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Ministeri, Alemanno: "Si al trasferimento degli uffici decentrati"

Alemanno pensa

Alemanno apre alla Lega sulla questione dello spostamento al nord dei dicasteri. Le reazioni dal mondo politico. Il Pd: "Il sindaco ha dato via libera". La Polverini: "Occorre fare chiarezza". Idv e Fli attaccano: "Ci risiamo". La difesa del Pdl: "La sinistra strumentalizza"

LA POLEMICA  Il sindaco Alemanno boccia la proposta di Calderoli

"Se si tratta di uffici decentrati di ministeri che restano a Roma non c'è problema, e non sarebbe nemmeno una straordinaria novità". Così Gianni Alemanno parlando, a margine di un incontro al German Marshall Fund a Washington, dell'ipotesi del trasferimento al Nord di alcuni uffici ministeriali emersa nel corso di un vertice ad Arcore tra il premier Berlusconi e i vertici della Lega. "L'importante è che la sede dei ministeri e la loro titolarità restino a Roma. Questo è strattamente vincolato alla realtà della nostra capitale e potrebbe essere rimesso in discussione con un voto parlamentare se non addirittura con una legge costituzionale. Sono comunque contrario anche all'apertura di soli uffici di rappresentanza al Nord perchè questo comporterebbe nuovi costi per la macchina amministrativa" conclude Alemanno.

Le dichiarazioni del sindaco di Roma hanno scosso il mondo politico scatenando reazioni da tutti i partiti politici.

"Se venissero confermate le voci al termine del vertice tra Pdl e Lega sullo spostamento di alcuni uffici ministeriali al nord ci troveremmo di fronte ad una grande 'buffonata'". Lo afferma in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. "La verità è che il Federalismo è fermo ed il Governo non ha i fondi per realizzarlo. Ci batteremo affinchè nella capitale restino le sedi ministeriali non per una questione di mero campanellismo, ma perchè consideriamo importante e vitale il ruolo della Capitale nazionale all'interno di uno Stato federale - conclude - così come avviene in tutti gli altri Stati federali nel mondo. Con la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare da parte del Ministro per la Semplificazione è ufficiale che il Governo Berlusconi vuole portare via da Roma i Ministeri. Il fatto ancora più grave è che inizia una raccolta di firme che avrà, inevitabilmente, un sapore di discriminazione verso i cittadini del nostro territorio. A questo punto chiedo a tutti i parlamentari di Roma e del Lazio di associarsi alla richiesta di dimissioni di questo Governo che a Roma ha promesso tanto e invece ora finisce per togliere quello che abbiamo da sempre come Capitale del Paese. La trovata dello spostamento dei Ministeri - aggiunge Zingaretti - rappresenta il fallimento dell'ipotesi federalista: federalismo è decentramentro dei poteri e delle risorse. Dopo tre anni non è accaduto nulla: rimane uno stato centralista che ora vuole solo spostare uffici. Sulle risorse, inoltre, si sono solo tagliati i trasferimenti agli enti locali, autorizzandoli a tartassare con nuovi tributi cittadini e imprenditori. Questo non è federalismo, ma l'ennesimo pasticcio che dobbiamo fermare".

Per il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini "Occorre fare chiarezza sul presunto accordo per il trasferimento di uffici di rappresentanza dei ministeri. La sede naturale dei ministeri è e resta la Capitale. Come più volte ho avuto modo di ribadire non c'è alcuna ragione, né politica né amministrativa, per procedere a trasferimenti, si trattasse pure di uffici di rappresentanza, che avrebbero solo ripercussioni negative sui lavoratori e sull'operatività dei dicasteri stessi. L’iniziativa del ministro Calderoli è inaccettabile, un affronto alla Capitale dove i ministeri hanno sede da sempre. Questa ostinazione alimenta solo divisioni nel paese e distrae l’attenzione da questioni più urgenti e serie per i cittadini che devono essere affrontate. Come se non bastasse, questa proposta di legge va contro quel progetto di federalismo che ci vede tutti impegnati, una riforma per cui proprio la Lega si è battuta in tutti questi anni e che oggi, a quanto pare, vuole ridurre al mero trasferimento di uffici ministeriali da Roma al Nord. I parlamentari del Lazio facciano sentire la propria voce e si uniscano contro questa scellerata idea di spostare i ministeri”.

