Cartellopoli, il Piano regolatore?
Positivo, ma non convince
Nello studio pubblicato dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune, il Piano regolatore degli impianti pubblicitari (Prip) supera l’esame per i propositi di diminuire il numero delle installazioni, ma non convince su come fermare l’invasione dei manifesti abusivi. Il modello da seguire è Firenze, che punta a un -50% dei cartelloni, passando così da 31mila metri quadri di superficie a 15mila. Nella Capitale la superficie dovrebbe scendere "solo" da 213mila metri quadrati a 162mila DI SANTO IANNO'
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Un piano positivo, ma non sufficiente. Nello studio pubblicato stamane dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, il Piano regolatore degli impianti pubblicitari (Prip) supera l’esame per i propositi di diminuire il numero delle installazioni, ma non convince su come fermare l’invasione dei manifesti abusivi.
FIRENZE, MODELLO DA SEGUIRE - Nell’analisi dell’Agenzia, il Prip della Capitale - che è stato approvato dall’assessorato alle Attività produttive del Campidoglio e sarà discusso in Aula a breve - viene messo a confronto con quelli di Firenze e Milano. Nel capoluogo toscano il quadro normativo punta alla diminuzione del 50% dei cartelloni, passando così da 31mila metri quadri di superficie a 15mila. Un taglio netto ai manifesti che arriva grazie all’eliminazione delle strutture 6 metri per 3. Un’azione di forza giustificata dalla voglia di tutelare il patrimonio storico-archeologico della città. L’amministrazione fiorentina specifica anche la collocazione, le sanzioni e il tipo di strutture che dovranno essere compatibili con l’architettura urbana. Firenze come modello da seguire in materia di impianti pubblicitari. Stessa cosa non può dirsi per Milano, che porta la superficie di affissioni da 243 mila a 308 mila.
LE CRITICITA' DEL PIANO ROMANO - Roma invece prova a scrollarsi di dosso l’immagine della città invasa dai cartelloni, ma il piano mostra delle criticità. Vediamo quali. Il Prip dovrebbe portare al ridimensionamento della superficie disponibile per le affissioni valutando gli aspetti territoriali, la rete stradale e la tutela del patrimonio monumentale. Ma le esigenze di valutazione e tutela sono demandate alla ricostruzione di un quadro conoscitivo: una mappa dei beni a carattere storico-culturale. La giunta capitolina punta dunque solo a una verifica del carico massimo di esposizione pubblicitaria sostenibile dala Capitale. La superficie dovrebbe scendere da 213mila metri quadrati a 162mila. Una diminuzione che l’Agenzia giudica insufficiente per combattere il fenomeno dell’abusivismo. Soprattutto perché la densità di esposizione è pari a 37,3 metri quadrati per chilometro. Un dato molto più alto rispetto a quelli registrati a Firenze (21,4), Bologna (10,9) e Torino (32,6).
OBIETTIVO -50% - Per l’Agenzia una soluzione potrebbe essere quella di abbattere del 50% gli impianti a Roma, sfruttando le caratteristiche di città d’arte e appellandosi ai vincoli ambientali, seguendo così il modello fiorentino. Ma i tecnici del settore qualità suggeriscono anche dei piani di localizzazione, suddividendo in lotti il territorio capitolino. Senza dimenticare i bandi di gara con cui affidare ai privati la concessione sulla superficie destinata alle affissioni. Aziende che potrebbero avere anche la delega di controllo sul territorio per verificare fenomeni di abusivismo.
LA REAZIONE - «Accogliamo positivamente questo studio – afferma Filippo Guardascione del comitato BastaCartelloni – perché va in direzione di quel processo di riforma che chiediamo da tempo, che guarda alla riduzione delle superfici e dai bandi di gara suddivisi in lotti». Il prossimo passo è la discussione del Prip in aula. E il comitato contro le affissioni abusive promette «degli emendamenti per migliorare il piano e superara la condizione di emergenza».


