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Tor Pignattara, i residenti: "Insufficiente il controllo delle forze dell'ordine"
E' grande lo sconforto nel quartiere di Torpignattara, la mattina seguente il duplice omicidio di un cinese di 31 anni e della sua bambina di 6 mesi. Davanti alle serrande chiuse del bar di proprietà della famiglia delle vittime sono stati depositati numerosi mazzi di fiori mentre tra i cittadini già circolano voci e ipotesi sull'accaduto. In molti parlano di "mafia cinese" mentre per altri è un altro degli episodi da collegare alla scia di sangue che la malavita romana si sta lasciando dietro nell'ultimo periodo. Tutti sembrano concordi nell'affermare che "Torpignattara non è un quartiere turbolento, i tanti stranieri presenti si sono in gran parte integrati e non ci sono episodi di razzismo", ma che "il controllo e la prevenzione da parte delle forze dell'Ordine nel quartiere non è sufficiente". "Ci lamentiamo in particolare del fatto che non si vedono mai agenti a pattugliare le strade in maniera regolare" - dice un commerciante di via Casilina - "li vediamo al massimo un paio di volte l'anno, passano in negozio chiedendo se va tutto bene e se ne vanno". "Il vero problema è la mancanza di mezzi delle forze dell'ordine - dice la responsabile del circolo pensionati della Cgil - i carabinieri non riescono a controllare un territorio così vasto e densamente abitato. Dispiace per l'immagine di Roma e del quartiere". "Ancora non ci credo - dice una signora amica della vittima - erano grandi lavoratori molto rispettati in zona, non meritavano una tragedia del genere".

