Sei in: Home - Inchieste - Rifiuti, discariche a colpi d'emergenza - Rifiuti, Riano dice 'no' alla discarica Comitati: "Ricorreremo al Tar"

Rifiuti, Riano dice 'no' alla discarica
Comitati: "Ricorreremo al Tar"

coordinamento rifiuti zero lazio
Eleonora Farnisi

La rabbia dei cittadini di Riano alla notizia dell’espropriazione urgente del sito provvisorio allo scarico dei rifiuti, individuato dal prefetto Pecoraro nel territorio del rianese, a Quadro Alto. I comitati preparano il ricorso al Tar e annunciano la mobilitazione del 5 novembre a Roma. Valeria Allegro: “Bloccare questo scempio”

Non è bastato bloccare la città, né manifestare alla Pisana, né tanto meno occupare i binari della tratta ferroviaria Roma-Viterbo per scongiurare l’ipotesi di una discarica provvisoria a Riano. Non è bastato neanche rimarcare i vincoli paesaggistici e ambientali che pendono su quell’area del rianese: Quadro Alto rimane (insieme a San Vittorino-Corcolle) il sito scelto dal prefetto Pecoraro per la realizzazione della discarica alternativa a Malagrotta e lo sarà finché quella definitiva di Pizzo del Prete a Fiumicino non sarà pronta. Ma i cittadini continuano a non starci e la loro rabbia non si placa, soprattutto dopo l’ultimo colpo di acceleratore inferto da Pecoraro al post Malagrotta: espropriazione dei terreni provvisori ed emanazione (entro la prossima settimana) di un decreto di occupazione e urgenza dei nuovi siti. Lo scaricabarile di Comune e Regione alla fine sta funzionando, il prefetto non vuole rendersi complice dell’emergenza rifiuti nel Lazio e per questo tenta di chiudere in fretta la faccenda. Ma a Riano, come a Corcolle, cittadini, comitati, associazioni e rappresentanti politici sono sul piede di guerra. I comitati di Quadro Alto e San Vittorino stanno già preparando il ricorso al Tar, che verrà presentato a giorni. “Dovrebbero vergognasi per quello che stanno facendo, perché stanno minacciando la nostra salute e, in barba alle direttive europee, si approvano piani regionali fondati su altre discariche e inceneritori, quando la ricetta da seguire è semplice: incremento della raccolta differenziata porta a porta fino al raggiungimento dell’obiettivo rifiuti zero in tutto il Lazio. Lo hanno fatto a San Francisco, lo stanno facendo a Napoli, perché il Lazio invece non si vuole allineare?”, ha commentato Valeria Allegro, presidente del comitato Rifiuti Zero Riano, raggiunta al telefono da Paese Sera. “Neanche l’esproprio annunciato dal prefetto – ha continuato - aiuterà a risolvere la questione rifiuti”. “Si stanno accelerando i tempi tecnici perché – le ha fatto eco Melania del comitato - è evidente che il monopolio di Ama e Cerroni, rispettivamente per il riciclo e lo smaltimento dei rifiuti, debba cominciare a decadere, ma con quali presupposti?”. Per i cittadini la questione è avvolta in un velo di oscurità che “non aiuta a capire dove si vuole arrivare e soprattutto dove voglia arrivare Cerroni”, il quale ha ottenuto la cessione della proprietà di Quadro Alto, promettendo al venditore un compenso variabile, in percentuale alla quantità di tonnellate di rifiuti che andranno in discarica, e assicurandosi la gestione del sito per 30 anni, anche dopo la sua chiusura. “Questo – annota Melania – ci fa pensare che a Riano non si voglia costruire un sito provvisorio, della durata di tre anni come dicono, bensì definitivo e con il massimo del business economico ottenibile”.  “Noi dal canto nostro – ha concluso la Allegro – continueremo a batterci. Sabato 5 novembre il nostro comitato, insieme a tutti i cittadini di Riano e a tutti gli altri comitati del Lazio, parteciperà alla grande manifestazione di Roma che partirà da piazza SS Apostoli alle ore 10. Invitiamo tutti i cittadini romani ad aderire alla nostra causa e a partecipare in massa, perché questo scempio va bloccato”.

La reazione di Cristina Venti (Pdci FDS), Comune di Riano. “Alla prepotenza di Alemanno, Polverini e Pecoraro risponderemo con ogni forma di lotta e resistenza civile, pacifica ma ferma”. È il commento di Cristina Venti, consigliere comunale di Riano per il Pdci FDS, alla notizia anticipata della firma dell’atto di esproprio da parte del prefetto Pecoraro per le discariche di Quadro Alto e Corcolle. Per la Venti, “lo scandalo discariche continua”. Quello dell’esproprio, sottolinea, “è l’ennesima scelta arrogante, prepotente e autoritaria, assunta contro la volontà dei cittadini che da settimane continuano civilmente e legittimamente a protestare contro l’attentato alla loro salute”. Più volte, insieme agli altri comitati del coordinamento Rifiuti Zero per il Lazio, hanno chiesto di essere ascoltati, ma le loro richieste sono cadute nel vuoto. “Se Alemanno, Polverini e Pecoraro – chiosa la Venti - temono il confronto, evidentemente sono consapevoli di avere torto”. Quindi, la provocazione: “Vengano a Riano a spiegare pubblicamente ai cittadini le ragioni di questa aggressione immotivata alla popolazione e al territorio”. “Le istituzioni – continua – hanno il dovere morale di tutelare la salute dei propri cittadini e ascoltarne le ragioni”. Poi conclude, “Noi non ci arrenderemo e per quanto mi riguarda continuerò ad essere al fianco dei comitati, dei miei concittadini e di tutte quelle persone che stanno sposando questa grande battaglia, la nostra mobilitazione proseguirà con più forza e convinzione”.

Perché “No” Quadro Alto. Situato al confine tra il XX Municipio di Roma e il comune di Riano, il sito di Quadro Alto è un’area di circa 97 ettari e profonda 70 metri, ideale per lo scarico dei rifiuti ma non idonea. Il prefetto Pecoraro l’ha scelta per la presenza di sette cave di tufo, ad oggi funzionanti, che permetterebbero di realizzare l’invaso provvisorio in tempi brevi e a costi più bassi. Una decisione che, come più volte hanno sottolineato comitati e associazioni, bypassa i vincoli ambientali e paesistici cui è soggetta l’area e non tiene conto dei rischi che causerebbe. Quadro Alto, infatti, sorge vicino a Piana Perina, un’altra cava di tufo dove, a partire dagli anni Ottanta, sono stati scaricati fusti tossici e scarti di lavorazioni farmaceutiche, oggi dissotterrati solo in parte, che hanno prodotto un danno da percolato enorme, come è stato confermato dalle perizie della Procura di Tivoli. I cittadini temono che, anche con l’espropriazione del terreno, la discarica di Quadro Alto possa durare decenni. Stando alle carte, Riano dovrebbe raccogliere nei prossimi tre anni (cioè per tutto il periodo di provvisorietà) ben 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti, più dei 2/3 di quelli prodotti complessivamente (3,5 milioni di tonnellate), ma la gestione trentennale del sito da parte della Colari di Cerroni, fa pensare ad altro. Inoltre, i danni per il territorio sarebbero enormi: il valore di case e terreni è già diminuito di 50milioni di euro, mentre i rischi per la salute delle persone sarebbero altissimi. La discarica sorgerebbe, infatti, a poche centinaia di metri dalle abitazioni (che nel raggio di 1,5 km salirebbero a quota 600), da una scuola e da 150 posti di lavoro che, così, andrebbero perduti.

Social networks