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Campidoglio

Cartellopoli, bocciata la delibera d'iniziativa popolare

Aula giulio cesare

Nessuna possibilità di eliminare le deroghe al codice della strada e quel meccanismo di ricollocazione che hanno favorito l’invasione dei cartelloni. Cittadini esasperati da un fenomeno che nasconde un business milionario, imbratta la città ed è pericoloso per gli automobilisti DI SANTO IANNO'

LA SCHEDA Ecco le richieste inserite nella delibera d'iniziativa popolare
L'OPINIONE Alemanno: "La mafia dietro i cartelloni" 
L'ORDINANZA Il sindaco blocca i nuovi impianti 
L'OPERAZIONE Programmata la rimozione di 1.000 impianti 
IL PROVVEDIMENTO Indagini in Comune, i vigili sequestrano gli archivi 
CARTELLONI Bagarre in Comune IL BLOG Basta cartelloni LE IMMAGINI Gli interventi di rimozione

Una bocciatura dai due volti. La delibera di iniziativa popolare, che propone la modifica di quella approvata dal consiglio capitolino nel 2009 e una regolamentazione nel mercato delle affissioni pubblicitarie, questa sera non ha superato l’esame dell’aula Giulio Cesare. Nessuna possibilità di eliminare le deroghe al codice della strada e quel meccanismo di ricollocazione che hanno favorito l’invasione dei cartelloni a Roma. Un’aggressione, neanche a dirlo, illegale. E che ha generato il caso che tutti oggi definiscono cartellopoli.

IL VOTO - Un voto che arriva dopo la moratoria, varata ieri dalla giunta guidata dal sindaco Gianni Alemanno, che blocca temporaneamente l’installazione di nuovi impianti. Almeno un punto della delibera proposta dal comitato promotore che combatte questa piaga, composto da varie associazioni, è salvo. Non resta che affidarsi all’ordine del giorno proposto dal consigliere Cassone, che in parte recepisce le linee guida del provvedimento proposto dai cittadini. Donne e uomini esasperati da un fenomeno che nasconde un business milionario, imbratta la città ed è pericoloso per gli automobilisti (come dimostra la morte di una coppia di giovani che con il loro scooter si sono schiantati contro un impianto abusivo installato su via Tuscolana).

IL COMITATO - Oggi in Campidoglio c’erano molti militanti del comitato promotore. A un certo punto della seduta si era anche diffuso un certo ottimismo: «Ce la giochiamo -  ha spiegato a Paesesera Filippo Guardascione, membro del comitato Bastacartelloni – alcuni membri della maggioranza sono dalla nostra parte».

Poi però, il brusco risveglio e il ritorno alla realtà. Nel Partito democratico troppe le assenze per sperare di far passare il provvedimento firmato e voluto dai cittadini. Con 24 voti contrari  la delibera non passa. E nella l’aula si alza il grido: «Vergogna vergogna, siete i responsabili dello scempio di Roma». Nei banchi occupati dai consiglieri di maggioranza tutti contro la delibera, tranne il generale Antonino Torre (Lista civica per Alemanno), che in questi anni ha sempre sostenuto la battaglia contro i manifesti abusivi. «Non capisco – rivela un membro del comitato promotore – De Priamo, Todini, Santori e Mennuni avevano dato il loro sostegno alla nostra battaglia, ma al momento del voto hanno pensato bene di non sconfessare l’operato di un loro assessore» (Davide Bordoni).

L'ORDINE DEL GIORNO - In sostegno del comitato promotore arriva però l’ordine del giorno di Cassone. La proposta, che supera l’esame con 28 voti a favore, chiede l’approvazione del Piano degli impianti pubblicitari (Prip), che dovrebbe regolamentare il settore, entro la fine dell’anno. Oltre a pretendere la riduzione complessiva delle installazioni e un’azione di contrasto al fenomeno dell’abusivismo e dell’illegalità. «A noi non basta – spiega Lorenzo, altro membro del comitato promotore – perché l’ordine del giorno è una lettera di intenti visto che non è obbligatorio portarlo in giunta». Adesso l’attenzione delle associazioni è tutta rivolta al Prip che, fanno notare i cittadini, «non ha né scadenze né limiti». La lotta al cartellone illegale continua.

Santo Iannò

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