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Alla mercè delle decisioni padronali

Porta di Roma, centro commerciale
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Nell'ultima manovra del governo Monti approvata alla vigilia di Natale, oltre all'aumento delle tasse e delle tariffe ed al taglio dei servizi sanitari e sociali, al taglio delle pensione e all'allungamento dell'età per il pensionamento, vi è una norma che stabilisce la completa liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi: questo significa che il datore di lavoro può liberamente decidere quando essere aperto (compreso notti, domeniche e giorni festivi). Tale provvedimento rischia di avere pesanti ripercussioni nella vita di ognuno di noi dipendenti del settore: non potremo più disporre del nostro tempo né programmarci un giorno di riposo o qualunque attività extra-lavorativa e saremo alla mercè delle decisioni padronali.

Se a tale provvedimento legislativo sommiamo la norma dell'ultimo rinnovo del Ccnl che prevede una forte decurtazione salariale a partire dal terzo evento di malattia (certo che stare al lavoro in orari estesi e senza un regolare ciclo di lavoro e riposo, estende i rischi per la salute) e sommiamo il fatto che specialmente in questo settore molti di noi hanno contratti precari o lavorano direttamente in nero, il quadro di un ulteriore aggravamento delle nostre condizioni di lavoro è completo. Se poi aggiungiamo che tali decisioni favoriscono enormemente la grande distribuzione che ha le strutture e le risorse per disporre un'apertura pressoché perenne del proprio punto vendita e che pertanto assisteremo alla chiusura di molti piccoli negozi con la conseguente crescita di disoccupati nel settore, il quadro della “catastrofe” lavorativa assume dimensioni preoccupanti.

A fronte di ciò urge dunque che le lavoratrici ed i lavoratori del commercio prendano la parola per organizzarsi e lottare a tutela delle proprie condizioni di lavoro. Il 27 gennaio alcuni sindacati di base (Usb, Slai Cobas, Usi ecc.) hanno indetto uno sciopero generale contro il governo e convocato un corteo nazionale al centro di Roma. Noi riteniamo tale iniziativa abbastanza inutile ed inefficace visto che attualmente manca una reale conflittualità nei posti di lavoro; pensiamo invece che vada fatto ogni sforzo per conoscersi, incontrarci ed unirsi fra tutte le lavoratrici ed i lavoratori: vogliamo quindi “sfruttare” la giornata del 27 gennaio come momento di iniziativa e confronto fra lavoratori a cominciare da chi opera, come noi, nel centro commerciale Porta di Roma.

*Lettera diffusa nei social network

I lavoratori e le lavoratrici di Porta di Roma*

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