Il fronte del Pd. Intervengono sulla questione il segretario romano Marco miccoli, il capogruppo alla Regione Lazio Esterino Montino, il capogruppo al Comune di Roma Umberto Marroni e il deputato Michele Meta. "Alemanno ha dato il via libera per lo spostamento degli uffici dei Ministeri al nord - spiega Miccoli - Il sindaco di Roma si è arreso alla Lega. Il Pd continuerà a battersi affinchè il ruolo di Roma Capitale non venga umiliato da questi accordi tra il Pdl di Alemanno e la Lega di Bossi. E' davvero molto grave che il sindaco Alemanno abbia aperto al ricatto della Lega sullo spostamento di uffici ministeriali a Milano. Mentre dal presidente della Regione Polverini e dal presidente della Provincia Zingaretti sono arrivate parole chiarissime ed inequivocabili contro questo folle patto tra la Lega e Berlusconi, il sindaco Alemanno sembra aderire a questo accordo che impoverirebbe Roma e le farebbe perdere il ruolo di Capitale d'Italia. Probabilmente ora Alemanno ragiona più come leader nazionale della Pdl che come sindaco di Roma: in questo contesto gli è utile assecondare il partito di Bossi e le sue scandalose richieste. Ma la Capitale d'Italia non può diventare merce di scambio tra Alemanno e il Carroccio. Il Pd - conclude il segretario - continuerà a difendere in tutte le sedi Roma dall'assalto di Bossi assecondato da Alemanno".

“Anche le corbellerie diventano proposte di legge - commenta Montino - La Lega ne ha appena presentata una per decentralizzare i ministeri. Con buona pace dei cittadini di Roma, colpevoli soltanto di avere un sindaco impalpabile disposto a cedere pezzi della Capitale per garantire la tenuta della maggioranza del centrodestra in Parlamento. Eppure Alemanno solo qualche giorno fa, davanti a questa ridicola ipotesi di fare uno spezzatino dei ministeri, aveva riferito di aver ricevuto garanzie assolute sulla permanenza delle sedi a Roma. Garanzie avute da Berlusconi e dal Pdl. Aveva bollato la proposta dello spostamento dei ministeri come una colossale balla. Oggi, invece, Calderoli dimostra chi è il vero contaballe e anche che la Lega non se la passa tanto bene. Di queste trovate anche il nord ne ha piene le tasche, come hanno dimostrato le splendide vittorie di Torino e Milano”.

“L’alleanza dei ministeri è inaccettabile - attacca Marroni - Che la compagine di governo provi a risolvere i suoi problemi di coesione a danno di Roma è un ricatto che il sindaco deve respingere al mittente senza indugi. Il primo cittadino di Roma deve anteporre gli interessi della città a quelli del proprio partito di appartenenza altrimenti verrebbe meno ad un patto di lealtà con gli elettori per salvare una coalizione di governo sempre meno affidabile e segnata da un inasprimento del sentimento leghista contro la capitale d’Italia. I diktat e le minacce di Bossi colpiscono la coesione nazionale e contrappongono il localismo agli interessi nazionali. Il sindaco Alemanno - conclude il capogruppo del Pd - non può fare il gregario di decisioni che avrebbero alti costi e nessuna efficacia pratica per il funzionamento dello stato. Per rafforzare l’alleanza con il Carroccio Alemanno sminuisce il ruolo della Capitale, ma così facendo svilirà anche il proprio ruolo di sindaco”.

“Il fatto che nel vertice tra Pdl e Lega si sia discusso di rilancio dell’azione di Governo in termini di decentramento dei Ministeri la dice lunga sull’affidabilità di una classe dirigente disposta a tutto pur di mantenere il comando". Lo afferma in una nota il deputato del Pd Michele Meta, membro della direzione nazionale dei democratici. "Ma è ancora più sconfortante assistere ad una pantomima che ha visto venire ai ferri corti prima dei ballottaggi Pdl e Lega, azzoppando la Moratti, e che oggi registra un ammorbidimento del sindaco Alemanno nei confronti della proposta di trasferire i Ministeri al Nord. Si tratta dell’ennesimo ed inaccettabile colpo di spugna di un pezzo non marginale del Pdl e dell’inevitabile apertura ai ricatti della Lega, unica forza che può garantire la sopravvivenza al Governo Berlusconi e lo stallo del Paese per chissà quanti mesi ancora”.

