Sei in: Home - Inchieste - Anche gli studenti sono indignati Università con il bilancio in rosso
Inchiesta
Atenei

Anche gli studenti sono indignati
Università con il bilancio in rosso

Gli studenti invadono Roma13

In piazza, per la 'giornata della rabbia', c'erano anche loro. Gli studenti delle università pubbliche romane: La Sapienza, Tor Vergata, Roma 3 e Foro Italico. Indignati a tempo indeterminato, come vuole la crisi. Il bilancio economico è da bollino rosso. Paese Sera è tornata negli Atenei romani a sentire che aria si respira. E’ decisamente viziata: offerta didattica ridimensionata, corsi cancellati, aule stracolme e tasse universitarie discriminanti

LA SAPIENZA L'eccellenza è "depressa" e l'offerta formativa si riduce di ELEONORA FARNISI  
ROMA TRE Privatizzazione avanti tutta, colpita didattica e servizi di G. P.
FORO ITALICO Collaborazioni esterne senza fondi e le aule scoppiano di SANTO IANNO'
TOR VERGATA Corsi di laurea a rischio chiusura, facoltà di Lettere nel mirino di M.D.R.

 

Oggi in piazza, per la 'giornata della rabbia' ci saranno anche loro. Gli studenti delle università pubbliche romane: La Sapienza, Tor Vergata, Roma 3 e Foro Italico. Indignati a tempo indeterminato, come vuole la crisi. Il bilancio economico è da bollino rosso. Paese Sera è tornata negli Atenei romani a sentire che aria si respira. E’ decisamente viziata.

Non si salva l’ateneo più grande d’Europa, La Sapienza (nell’articolo di Eleonora Farnisi), che ospita oltre 140mila studenti all’anno, di cui 30mila fuori sede, 7mila stranieri, mille Erasmus in entrata e in uscita e con un personale docente che supera le 4mila unità tra professori ordinari, associati e ricercatori, senza contare quelli precari. Dai tagli al Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), stimati in 60milioni di euro dal 2009 al 2011, al diritto allo studio, alla qualità della didattica e all’autonomia della ricerca scientifica, il quadro che emerge è piuttosto “sconfortante”. Un’università che spicca per eccellenza di ricerca e formazione, ma non da premiare. Almeno secondo il Miur, che l’ha collocata al 40esimo posto nella classifica degli atenei più virtuosi d’Italia, penalizzandola nella ridistribuzione del 7% dei fondi di finanziamento, sulla base di “criteri che poco hanno a che fare con il merito”, hanno più volte contestato i collettivi e i sindacati studenteschi.

L’Università Roma Tre (nell’articolo di Gianluca Palma) è declassata al terzultimo posto nella classifica degli atenei italiani. Cosa ne pensano gli studenti?  Proprio loro si sono resi protagonisti di manifestazioni, occupazioni e iniziative di protesta contro il Rettore Fabiani, “per la sua propensione alla privatizzazione dell’università”, dicono e promettono “un anno accademico di rivendicazioni”. Perché c’è anche questo dato che fa paura: la progressiva privatizzazione della cultura, anche nelle università storicamente pubbliche. A Roma Tre esiste già una fondazione privata: la ‘Fondazione Maruffi’, impegnata nella produzione dell’olio. Come si legge sul sito roma3discute.it (il documento è firmato dal prof. Abrusci), in tre delibere approvate dal Consiglio d’amministrazione dell’Ateneo, rispettivamente nel 2009 e nel 2010, è stato deciso un innalzamento del contributo annuale alla Fondazione Maruffida da 200mila euro a 280mila euro per il 2009, e di 300mila euro per il 2010. E se la leggenda vuole che il privato funzioni meglio, i fatti dicono che mancano i servizi. Al di là del diritto all’istruzione, di qualità.

