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Il caso

Colosseo, scontro Marchini-Alemanno
Fai: "I cittadini lo salveranno"

Colosseo

Botta e risposta su twitter tra il sindaco e il candidato dei centristi. Va avanti la polemica tra Alemanno e la Sovrintendenza sull'area di recinzione dell'anfiteatro. Azuni: "Problema principale è il traffico". E il Fondo ambiente italiano lancia le primarie della cultura

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Scontro su twitter tra Alemanno e Alfio Marchini, candidato sindaco dei centristi. Al centro il Colosseo. Marchini lancia un "Concorso di idee internazionale, e successivamente aprire un dibattito pubblico con sovrintendenze e cittadini" e "il Comune lanci un grande concorso di idee internazionale per valorizzare il monumento e le aree adiacenti".

Ma il primo cittadino precisa: "Forse Alfio_Marchini non è informato. Della Valle ha messo a disposizione 25 milioni di euro e il Mibac ha pronto il piano di restauro".  E allora il candidato dell'Udc al Campidoglio rilancia: "E' giunto il tempo di coinvolgere le migliori professionalità al mondo con le sovrintendenze e finalmente i cittadini. Conosco molto bene Diego e l'iniziativa a cui lei si riferisce. Parlo dell'intera area e del coraggio di pedonalizzarla".

LA DISPUTA ALEMANNO-BARBERA - E proprio oggi è arrivata la risposta della Sovrintendenza al sindaco che ieri aveva accusato la Soprintendente ai Beni archeologici di Roma, Maria Rosaria Barbera, di creare "una situazione di elevato allarme in merito alla sicurezza nelle zone immediatamente prossime all’area del Colosseo". Aggiungendo che "proprio questo allarme sta generando improbabili proposte di impacchettare con reti o isolare vaste zone di rispetto dell’Anfiteatro Flavio". Il primo cittadino aveva chiesto quindi "un tavolo interistituzionale che riunisca tutte le autorità competenti dei Beni culturali di Roma, invitando, prima di assumere qualunque decisione, a una verifica in contraddittorio per la reale sicurezza del Colosseo, utilizzando uffici tecnici di natura pubblica per una verifica completa delle misure necessarie a garantire la sicurezza di uno dei monumenti più importanti del mondo". Ma la Barbera ha risposto che sulla rete di recinzione c'era un accordo con il sindaco. E che lui stesso aveva accolto con favore la proposta della direttrice regionale Federica Galloni lo scorso 27 novembre, in Campidoglio, con il ministro Ornaghi.

IL TRAFFICO - Secondo la consigliera di Sel Gemma Azuni il principale problema del Colosseo "che si sbriciola sotto gli occhi stupefatti dell’umanità", è il traffico. "Anni di vibrazioni - dice Azuni - dovute al traffico costante di auto, bus e auto -torpedoni inquinamento e scarsa manutenzione hanno minato ed esposto il grande patrimonio archeologico al degrado e ai danni".  E aggiunge: "Il Colosseo, a distanza di 3 anni e dopo verifiche, commissioni e riunioni ancora non è salvaguardato". Poi ricorda: "L’area dovrà fare i conti anche con l’apertura del cantiere della Linea C della Metro e il probabile mantenimento dell’apertura al traffico veicolare della zona". E accusa Alemanno di "non essere proprio riuscito ad amministrare con saggezza questa città tant'è che “l’isola archeologica” resta ancora un mito".

IL DECRETO SU ROMA CAPITALE - Secondo Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori si assiste "al vicolo cieco sulle recinzioni". Per la consigliera la colpa non è solo del sindaco ma anche delle norme confusionarie previste dal decreto su Roma Capitale. "Il gruppo parlamentare di Italia dei Valori - racconta - aveva denunciato tempestivamente la pericolosa sovrapposizione di competenze che c’era in merito alla tutela e valorizzazione dei Beni Culturali fra Comune di Roma e ministero. Ed è per questo che ci eravamo opposti, votando contro in Commissione. Se fosse stata bloccata almeno la parte di decreto riguardante i beni culturali, oggi non avremmo questa nuova, inaccettabile ingerenza del sindaco Alemanno”.

LA BATTAGLIA DEL FAI - A lanciare un appello in difesa del Colosseo è il Fai (Fondo ambiente italiano) secondo cui "sarà solo la pressione dei cittadini che lo vorranno difendere a spingere le autorità a cambiare passo”. “E’ veramente sconfortante – spiega Sofia Bosco, direttore rapporti istituzionali – leggere le ultime notizie riguardanti il Colosseo. E’ sconfortante perché è la cronaca fredda di fatti veri che si susseguono da troppo tempo e che dimostrano il disinteresse generale per le sorti di questo monumento, eccezion fatta per la soprintendenza di Roma che da tempo chiede, poco ascoltata, la messa in sicurezza del monumento e di tutta l’area. I lavori della metropolitana certo creeranno vibrazioni, intoppi al traffico e un ripensamento dell’area. Cose che si saranno messe in conto immagino già dall’inizio, ma è prioritario, oltre che semplice misura di buon senso e responsabilità, che la sicurezza del monumento e dei passanti prevalga”.

 “E’ triste veder sbriciolarsi – aggiunge l’esponente del Fai – proprio il Colosseo dopo così tanti annunci di una sua rapida rinascita ed è triste vedere i pochissimi poteri che gli organi preposti alla sua tutela di fatto hanno. Per questo ci sembra importante far sentire maggiormente la voce di quei cittadini che non sopportano più il triste spettacolo del degrado della loro storia e della loro identità. E’ importante quindi esprimersi pubblicamente, magari votando alle Primarie della Cultura: www.primariedellacultura.it, consultazione popolare on line lanciata in questi giorni ed attiva fino al 28 gennaio dai giovani del Fai sui temi più caldi che riguardano la tutela della nostra cultura. Si potrà esprimere il voto per individuare le azioni che si riterranno prioritarie da segnalare a chi in futuro sarà eletto a governarci perché i beni culturali italiani, come lo è per eccellenza il Colosseo, abbiano la protezione e la cura che si meritano”.

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