Il Santa Lucia sul baratro
i genitori dei pazienti il 17 in protesta
Dei 46 milioni di euro promessi a fine novembre, ne sono stati "Inspiegabilmente decurtati" 10. Spariti anche gli acconti mensili di febbraio e marzo. Risultato? A Pasqua i dipendenti rischiano di restare senza stipendio. La Fondazione: "La Regione ci sta facendo chiudere". La replica dell'assessorato: "Accuse pretestuose, mantenuti tutti gli impegni". I genitori dei pazienti annunciano: "Saremo sotto palazzo San Macuto per farci ascoltare dalla presidente Polverini". La governatrice: "La nostra posizione non cambia" DI AMBRA MURÈ
L’ACCORDO La Regione: 50 milioni per il Santa Lucia
LE REAZIONI Santa Lucia: “Accordi siano rispettati”
DAL MENSILE Non spegnete il Santa Lucia
Non si arrendono i genitori dei pazienti della struttura Santa Lucia, che hanno partecipato oggi all'incontro con i vertici dell’istituto per discutere della situazione della Fondazione e hanno annunciato: "Il 17 aprile saremo sotto palazzo San Macuto per farci ascoltare dalla presidente Polverini proprio il giorno in cui dovrà recarsi lì per la Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari". La governatrice risponde: "Abbiamo replicato con una nota dell'assessorato. La nostra posizione è quella". L'allarme per la sopravvivenza della struttura è forte. “Abbiamo solo 450 mila euro in cassa e 82 milioni di esposizione con le banche”. È preoccupato (e arrabbiato) Antonino Salvia, direttore sanitario della Fondazione Santa Lucia. Preoccupato perché “già da questi giorni non siamo in grado di far fronte al pagamento degli stipendi”. Arrabbiato perché “la gravissima situazione di crisi è determinata dall’inadempienza della Regione”.
L’ACCORDO - Era il 30 novembre del 2011 quando la presidente Renata Polverini si impegnava a “riconoscere alla Fondazione Santa Lucia l’importo complessivo di circa 50 milioni di euro” (in realtà erano 46), tra debiti pregressi e acconti, da corrispondere in due rate: 18 milioni entro il 5 dicembre e altri 27 entro il 16 gennaio. L’accordo, raggiunto dopo mesi di appelli e manifestazioni, avrebbe dovuto evitare la chiusura della struttura, un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, un polo d’eccellenza nazionale per la riabilitazione neuro-motoria. Con tutte le inevitabili conseguenze per i dipendenti e i pazienti.
IMPEGNI DISATTESI - Adesso invece, a distanza di quattro mesi, il Santa Lucia si ritrova al punto di partenza, di nuovo sull’orlo del baratro: “La forza dell'effetto annuncio ha fatto sì che tutti - politici, amministratori, opinione pubblica e pazienti - fossero convinti che il problema fosse risolto. Non è così. Gli impegni sono stati disattesi e le rimesse previste non sono arrivate”. La seconda rata promessa dalla Regione Lazio è arrivata infatti con un ritardo di un mese e mezzo. E, peraltro, “con una decurtazione inspiegata ed inspiegabile” di 10 milioni e 300 mila euro. Spariti anche gli acconti mensili di febbraio e marzo (4,2 milioni di euro al mese). Risultato? Impossibile pagare gli stipendi del mese di marzo. Ma non è tutto. La situazione della riabilitazione extraospedaliera infantile non è stata ancora regolarizzata e il Santa Lucia è assediato dai creditori che pretendono il pagamento di forniture e utenze, rassicurati a quanto pare dalla Regione che sostiene di aver integralmente provveduto a corrispondergli tutto quanto dovuto.
LA MAGLIETTA – "È inammissibile che la Regione Lazio non onori gli impegni assunti e non rispetti i dispositivi giurisprudenziali", dichiara a caldo Gemma Azuni, presidente di Sel in Assemblea Capitolina. "La presidente Polverini ha riconosciuto pubblicamente la valenza di questo ospedale, perciò si assuma le sue responsabilità e dia pubblicamente le spiegazioni del suo agire. Non si può predicare bene e razzolare male". Tutti infatti ricordano le sue rassicuranti promesse in campagna elettorale. Quando, recandosi in visita alla struttura (“senza telecamere al seguito perché la sofferenza non va strumentalizzata”), si fece immortalare con addosso la maglietta “Salviamo l’ospedale Santa Lucia”. Allora la futura governatrice assicurava: “Noi interpretiamo la politica del fare, non del dire”. Sembra passato un secolo. E infatti oggi dalla Fondazione parte un grido d’allarme: “La Regione ci sta facendo chiudere”. "Credo sia il caso che il ministro della sanità Balduzzi assuma sulla sanità del Lazio lo stesso atteggiamento assunto dal ministro Clini sui rifiuti. La politica quotidiana della Polverini - dichiara il capogruppo Pd alla Regione, Esterino Montino - sta consumando per sfinimento le strutture d'eccellenza del sistema sanitario regionale. Vale per il Santa Lucia, che domani riprende le azioni di protesta, vale per moltissime altre strutture. Credo che sia venuto il momento di fermare questo modo di fare che sta provocando dissesti profondi nella rete ospedaliera e assistenziale del Lazio. La mancanza totale di credibilità e affidabilità della giunta Polverini ormai è un'emergenza istituzionale".
LA REPLICA - Passano poche ore e arriva la replica dell'Assessorato alla Salute: "La Regione Lazio ha mantenuto puntualmente tutti gli impegni assunti con l'Irccs Fondazione Santa Lucia". Nello specifico, "dallo scorso dicembre 2011 ad oggi sono stati erogati 41.984.736,6 euro, di cui 6,7 milioni sono stati accantonati dalla Regione Lazio in quanto crediti ceduti, che dovranno essere poi versati al cessionario". Quanto poi agli acconti mensili da 4,2 milioni di euro, "saranno certificati dalla Asl competente entro mercoledì prossimo, anche se di fatto quella somma può già essere anticipata dagli istituti di credito". Insomma: "quanto sostenuto dalla Fondazione Santa Lucia appare decisamente strumentale e pretestuoso".


