La mia Roma

Vincenzo Cerami

Vincenzo Cerami Numero Zero

Lo scrittore e sceneggiatore: tutta la zona più bella, quella che va da piazza Navona al Pantheon, fino a Pasquino e a Fontana di Trevi, è infestata di orrendi gazebo che nascondono e ammutoliscono l’eterna bellezza della città dei Cesari. I ristoranti e i bar hanno letteralmente occupato e infettato tutti i marciapiedi, come una muffa

Altro che parentopoli e i mille impicci a cui siamo ormai abituati: il vero scempio, la ferita più profonda che Roma sta subendo è la distruzione del suo centro storico. Tutta la zona più bella, quella che va da piazza Navona al Pantheon, a piazza Farnese, fino a Pasquino e a Fontana di Trevi… è infestata di orrendi gazebo che nascondono e ammutoliscono l’eterna bellezza della città dei Cesari. I ristoranti e i bar hanno letteralmente occupato e infettato tutti i marciapiedi, come una muffa.
Camminando per quelle che una volta erano strade bellissime e piene di evocazioni storiche, non si vedono più le facciate delle chiese, i portoni, gli archi, gli straordinari oggetti testamentari lasciati dai nostri antenati. Tra l’altro, nei gazebo dentro cui fiammeggia il gas delle stufe a ombrello per riscaldare l’aria, si propina ai turisti una pessima cucina, tutta surgelata e passata al microonde o ai forni a petrolio. Robaccia per turisti d’accatto. I primi a doversi ribellare dovrebbero essere i commercianti, che si vedono oscurare le vetrine da queste ignobili casette di plastica. Guardate piazza Navona, la più bella del mondo, con i capolavori di Bernini e Borromini: la sua circonferenza è affollata di tavolini come fosse tutta una grande sala di ristorante per matrimoni. In più si mangia robaccia che nulla ha a che vedere con la grande cucina italiana. I veri assassini di Roma sono i cinici ristoratori (che avrebbero tutto l’interesse a salvaguardare la bellezza della città) e il Sindaco, che non dovrebbe permettere un tale flagello.

Come cittadino romano da sempre innamorato della Capitale lancio una sfida all’amministrazione comunale. Mi impegno formalmente a mobilitare tutte le mie forze perché Alemanno venga rieletto alle prossime elezioni comunali se riesce a bonificare la città, a liberarla da ogni gramigna e dalle esalazioni dei cassonetti rotti.
Ma non mi appello soltanto a lui, imploro il ministero dei Beni culturali, i suoi sovrintendenti, il governo, tutti i cittadini romani, gli storici dell’arte, gli uffici del turismo, che non saranno sicuramente felici di proporre agli stranieri, non già la bellezza di Roma, ma una sfilza infinita di gazebo e di tavolini su cui vengono servite immangiabili pizze cosiddette napoletane e spaghetti conditi con scongelati sughi di pomodoro.

La prego, signor Sindaco, un giorno (o meglio una sera) di questi giorni primaverili, faccia una passeggiata a piedi per il centro storico, sono convinto che sarà preso dal voltastomaco e dalla rabbia per il degrado di quelle strade e di quelle piazze, ridotte a suk del terzo mondo. Vedrà una Roma morta di fame, umiliata, arruffona, pronta a infilare le mani nelle saccocce di turisti innocenti. Abbia il coraggio di inimicarsi i ristoratori del centro pur di far tornare la nostra città eterna. Le assicuro che avrà la riconoscenza della gran parte di quei romani che amano Roma e che sono numericamente più solidi e consistenti dei vandali speculatori. Non si faccia complice, se non proprio primo responsabile, del degrado storico di un’intera civiltà. Se non si riesce a proteggere la più bella città del mondo, se giorno dopo giorno diventa una discarica… dobbiamo cominciare a rassegnarci e a condividere la nostra vita cittadina con i gabbiani affamati.

1 commento presente

kello kello - 24/07/2011 09:17
E' certamente da condividere l'appello di Cerami al sindaco Alemanno per liberare il centro di Roma dall'osceno assedio di gazebo e tavolini (cui andrebbero però aggiunte auto, motorini, cartelloni pubblicitari).
Da ex responsabile della cultura del PD però Cerami non può essere considerato esente da responsabilità. L'occupazione progressiva degli spazi pubblici in centro ( così come nelle periferie, delle quali nessuno si cura) è cominciata assai prima dell'avvento di Alemanno, sotto il quale, forse, il problema si è esteso e consolidato.
E' un fenomeno che ha anche molto a che fare con il veltroniano "modello Roma", la grande pappatoia per le frotte di turisti scaricati dai voli low cost che sorvolano le teste e le case degli abitanti del X Municipio e di Ciampino.
I problemi, come si vede, sono sempre più complessi di quel che sembrano. E' giusto denunciare il degrado. Lo si faccia però con quel minimo di autocritica senza la quale anche gli appelli più condivisibili diventano sospetti di partigianeria. Caro Cerami,il problema è culturale e trasversale. Gli stessi problemi c'erano ai tempi di Rutelli e di Veltroni. E ci sono nei municipi governati dal PD.

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