Discoteche e waterfront, caos e cemento
Lungo appello di Lorenzatti di Sel che si rivolge anche agli “imprenditori rispettosi del territorio”
“Dopo le denunce lanciate la scorsa settimana dai comitati cittadini, e anche da Sel XIII municipio, in merito al caos e all'inquinamento acustico provocato dalle discoteche aperte fino al mattino sul lungomare, il sindaco Alemanno viene a fare un'ispezione e dice che è tutto tranquillo, cosa che ci convince che davvero gli ostiensi sono trattati come imbecilli. Le ispezioni le debbono fare gli organi competenti con strumenti e discrezione e non i codazzi comunali con le orecchie e le auto blu. E invece di rassicurare i cittadini che rivendicano legittimamente il diritto alla quiete e al sonno, il centro destra non solo nega l'inquinamento acustico ma mette in campo il progetto di rifacimento del lungomare di Ostia, il cosiddetto waterfront, che oltre al caos porterà sul territorio, in area vincolata da norme ambientali e paesaggistiche, milioni di metri cubi di cemento e migliaia di persone e automobili. Ciò che vediamo in parte già accadere nei fine settimana, con assurdo dispendio delle forze dell'ordine che andrebbero impiegate in ben altri compiti. Dall'Idroscalo, che si vuole trasformare in un ‘parco fluviale’ finto, poiché caratterizzato da un terminal bus, da un polo nautico e da altri servizi e edifici tutti di natura commerciale, alla Rotonda alla fine della Colombo, dove si vuole realizzare una mega discoteca stile sultanato arabo a 50 metri dal mare, proprio alla fine della Colombo. Quest'ultimo è un progetto davvero devastante: la dove si dovrebbe realizzare un parcheggio di scambio per consentire, d'estate, di chiudere finalmente la litoranea e garantire l'afflusso alle spiagge protette di Castelporziano e Capocotta, tutelandole al contempo, questi ‘maghi’ dell'urbanistica progettano mega edifici che costituirebbero una vera tortura urbanistica, ambientale e sociale per gli ostiensi. Come sempre accade, i regimi incapaci di amministrare le città, di garantire servizi e sicurezza, di pianificare lo sviluppo in modo sostenibile, amano molto fare propaganda di progetti tanto faraonici quanto distruttivi quanto irrealizzabili. Da un lato distraggono l'attenzione dalla loro incapacità, dall'altro si tengono buoni gli speculatori locali promettendo loro edificazioni e traffici commerciali in deroga alle leggi vigenti, cambiandole per l'occasione, ovviamente. È quello che sta facendo il centrodestra: manda a rotoli la città con la sua inefficienze e intanto apparecchia progetti ad uso e consumo di pochi. Il waterfront di Ostia, l'ennesimo tentativo (l'ultimo fu il progetto Portoghesi) di far passare come riqualificazione la totale cementificazione degli arenili e delle aree vedi superstiti del lungomare. Chiunque sa che il degrado del lungomare di Ostia deriva proprio dalla mancanza di cura del verde pubblico e da palazzine e palazzoni edificati dove non si sarebbe dovuto a colpi di variazioni del piano regolatore. Variazioni bipartisan, molto spesso, perché nulla come il cemento mette d'accordo chi fa politica solo per interesse personale. Queste persone non amano Ostia, anzi la odiano a tal punto che per garantire i pochi non si fanno scrupoli di guastare la vita e l'ambiente a tutti. Certo esiste anche un'altra ipotesi più sottile, ovvero che in realtà neanche loro credano alla possibilità di realizzare questi progetti, e che li usino per tentare in ultima istanza di realizzare comunque cubature sulle aree verdi, ovvero alberghi per gestori di stabilimenti cui non bastano più i soldi che guadagnano con le sole strutture balneari. E a questo proposito chiediamo attenzione al destino dell'edificio realizzato per i mondiali di nuoto sul lungomare Catulo, che, a guardarlo, sembrerebbe essere stato progettato proprio per essere un albergo, privato, naturalmente. Nei prossimi giorni Sel XIII municipio organizzerà un incontro pubblico per discutere di cosa si nasconde in realtà dietro questi progetti e delle iniziative comuni da prendere a difesa delle persone e dell’ambiente e anche dello sviluppo sostenibile della città. Chiederemo di partecipare all'incontro a quegli imprenditori che vogliono lavorare nel rispetto delle norme del territorio e dell'ambiente, perché abbiamo bisogno anche di un nuovo patto che garantisca sia lo sviluppo sostenibile sia i diritti delle persone”. A parlare è Sandro Lorenzatti, responsabile urbanistica e ambiente di Sinistra ecologia e libertà, Roma area metropolitana e del coordinamento Sel del XIII municipio.


