Pup, il gigantesco piano parcheggi
che i cittadini non vogliono
Un gigantesco affare da 267 parcheggi (più 15 nuovi interventi appena decisi dal sindaco Alemanno) che piace alle amministrazioni e alle imprese e che i cittadini contrastano in ogni modo denunciando poca trasparenza, gravi compromissioni dei territori e prezzi elevati. L'inchiesta di Paese Sera per scoprire cosa sono i Pup, a chi servono, che problemi provocano. Municipio per municipio
LA SCHEDA Che cosa sono i Pup - L'ANTICIPAZIONE Le proposte dei comitati - L'INTERVISTA Parla la leader dei cittadini - L'ORDINANZA Alemanno lancia 15 nuovi parcheggi
LA MAPPA Cosa accade in tutti i municipi
Pup: Piano urbano parcheggi. Girando per Roma, in tutti i municipi o quasi, ci si imbatte spesso in questa sigla. Indica una strategia – datata ormai 1989 - che punta a risolvere il problema della sosta selvaggia delle auto nelle strade della nostra città. Una strategia accolta e rilanciata, seppure con diverse sfumature, da tutte le amministrazioni comunali capitoline degli ultimi venti anni. Una strategia fortemente contrastata dai romani, di tutti i municipi, di tutti gli orientamenti politici. Paese Sera ha fatto un’inchiesta, municipio per municipio, parcheggio per parcheggio. Si tratta di un gigantesco piano da 267 interventi (a cui se ne sono aggiunti 15 proprio nei giorni scorsi) sul quale i governi cittadini puntano con grande determinazione, che le imprese considerano un ottimo affare e su cui tanti cittadini - organizzati comitati - esprimono preoccupazione e contrarietà e per i quali denunciano poca trasparenza, il rischio sicurezza e prezzi di vendita troppo elevati.
Il risultato è preoccupante, soprattutto perché emergono un distacco tra istituzioni e cittadini, poca chiarezza nella programmazione e nella realizzazione delle opere, molti dubbi sulla reale utilità di un numero consistente di quei parcheggi che sono frutto di vecchie concezioni e mediazioni al ribasso (almeno dal punto di vista qualitativo). Ed è interessante, perché dimostra – ancora una volta – quanto sia utile il protagonismo dei cittadini, la loro voglia di non voltarsi dall’altra parte, la loro determinazione a lottare, la pazienza a studiare e proporre soluzioni alternative.
L’inchiesta rappresenta allora uno strumento di comprensione e interpretazione del fenomeno Pup (e No Pup) e rappresenta un buon punto di partenza per capire cosa accadrà nel futuro di Roma. A partire dai prossimi giorni, quando i Comitati No Pup presenteranno il loro Libro rosa di proposte (di cui potete leggere interessanti anticipazioni in questi servizi) per migliorare la mobilità romana, quando i cittadini torneranno nelle piazze e sui tetti per chiedere ascolto alle istituzioni, quando Comune e Municipi dovranno tornare a parlarsi sulle scelte strategiche, quando le forze politiche torneranno a svolgere la loro funzione di interpretazione degli interessi dei cittadini, quando vedremo le imprese avviare o continuare il lavoro nei cantieri, quando dovremo pensare alla trasformazione dei territori.
Paese Sera vuole raccontare Roma, quella di sopra e quella di sotto. Quella che sta apparentemente in superficie, quella che invece sembra essere sotterranea. E vuole essere luogo di ragionamento e di dibattito attorno alla grande domanda a cui tutti i romani - senza indulgenze e senza posizioni precostituite - dovrebbero cercare la loro risposta: che città vogliamo per il nostro futuro?
Una sola certezza c’è a questo proposito: nel nostro Paese la partecipazione dei cittadini è diventata imprescindibile per il governo del territorio, per progettare le strategie future. Per questa ragione l’inchiesta-reportage di Paese Sera (coordinata da Carmen Vogani) è partita dalle voci dei comitati, senza per questo voler chiudere le porte alla voce del mondo imprenditoriale. Sono voci vive e interessanti quelle dei cittadini: meritano spazio e attenzione per la maturità, la voglia di confronto, la capacità di pronunciare i propri “no” senza pregiudizi, l’intuizione di capire come andare avanti. Perché rivendicano il diritto di sapere, capire, contribuire alla costruzione della città del futuro. Abbiamo chiesto un confronto con l’assessore comunale Aurigemma. Ha preferito non rispondere alle nostre domande. Un vero peccato.
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