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Campidoglio

Neve, Alemanno: “Emergenza finita". Pd: "Fallimento sindaco"

aula giulio cesare 1

Il consiglio comunale straordinario è stato convocato dall'opposizione per affrontare la gestione del maltempo. In sintesi ha detto il primo cittadino: Roma ha retto bene, forse meglio di altre città e la struttura messa su dal Comune per affrontare la doppia imbiancata di febbraio ha fatto il resto. La replica di Umberto Marroni (Pd): “La gestione dell’emergenza è stata un fallimento e un caos totale" di F. LONGO

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“Roma alla fine ha retto la prova, mostrando una forte capacità di adattamento e di essere in grado di superare un'emergenza che non si vedeva non da 30 anni, ma forse da 50 anni. Devo dire che non io personalmente, ma tutta la struttura, tutti quanti voi siete stati bravi”. Alla fine il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno ringrazia davvero tutti, dagli operatori agli amministratori, dai dirigenti ai vigili urbani fino ai cittadini, proclamando, con un orgoglio tutto capitolino: “Con oggi si ritiene chiusa l’emergenza neve che a Roma è durata 11 giorni”.

In sintesi: Roma ha retto bene, forse meglio di altre città e la struttura messa su dal comune per affrontare la doppia imbiancata di febbraio ha fatto il resto. E’ proprio il primo cittadino a chiudere di fatto la “settimana bianca” romana e mettere, per il momento in un angolo tutte le polemiche scoppiate immediatamente dopo la caduta dei primi fiocchi bianchi.

IN AULA - Alemanno ha parlato, nel pomeriggio, in consiglio comunale straordinario chiesto dalle opposizioni e convocato proprio per affrontare la gestione del maltempo. Il sindaco ha sottolineato ancora una volta, come aveva fatto in tante trasmissioni televisive andate in onda la scorsa settimana, che: “Se una mancanza c’è stata questa non è dovuta alla macchina di Roma Capitale ma a quella della Protezione civile nazionale ormai priva di operatività”. Alemanno però durante il suo discorso è abile a dribblare le polemiche con il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli invocando, nell’aula Giulio Cesare, una riforma dell’organo nazionale basata su tre punti fondamentali: più efficacia e più libertà negli interventi, più risorse e capacità di sostituirsi alle amministrazioni locali nei casi di emergenza. Un vero e proprio appello lanciato al Governo perché si attivi, in tempi brevi, ad emanare una legge nazionale per restituire importanza alla Protezione civile senza però “tornare ai tempi di Bertolaso”:

Attenti fra i banchi dell’aula Giulio Cesare sia gli esponenti della maggioranza che quelli delle opposizioni tra i quali ha fatto capolino anche l’ex sindaco di Roma, Francesco Rutelli. Alemanno ha ripercorso attimo per attimo, ordinanza per ordinanza i due week end della Capitale, cercando di ricostruire le tappe che hanno determinato il tilt della settimana scorsa. “Il gioco dello scaricabarile – ha poi aggiunto rivolgendosi alle opposizioni – può fare male a molti, ma noi siamo fieri di Roma perché è stata lasciata sola e da sola ha risposto all'emergenza”.

L'OPPOSIZIONE - Terminato il discorso del primo cittadino tra gli applausi di parte del consiglio a prendere la parola sono i capigruppo delle opposizioni in Campidoglio, il primo è Umberto Marroni (Pd): “Abbiamo ascoltato, da parte del sindaco, un intervento di difesa del’operato, ma diciamocelo chiaramente: la gestione dell’emergenza neve è stata un fallimento e un caos totale. Bastava collegarsi ad internet per conoscere le previsioni meteo. Non è stato chiesto aiuto alla Protezione civile e il piano neve non esisteva”. Maroni ricorda i giorni vissuti dai romani e le lunghe ore passate in macchina, in attesa di un mezzo pubblico o di un taxi “introvabile”: “La cosa più sconcertante era questa idea di una nave fuori controllo, lei (rivolgendosi direttamente ad Alemanno) era come il comandante Schettino sulla Concordia”. Al paragone con il comandante diventato famoso per aver abbandonato la nave dopo aver causato il suo naufragio i consiglieri di maggioranza non ci stanno e interrompono l’esponente del PD con dei sonori “buuu”. Marroni però riprende il filo e attacca ancora: “La seconda fase, gestita bene, ha dimostrato di fatto che durante la prima fase non era stato fatto niente. La neve – ha poi concluso – ha detto una cosa sola: che il sindaco sceriffo è fallito e la linea del sindaco che fa tutto è fallita”.

L'UDC - Più cauto il capo gruppo Udc, Alessandro Onorato, che divide equamente le colpe tra il sindaco e il presidente della provincia Nicola Zingaretti: “I primi tre giorni hanno fallito tutti. Poi le istituzioni hanno sentito puzza di bruciato e la seconda emergenza ha funzionato anche se Roma sembrava una città post atomica: vuota, si aspettava la fine”. Anche La Destra con Dario Rossin attacca il primo cittadino: “Il piano neve è un po’ come il piano sicurezza: è rimasto chiuso nel cassetto”.

Federico Longo

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