I minisindaci di centrosinistra: "Il bilancio del Comune è illegale"
Gli undici presidenti dei municipi dell'opposizione sostengono che il documento contabile che l'Assemblea capitolina si appresta a discutere nelle prossime settimane viola il regolamento sul decentramento amministrativo
Gli undici presidenti dei municipi guidati da una maggioranza di centrosinistra sostengono che il bilancio che l'Assemblea capitolina si appresta a discutere nelle prossime settimane "è illegale". Per i mini-sindaci del I, III, V, VI, VII, IX, X, XII, XV, XVI e XVII municipio, il testo preparato dalla giunta Alemanno viola l'articolo 65 del regolamento sul decentramento amministrativo, poiché assegna nel piano investimenti 2011-13 ai Dipartimenti comunali fondi destinati ad opere di competenza municipale. L'articolo del regolamento stabilisce che ai Municipi spetti la manutenzione ordinaria e straordinaria, la messa in sicurezza e l'abbattimento delle barriere architettoniche degli edifici scolastici, delle strade di viabilità secondaria, l'85% del totale, e dei mercati rionali. Gli undici presidenti di centrosinistra sostengono che il Campidoglio non ha "rispettato i principi del regolamento del Decentramento, iscrivendo nei piani investimenti dei dipartimenti risorse per opere di competenza municipale". Per questo motivo si appellano al segretario generale di Roma Capitale "un soggetto terzo ed imparziale", chiedendogli in una lettera di bloccare il trasferimento di queste risorse. Gli 11 mini-sindaci contestano anche il trasferimento alla polizia municipale della capacità di scelta delle strade secondarie sulle quali effettuare la manutenzione.
Gli undici mini-sindaci, riuniti oggi in conferenza stampa, sottolineano anche nella parte di spesa corrente del prossimo bilancio capitolino "il taglio del 5% netto sulle risorse disponibili". "Questo bilancio è illegale, sottraendoci risorse che ci spettano la giunta ci impedisce di onorare gli impegni assunti con i cittadini" sostiene Gianni Paris, presidente del municipio XV. "Siamo costantemente umiliati nella nostra funzione - aggiunge - anche le consulte dei presidenti a questo punto diventano totalmente inutili, sarebbe il caso di non partecipare più". C'è chi come Sandro Medici, presidente del municipio X, rincara la dose "siamo di fronte ad un sindaco non solo cialtrone ed incapace, ma anche mascalzone ed incompetente". E propone: "Vista la violazione del testo sul Decentramento siamo nelle condizioni di chiedere le dimissioni di Cutrufo da quella delega, perchè di fatto non la esercita". Chi come Dario Marcucci, mini-sindaco del municipio III, chiama i suoi colleghi ad un'azione Comune, "quest'anno è più che mai necessario essere tutti in aula dirante la discussione del bilancio per far sentire la nostra voce". Gianmarco Palmieri, che guida il municipio VI, fornisce alcuni esempi concreti: "Con i fondi che ci assegna attualmente il bilancio io avrei a disposizione 1,9 euro al metro quadro per la ristrutturazione delle scuole e potrei intervenire per la manutenzione delle strade secondarie una volta ogni 63 anni. Credo sia ora che non solo Cutrufo se ne vada, ma che anche il sindaco inizi ad incartare le sue cose e si prepari a seguirlo". La conclusione del j'accuse dei mini-sindaci di centrosinistra è affidata ad Andrea Catarci, del municipio XI, "per il prossimo anno ci aspettiamo un'ordinanza per dare 'le mancette' ai municipi, non più un bilancio, quelli veri si approvano al 31 dicembre, non a giugno".


