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Edilizia

Campidoglio, presentato il Piano casa
Esclusi centro e edifici storici

Aula giulio cesare

Uno dei punti previsti dalla delibera approvata ieri dall'assemblea capitolina e illustrata oggi in Campidoglio. E Alemanno torna sulla vicenda di Tor Bella Monaca: "Dove vogliamo puntare sulla demolizione e ricostruzione per evitare di espandere la città e distruggere nuovo agro"

COMUNE Approvato il Piano casa
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La Città storica e gli edifici di pregio della città sono esclusi dal Piano casa regionale così come le nuove centralità urbane e metropolitane non pianificate. Sui cambi di destinazione d'uso delle aree sarà previsto un contributo straordinario da corrispondere al Comune. Incentivi per i proprietari di prima casa che potranno usufruire dello sconto del 30% sugli oneri concessori per gli ampliamenti previsti dalla legge regionale. Questi, alcuni punti previsti dalla delibera sull'applicazione del Piano casa regionale in città che è stata approvata ieri dall'assemblea capitolina e illustrata oggi in Campidoglio, tra gli altri, da Alemanno.

I PUNTI - Tra gli altri punti della delibera sull'applicazione del Piano, per gli edifici inseriti nella Carta della qualità gli interventi potranno essere realizzati previo parere degli uffici comunali. Inoltre, per far sì che nei quartieri restino negozi di vicinato, il provvedimento prevede che minimo il 5% delle nuove realizzazioni rimanga non residenziale. Obbligo che non vale per interventi entro i 1000 metri quadrati. Ancora, per le aree libere non residenziai e per gli edifici dei piani di zona è previsto che il 30% della Superficie utile lorda (Sul) sia riservato all'edilizia sociale a canone calmierato. Infine, il Piano casa, oltre che nella Città storica, non verrà applicato nelle aree per nodi di scambio, nelle aree aeroportuali, sul verde pubblico e nei servizi pubblici di livello urbano.

ALEMANNO - A proposito di cultura del no, il sindaco ha citato il caso di Tor Bella Monaca, "dove vogliamo puntare sulla demolizione e ricostruzione per evitare di espandere la città e distruggere nuovo agro: lì sono spuntati comitati che ci dicono: 'quanto ce piacciono le Torri'". L'effetto finale dei Piani casa regionale e comunale sarà quello di "offrire housing a prezzi accessibili". Infatti, come ha ricordato l'assessore capitolino all'Urbanistica Marco Corsini, "la legge regionale consente, attraverso vari interventi, di implementare l'offerta di housing". Sulle modifiche apportate alla delibera, Corsini ha spiegato che "c'e' stato un giusto dialogo con la Regione".

L'OPPOSIZIONE - E su questo punto il centrosinistra alza le barricate. “Sorprende che il sindaco oggi ci impartisca una lezioncina affermando che con l’abbattimento delle torri di Tor Bella Monaca si andrebbe a risparmiare terreno su cui costruire. La domanda sorge spontanea: Alemanno ignora la verità o dice bugie per l’ennesima volta, probabilmente mal consigliato dai suoi più stretti collaboratori? La verità infatti è che se avesse preso visione dei progetti del Comune avrebbe visto che attualmente Tor Bella Monaca possiede una superficie fondiaria di 77 ettari, mentre dopo il progetto di demolizione e ricostruzione (frutto della fervida fantasia del primo cittadino e che tanto non si realizzerà mai e poi mai) gli ettari edificabili diventano 98. Se la matematica non è un’opinione, il sindaco viene sburgiardato per l’ennesima volta”, dichiara il consigliere comunale del Pd, Paolo Masini.

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