Italia dei Valori. "Ci risiamo: come se non bastasse la mole di banalità e sciocchezze con le quali il governo tenta di coprire il vuoto della sua attività, ora la Lega prova a mattere una pezza all'emorragia di consensi al nord con lo spostamento degli uffici ministeriali. Stavolta con la complicità di Alemanno, il sindaco non aveva minacciato di organizzare una manifestazione di protesta contro lo spostamento dei ministeri. Adesso vogliamo vederla". Lo dichiara in una nota il segretario regionale dell'Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio. "Questa politica fatta di scambi sulla pelle dei cittadini – prosegue il segretario Idv - che il voto amministrativo ha già sonoramente bocciato, vede ora protagonista il sindaco di Roma, che per ritagliarsi un piccolo ruolo nazionale è disposto a barattare anche a dignità della città che rappresenta. Ci opporremo strenuamente a questo scempio, che oltretutto danneggerebbe la funzionalità dei ministeri e non porterebbe nessun vantaggio, se non simbolico, al nord. Alemanno si impegni per ottenere i decreti attuativi di Roma Capitale, che per ora è solo un marchietto sulla carta intestata, e cerchi di difendere Roma e i romani". "Altrimenti – conclude Maruccio - si dimetta e cerchi di conquistare il tanto desiderato ruolo nazionale con le proprie capacità e non a spese dei romani".

Muso duaro anche dal Fli. "Sulla vicenda legata allo spostamento degli uffici ministeriali da Roma a Milano, il sindaco Alemanno ha forti responsabilità". E' quanto afferma in una nota Francesco Pasquali, Capogruppo di Futuro e Libertà alla Regione Lazio. "Se fossero confermate le notizie relative all'accordo Pdl-Lega in merito al trasferimento di alcuni uffici ministeriali 'altamente operativi' a Milano, saremmo di fronte all'inizio di un saccheggio. Spiace che anche il Sindaco Alemanno assecondi tutto ció, che danneggia tanto Roma quanto la Regione Lazio. La sua responsabilità è duplice perché è evidente che sta venendo meno l'autorevolezza politica della Capitale".

La difesa del Pdl. "Ha ragione il sindaco Alemanno, che riafferma la piena titolarità di Roma Capitale a essere luogo deputato ad ospitare le sedi e le funzioni dello Stato, nel pieno rispetto del suo status costituzionale. I Ministeri non si toccano, al di là di qualunque polemica e strumentalizzazione di parte. Questa è la realtà dei fatti: il Sindaco ancora una volta difende Roma e ha fatto bene a ribadirlo senza se e senza ma". È quanto afferma in una nota il capogruppo Pdl di Roma Capitale, Luca Gramazio.

"Inizia ad essere francamente stucchevole il ricorso sistematico alla menzogna pur di screditare il sindaco Alemanno. Sulla questione ministeri, il Sindaco è stato chiarissimo. Per amore di verità, ribadiamo al PD le affermazioni di Alemanno: “la sede dei ministeri e la loro titolarità devono restare a Roma. Non sarebbe una novità l’apertura di alcuni uffici decentrati, ma resto contrario perché significherebbe un aggravio dei costi pubblici”. Il PD abbia la creanza di spiegarci cosa c’è di poco chiaro in queste parole. Oppure, se non è in grado di fornire questi elementari chiarimenti, almeno si astenga dal dire le solite bugie". Lo afferma in una nota Marco Di Cosimo, vicecoordinatore Pdl di Roma.

“La sinistra continua demagogicamente a strumentalizzare le parole del Sindaco Alemanno che ha più volte ribadito la sua contrarietà al trasferimento dei Ministeri. Perciò, prima di parlare si leggano bene le dichiarazioni che vengono rilasciate - afferma in una nota la deputata Barbara Saltamartini, Vice Presidente del Gruppo Pdl alla Camera - ribadisco ancora una volta che su questo argomento non si scherza: e’ fuori luogo ed altresì controproducente trasferire i ministeri al Nord. La sede e la titolarità dei dicasteri deve assolutamente rimanere nella Capitale”.

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