Roma 3, la privatizzazione avanza
Colpiti la didattica e i servizi
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Nella classifica degli atenei statali nazionali, Roma Tre si colloca al 56° posto. Dopo l’Università di Viterbo che all’11° posto è il migliore ateneo del Lazio. Esiste già una fondazione privata, la ‘Maruffi’, impegnata nella produzione dell’olio. Come si legge sul sito roma3discute.it, in tre delibere approvate dal Consiglio d’amministrazione dell’Ateneo, rispettivamente nel 2009 e nel 2010, è stato deciso un innalzamento del contributo annuale alla Fondazione Maruffida da 200mila euro a 280mila euro per il 2009, e di 300mila euro per il 2010 di G.P.
“C’è grossa crisi” direbbe ‘Quelo’, uno dei personaggi satirici interpretati da Corrado Guzzanti. Una crisi che ormai dal 2007 sta attraversando il mondo, dagli Stati Uniti all’Europa, mandando in tilt l’economia, causando la perdita di posti di lavoro e l’assenza di prospettive per i giovani, magari dopo anni di studio.
E’ questa la generazione più colpita. Lo capisci nelle scuole e nelle università che le cose non vanno bene, perché i tagli ci sono e si fanno sentire. I docenti sono diminuiti, gli edifici non rispettano le norme di sicurezza, non c’è personale per portare avanti i laboratori.
Anche l’Università Roma Tre non naviga in ottime acque, declassato al terzultimo posto nella classifica degli atenei italiani redatta dal ‘Sole 24ore’ e pubblicata il 18 luglio di quest’anno: un’analisi che si base su nove indicatori (stabiliti dal comitato nazionale di valutazione del sistema universitario), che vanno dall’affollamento alla dispersione, dall’indice di attrattività alle risorse messe a disposizione della ricerca. Ebbene, in questa classifica degli atenei statali nazionali, Roma Tre si colloca al 56° posto per l’esattezza. Dopo l’Università di Viterbo che all’11° posto è il migliore ateneo del Lazio, seguito da Tor Vergata al 28° e dalla Sapienza al 46°.
Da quanto si evince peraltro in un dossier sull’Università Roma Tre, pubblicato sempre sul ‘Sole 24ore’ dal prof. Michele Abrusci, tale ateneo “non è a misura di studente”: un quarto degli iscritti rinuncia agli studi, è la settima università più affollata d’Italia (più della Sapienza), “non è aperta agli studenti stranieri e a quelli di altre religioni”, il funzionamento delle Facoltà complessivamente non è buono, “gli indicatori della didattica sono peggiorati”. E proprio il suo collocamento al terzultimo posto nella classifica nazionale non la rende “un’Università di eccellenza”.
In tutto ciò, l’ateneo sta cercando di adeguarsi alla riforma Gelmini, costituendo la ‘Fondazione Cestia’ tramite cui i privati possono accedere alla gestione del bilancio, della ricerca e della didattica (compresi alcuni servizi come ad esempio il C.l.a. Centro Linguistico d’Ateneo, che rilascia certificati ufficiali di lingua).
Altra incognita, contrastata fortemente dagli studenti durante lo scorso anno accademico, con occupazioni di alcune facoltà come Dams, Lettere e Scienze Poltiche, è la Scuola superiore universitaria ‘Astre’, “che riunisce studenti selezionati e professori di fama internazionale”, secondo quanto si apprende dalla ‘Proposta per l’istituzione di Astre – Alta Scuola Roma Tre’. Scuola che gode, peraltro, dell’apprezzamento delle istituzioni provinciali e regionali di Roma e del Lazio, che hanno messo a disposizione una sede a Tivoli per le attività didattiche. Ciò che non piace per niente agli studenti è la modalità di accesso: tramite test d’ingresso riservati solo a coloro che hanno una media non inferiore a 27/30. Per cui tutti gli studenti lavoratori che non riescano a mantenere una media simile, restano esclusi da quella che è considerata una scuola per pochi “studenti eccellenti”.
Ciò che pochi sanno, riguardo ai processi di privatizzazione di Roma Tre è che già esiste una fondazione privata, la ‘Fondazione Maruffi’, impegnata nella produzione dell’olio. Come si legge sul sito roma3discute.it (il documento è firmato dal prof. Abrusci), in tre delibere approvate dal Consiglio d’amministrazione dell’Ateneo, rispettivamente nel 2009 e nel 2010, è stato deciso un innalzamento del contributo annuale alla Fondazione Maruffida da 200mila euro a 280mila euro per il 2009, e di 300mila euro per il 2010.
E se la leggenda vuole che il privato funzioni meglio, a Roma Tre i fatti dicono che mancano alcuni servizi: le mense. Sono solo due e coprono il quartiere Ostiense-San Paolo, mentre alcune facoltà come Scienze della Formazione (che ha un edificio a Piazza della Repubblica) e Scienze matematiche fisiche e naturali (in viale Marconi), non sono servite.
Manca anche una Casa dello studente con alloggi a prezzi accessibili. Cosa ne pensano gli studenti di Roma Tre? Proprio loro si sono resi protagonisti di manifestazioni, occupazioni e iniziative di protesta contro il Rettore Fabiani, “per la sua propensione alla privatizzazione dell’università”, dicono e promettono “un anno accademico di rivendicazioni”.


