini per l’approvazione della delibera predisposta dal Comune di Roma per modificare il testo della legge Regionale sul Piano casa. L’ultima stesura della delibera che il sindaco di Roma, con l’assessore Corsini, ha predisposto per limitare gli ambiti di intervento del Piano Casa della Regione, avrà delle conseguenze molto pesanti sulla città di Roma, poiché è peggiorativa rispetto alla prima proposta dell’assessore Corsini e non accoglie le richieste del Pd, relative alla tutela di tutta la Città Storica; ad un adeguato contributo straordinario a favore del Comune per i soggetti attuatori e al passaggio in Consiglio Comunale delle trasformazioni urbanistiche che saranno richieste”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Commissione Ambiente Athos De Luca. “Perché il sindaco – continua De Luca – non ha tutelato gli interessi della sua città e ha sconfessato anche l’operato del suo assessore, pur sapendo delle conseguenze negative che il Piano Casa della Regione potrà avere sulla Capitale? Purtroppo la debolezza politica e di consensi di Alemanno in questo momento, lo costringe a cercare disperatamente l’avvicinamento con il centro alle prossime elezioni comunali e pensa che il trattamento di favore riservato al Piano Casa, possa essere un viatico a questa alleanza. In sostanza Roma, è stata oggetto di uno scambio politico che il Pd denuncia come un atto di gravissima irresponsabilità da parte di Alemanno, di cui si assumerà tutte le conseguenze”. E annuncia il voto contrario del Pd alla delibera proposta dalla giunta "che non tutela neppure tutta la Città Storica, aprendo le porte ad ogni tipo di speculazione. Un’altra vittima di questo Piano Casa saranno le attività artigianali e industriali, come denunciato dal Cna Roma, poiché senza un controllo del Comune dei cambi di destinazione d’uso, tutti i capannoni industriali, in un momento di crisi delle aziende, rischiano di essere trasformati in appartamenti favorendo così la rendita e uccidendo il lavoro della città. Questa è la risposta che il centro-destra dà alla crisi del lavoro nella Capitale”. "La delibera dalla giunta capitolina sul Piano casa prevede una semplificazione eccessiva delle procedure e soprattutto esautora l'Assemblea Capitolina da uno dei suoi compiti più importanti: la programmazione urbana". Lo sottolinea il consigliere del Pd Capitolino Antonio Stampete. Che chiede: "No a colpi di mano che stravolgono le linee del Prg e il dettato della carta della qualità urbana. L'attuale provvedimento darà la possibilità, previo parere di un solo ufficio, di stravolgere interi quartieri, insediamenti d'imprese e artigianali attraverso i cambi di destinazione d'uso. Le semplificazioni per agevolare realizzazioni e imprese sono auspicabili, le scorciatoie per le speculazioni invece non sono accettabili".
BATTAGLIA CONTRO I QUARTIERI DORMITORIO - "Sul Piano Casa si registra da parte della Giunta Alemanno il solito pasticcio, nel giro di pochi giorni infatti sono state prodotte due versioni della stessa delibera, una brusca retromarcia dal primo cittadino che su pressioni di lobby regionali ha approvato il secondo provvedimento che allarga le maglie rispetto alla prima delibera che prevedeva una maggiore tutela del tessuto cittadino a fronte di una legge regionale che nulla a che vedere con il tema dell'emergenza casa ma che rappresenta solo una deregulation del sistema urbanistico romano". Lo ha affermato Umberto Marroni, capogruppo Pd di Roma Capitale. "Per cui pur avendo apprezzato l'iniziale sforzo dell'assessore Corsini, se la delibera giunta in discussione in Aula non vedrà sostanziali modifiche del testo da parte dell'Assemblea Capitolina il voto in consiglio non potrà non vederci contrari - ha aggiunto Marroni - Tre sono i punti sui cui si articolerà la nostra battaglia in Consiglio: tutela della città storica; salvaguardia del contributo straordinario derivante dalle valorizzazioni evitando così il depauperamento delle entrate per Amministrazione; la tutela della pianificazione, mantenendo il passaggio di indirizzo e controllo sulle procedure urbanistiche di cambi di destinazione d'uso e ampliamenti sopra una certa entità da parte dell'Assemblea Capitolina, infatti senza questo passaggio con la legge regionale c'è il rischio di un cambio degli standard urbanistici che consegnerà a Roma quartieri dormitorio in cui risulterà insufficiente e ancor più critica la presenza dei servizi".
ALLA REGIONE - “Con una nuova delibera sul Piano casa la giunta Polverini prova a sottrarre ai Comuni quel che resta della propria potestà regolamentare in materia di governo del territorio. Sono molte infatti le amministrazioni comunali che tra oggi e domani, in osservanza della legge, approveranno delibere per escludere dal regime derogatorio del Piano casa quelle parti del territorio di pregio, come centri storici e aree agricole di rilevante valore paesaggistico e ambientale. E’ l’assalto finale alle aree verdi del nostro territorio”. Lo dichiarano, Luigi Nieri e Filiberto Zaratti, consiglieri regionali di Sinistra ecologia libertà. “Con la circolare esplicativa - dicono Nieri e Zaratti - giuridicamente di rango inferiore alle legge vigente, la Regione tenta ancora una volta di legare le mani alle amministrazioni locali. Grave poi il tentativo di interpretare il testo legislativo cancellando di fatto alcune parti della legge frutto di emendamenti dell’opposizione, approvati durante la discussione del Piano casa, come l’esclusione delle aree a verde e servizi dall’edificazione”. Ma secondo i due consiglieri comunali, "c’è anche un altro grave aspetto: l’atto approvato dalla giunta Polverini entra nel merito degli articoli già impugnati dal governo nazionale, perché gravati da evidenti profili di illegittimità, senza attendere il pronunciamento di merito della Corte costituzionale”. Concludono Nieri e Zaratti: “Per questo invieremo una memoria al ministero dei Beni culturali affinché impugni anche questo atto che reitera quei profili di illegittimità costituzionali già sollevati in precedenza in merito alla legge. A confusione si aggiunge altra confusione, a conferma che il Piano casa oltre a essere un regalo per gli speculatori, rischia di produrre soltanto un’elevata quantità di ricorsi e contenziosi amministrativi”.


