Sei in: Home - Politica - Dossier su esponenti politici salta la testimonianza di Alemanno
Il caso

Dossier su esponenti politici
salta la testimonianza di Alemanno

alemanno gianni

Il primo cittadino doveva essere sentito domani nell'ambito di un processo che vede imputate otto persone, accusate di avergli prospettato nel 2006 - quando era ministro - l’acquisto di un dossier con informazioni compromettenti su esponenti politici di rilievo. Ma per impegni istituzionali non si presenterà. "Domani sarò a Brindisi per l’assemblea annuale dell’Anci", fa sapere con una nota il sindaco

Domani Gianni Alemanno doveva cambiare ruolo per qualche ora, e trasformarsi da sindaco in testimone. Lo doveva fare nell’ambito di un processo che vede imputate otto persone, accusate di avergli prospettato nel 2006 - quando ricopriva la carica di ministro per le Politiche agricole - l’acquisto di un dossier con informazioni compromettenti su esponenti politici di rilievo che sarebbero stati coinvolti in inchieste economiche che hanno avuto notevoli ripercussioni sulle finanze degli italiani.

Ma per impegni istituzionali il primo cittadino non si presenterà. "Sono stato convocato come testimone in un processo nato in seguito ad una mia denuncia. Domani sarò a Brindisi per l’assemblea annuale dell’Anci, dove si eleggerà il nuovo presidente dell’associazione. Per questo sono stato costretto a rinviare la mia testimonianza in tribunale, che spero possa contribuire al buon esito del procedimento e chiarire, così, una vicenda scabrosa nata dai veleni che troppo spesso girano intorno alla politica", dichiara in una nota diramata in serata.

L'inchiesta fu avviata proprio in seguito alla presentazione di una denuncia fatta dallo stesso Alemanno e da Giovanna Romeo (che apparteneva al suo staff ministeriale). Anche quest'ultima è stata convocata per rendere testimonianza nell’udienza di domani davanti al giudice monocratico Caterina Brindisi. Il processo iniziò dopo il rinvio a giudizio disposto il 21 luglio 2010 dal gup Simonetta D’Alessandro in accoglimento di una richiesta del pm Luca Tescaroli, che contesta agli imputati, a seconda delle singole posizioni processuali, reati che vanno dal falso materiale al falso ideologico, alla tentata truffa.

I fatti - Tutto iniziò alla fine del 2006 quando uno degli imputati contattò la Romeo e, dopo averla convinta che lui e gli altri imputati erano dipendenti statali, di cui alcuni appartenenti persino ai Servizi segreti, le prospettò la possibilità di far entrare Alemanno in possesso di “una documentazione riguardante conti segreti e protetti accesi all’estero – si legge nel capo di imputazione – contenenti elementi fortemente pregiudizievoli per uomini politici fra i quali gli onorevoli Romano Prodi, Massimo D’Alema, Piero Fassino e Claudio Scajola, in grado di creare uno degli scandali più grandi d’Italia". I documenti sarebbero stati custoditi all’estero da alcuni degli imputati che, secondo l’accusa, avrebbero quindi cercato di vender il dossier all'allora ministro Alemanno per 70/80 milioni di dollari. Il dossier sarebbe stato di circa 850 pagine e avrebbe contenuto informazioni sul coinvolgimento di “alcune personalità politiche” dell’allora maggioranza parlamentare di centrosinistra nelle vicende Parmalat, Cirio, Bond argentini, Unipol, Unicredit, Capitalia, Telecom Serbia e Conto protezione 6060.Gli otto avrebbero anche “sfruttato l’interesse di Alemanno di conoscere il contenuto del dossier al fine di poterlo utilizzare nei confronti degli avversari politici e di verificare se vi fossero notizie pregiudizievoli anche nei suoi confronti e di appartenenti alla medesima coalizione”.

1 commento presente

alessandro giovannetti - 04/10/2011 23:36
All'Anci non è che sentiranno la tua mancanza. Comincia ad allenarti a tornare nelle aule dei tribunali..

Social networks