All’Università di Tor Vergata la crisi la pagano gli studenti. Quest’anno la tassa d’iscrizione sarà gravata dall’aumento medio di 100 euro per ogni studente. “Come se ciò non fosse sufficiente ad impedire a molti studenti d’iscriversi, o rinnovare l’iscrizione – denunciano gli universitari – si aggiunge una circolare vessatoria del Rettore che impone di pagare anticipatamente metà della seconda rata già all’atto d’iscrizione”. Lo smantellamento dell’università pubblica non si ferma davanti ai diritti. “Per gli studenti che presentano disabilità, anche gravi - riferisce Francesco Guido di ‘Unileft’ -, non esiste più alcun fondo che garantisca la frequentazione di questi studenti ai corsi e la partecipazione agli esami”. E i tagli stanno determinando la chiusura o il ridimensionamento di importanti corsi di laurea: la facoltà di Lette e Filosofia è la più colpita. Il paradosso, come spesso accade, di un Paese a devozione umanistica. Mancano i fondi per bandire i contratti dei docenti. E i contratti a titolo gratuito, quelli che da forse troppo tempo avevano contribuito a sostenere lo svolgimento della regolare attività didattica, sono bloccati dal nuovo statuto dell'Ateneo (nell’articolo di M.d.R.), che prevede un tetto da molti giudicato assurdamente basso: 10 unità per Facoltà. Che moltiplicate per le sei dell'Università Tor Vergata, fanno 60 contratti gratuiti, una cifra che a malapena sarebbe in grado di coprire la domanda della sola Lettere e Filosofia.    

“Quando diminuisce il finanziamento da parte dello Stato, e siamo costretti a rientrare nel tetto di spesa, è inevitabile tagliare dove possibile”. Stefania Sabatini, delegato alla didattica e docente di biochimica all’Università del Foro Italico di Roma (nell’articolo di Santo Iannò), spiega come si amministra un ateneo in tempi di riforma Gelmini. Senza dimenticare che il vincolo non è solo finanziario, ma anche normativo: il numero di ore erogabili per le collaborazioni è in proporzione al numero dei docenti di ruolo. “Se l’università del Foro Italico avesse le risorse – aggiunge il delegato alla didattica – non potrebbe stipulare nuovi contratti perché il tetto è stabilito dalla norma del ministro Maria Stella Gelmini”. E così, qualcuno è costretto ad “emigrare”, lasciandosi alle spalle anni di lavoro accademico…

Altri articoli

Università del Foro Italico1
di Santo Iannò

Per l'istituto accademico dedicato alle scienze motorie e sportive, le professionalità esterne sono fondamentali. “Non si possono portare su un campo di calcio 400 ragazzi e un solo docente”. Nella Conferenza dei rettori, è stata chiesta una deroga al ministero dell’Istruzione. Temporale o normativa. La prima chiede di sforare i termini per rientrare nei parametri imposti dal ministro Gelmini. La seconda punta ad avere una legislazione che salvaguardi le collaborazioni esterne per gli atenei specializzati" di SANTO IANNO' 

scopri il futuro 1
di G.P.

Nella classifica degli atenei statali nazionali, Roma Tre si colloca al 56° posto. Dopo l’Università di Viterbo che all’11° posto è il migliore ateneo del Lazio. Esiste già una fondazione privata, la ‘Maruffi’, impegnata nella produzione dell’olio. Come si legge sul sito roma3discute.it, in tre delibere approvate dal Consiglio d’amministrazione dell’Ateneo, rispettivamente nel 2009 e nel 2010, è stato deciso un innalzamento del contributo annuale alla Fondazione Maruffida da 200mila euro a 280mila euro per il 2009, e di 300mila euro per il 2010 di G.P.

Università La Sapienza2
di Eleonora Farnisi

Si apre male il nuovo anno accademico del primo ateneo romano a cui la Riforma Gelmini non fa sconti. Dai tagli al fondo di finanziamento ordinario, stimati in 60milioni di euro dal 2009 al 2011, al diritto allo studio, alla qualità della didattica e all’autonomia della ricerca scientifica, il quadro che emerge è piuttosto “sconfortante”. Sindacato studentesco Link: “Frati non ci ascolta, fuori i privati dalle Università, sì ai no profit nei Cda” di ELEONORA FARNISI

Social networks