Cartellopoli, comitato ricorre contro
l'installazione di 700 impianti
Il giorno dopo la bocciatura della delibera di iniziativa popolare, "Bastacartelloni" reagisce con una serie di azioni giudiziarie. "È lo stimolo per proseguire con ancora maggiore determinazione". Alemanno: "Municipi promettono iniziative che non attuano" di SANTO IANNO'
CAMPIDOGLIO L'aula boccia la delibera d'iniziativa popolare
IL COMMENTO Andrea Catarci: "Una bocciatura vergognosa"
LA SCHEDA Ecco le richieste inserite nella delibera d'iniziativa popolare
L'OPINIONE Alemanno: "La mafia dietro i cartelloni"
L'ORDINANZA Il sindaco blocca i nuovi impianti
IL PROVVEDIMENTO Indagini in Comune, i vigili sequestrano gli archivi
CARTELLONI Bagarre in Comune IL BLOG Basta cartelloni
LE IMMAGINI Gli interventi di rimozione
Il giorno dopo è quello della delusione e della rabbia. Ma per il comitato promotore si apre una nuova fase: la stagione dei ricorsi e delle azioni giudiziarie. La prima sarà impugnare la delibera che prevede «l’installazione, anche nel centro storico ed in deroga alla normativa vigente, di 700 impianti per finanziare in maniera distorta il bike sharing». Per dimostrare che la bocciatura della delibera di iniziativa popolare da parte dell’aula Giulio Cesare è una sconfitta, ma non una resa.
IL BLOG - «È lo stimolo per proseguire con ancora maggiore determinazione», si legge sul blog BastaCartelloni. Ma è anche uno “schiaffo” contro i diecimila cittadini che avevano firmato il provvedimento presentato al Campidoglio. Parla con una voce unica il comitato promotore per la delibera sulle affissioni. E lo fa attraverso un comunicato pubblicato stamane. Per i militanti, il «Consiglio comunale ha scelto di favorire gli interessi di pochi a danno dell’intera comunità cittadina», favorendo così l’illegalità e ignorando i rischi per la sicurezza stradale.
Il voto di ieri, sempre per i comitati, dà l’immagine di una amministrazione contraddittoria, che «da un lato grida allo scandalo “mafia dei cartelloni” e dispone improvvisi piani di rimozione; dall’altra boccia la delibera proposta dai cittadini per tutelare gli interessi economici di clientele di terz’ordine», si legge nel comunicato. La colpa più grande? Aver tradito il mandato di chi li aveva delegati a rappresentare le istanze del territorio.
LA DELUSIONE - Tanta la delusione per aver scoperto che chi aveva garantito il voto a favore del provvedimento, ha poi dato parere contrario; mentre altri consiglieri non hanno neppure partecipato alla discussione (su tutti tre esponenti del Partito democratico: Mirko Coratti, Alfredo Ferrari e Antonio Stampete). Nella maggioranza di centrodestra, invece, c’è anche chi fa autocritica. È il generale Antonino Torre (Lista civica per Alemanno), che, nel suo intervento durante la discussione in aula, riconosce il ritardo del sindaco per contrastare il fenomeno cartellopoli. E che, dopo il voto, alza il tiro: «Da oggi le rimozioni non dovranno essere a carico dei contribuenti, ma a spese di chi viola la legge. E ricordiamo che non mancano i sistemi di coercizione per recuperare i soldi: il primo si chiama Equitalia».
IL SINDACO - "Sono disponibile a ogni forma di collaborazione e sinergia con i municipi. Ma spesso ho notato che proprio i municipi hanno promesso iniziative che poi non hanno attuato", così il sindaco Gianni Alemanno risponde ai giornalisti che gli chiedevano un commento alle polemiche sollevate da alcuni municipi che hanno dichiarato di essere stati esclusi dalle decisioni sulle nuove regole per gli impianti pubblicitari.


